cronaca
Cantieri Anas, a Norcia monta la protesta: altra serrata in arrivo
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Cantieri Anas, a Norcia monta la protesta: altra serrata in arrivo
Il Comitato Tutela Patrimonio Valnerina preannuncia nuove manifestazioni contro il progetto sulla Tre Valli: nel mirino l'assessore De Rebotti, assente alla riunione della Seconda Commissione
A Norcia la rabbia è alta. Cittadini e commercianti si preparano a una nuova serrata generale (data da definire) contro il piano di cantieri Anas sulla SS685 Tre Valli Umbre e a "spedire una pioggia di cartoline di protesta", indirizzate all’assessore alle infrastrutture De Rebotti. “A lui - spiega in una nota il Comitato Tutela Patrimonio Valnerina - verranno consegnate le chiavi delle imprese costrette a chiudere dalle conseguenze dei maxi cantieri Anas sulla SS685. Queste le conseguenze dell’inutile mega-progetto Anas ereditato dalla passata legislatura che rischia di isolare la vallata per molti anni, dando la mazzata finale ad un'economia che da decenni vive esclusivamente di turismo ed ancora stenta a riprendersi dalle conseguenze del Sisma 2016. Non vogliamo che quello che non è riuscita a fare la giunta della Tesei con Melasecche, lo faccia quella della Proietti con De Rebotti”.
Il controsenso politico, in particolare, risulta “totale. La Regione spende milioni in pubblicità patinata alla Bit di Milano per promuovere l'Umbria verde, il paesaggio e il turismo lento ma nei fatti non vediamo passaggi concreti, per fermare un cantiere così pesante da distruggere i flussi turistici, impedendo a chiunque di raggiungere agevolmente Norcia e la Valnerina. Nascondersi dietro l'alibi del 'progetto vecchio e in fase avanzata’, dimostra solo assenza di visione e poco coraggio politico”.
All’audizione del 30 settembre, presso la Seconda Commissione Regionale, il direttivo del comitato “si è sorpreso dell’assenza in persona dell’assessore alle infrastrutture Francesco De Rebotti, dimostrando poco sensibilità nei confronti della nostra delegazione. La linea delle imprese di Norcia è ormai una sola: se la Giunta preferisce fare da spettatrice al funerale economico della vallata, le saracinesche si chiuderanno di nuovo e salirà la protesta. Questa volta le chiavi delle nostre attività le porteremo direttamente a Perugia, e le consegneremo in Regione all’assessore De Rebotti”.
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