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Giovani imprenditori, l’importanza del dialogo tra generazioni
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Giovani imprenditori, l’importanza del dialogo tra generazioni
Da Monini a Cantina Ninni, un confronto tra esperienze imprenditoriali diverse, al convegno “Umbriae”
Si è svolto ieri alla Sala dello Spagna il convegno “Umbriae” dedicato ai giovani imprenditori di Confcommercio, che ha messo a confronto esperienze diverse, accomunate dal legame con il territorio e dalla volontà di guardare al futuro.
Ad aprire l’incontro è stato Tommaso Barbanera, presidente di Confcommercio Spoleto, con una breve introduzione sul valore dell’imprenditoria per la città e il suo sviluppo. A seguire, Omar Di Curzio, presidente dei Giovani imprenditori di Confcommercio Umbria, che ha sottolineato l’importanza di creare occasioni di dialogo tra le aziende storiche e le nuove generazioni: “I giovani portano una visione diversa del fare impresa, ma questa diversità deve essere compresa e governata. Incontri come questo di Spoleto rappresentano quindi momenti di confronto e di profonda formazione”.
Il sindaco Andrea Sisti, ha portato la propria esperienza di ricercatore e ha scelto di rivolgersi ai giovani non con un messaggio istituzionale, ma con una riflessione sul percorso necessario per costruire il proprio futuro: “Bisogna avere la costanza e la tenacia di investire su se stessi, questo significa fare l’imprenditore”.
Il dialogo è entrato nel vivo attraverso le testimonianze di Monini e Cantina Ninni, due realtà differenti per dimensioni e storia, ma entrambe attente alla qualità e al territorio. Monini rappresenta l’esempio di un’azienda nata su base familiare e cresciuta grazie alla capacità di innovare. Una intuizione che ne ha segnato il percorso è stata quella di commercializzare l’olio in bottiglia, una scelta che ha rivoluzionato il rapporto tra prodotto e consumatore, portandolo direttamente sulle tavole delle famiglie. Un percorso accompagnato dalla comunicazione e dalla pubblicità, che ha contribuito a consolidare la riconoscibilità del marchio. Nonostante le dimensioni raggiunte, l’azienda mantiene una forte identità familiare e artigianale, nella convinzione che sia anche un bene sociale, capace di generare valore per tutto il territorio.
Una realtà più ridotta è invece Cantina Ninni di Gianluca Piernera, situato nel comprensorio del Comune di Spoleto, all’interno delle zone DOC del Trebbiano spoletino e dei Monti Martani, che basa il proprio modello imprenditoriale sulla cura e sulla qualità. “L’obiettivo è portare valore anche sui mercati esteri, senza perdere il legame con la propria identità, custodire la filiera, trasmettere il senso della tavola e far riscoprire i valori della convivialità”.
Alla domanda sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale, entrambe le aziende hanno riconosciuto le potenzialità di questa tecnologia, sottolineando però la necessità di mantenerla al servizio del lavoro, senza attribuirle un ruolo predominante. “Il capitale umano - ha dichiarato Maria Flora Monini - resta decisivo: le persone, le loro competenze e la capacità di creare relazioni non possono essere sostituite dalla tecnologia”.
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