cultura e spettacolo
“La Cantatrice Calva”, Il fascino dell'assurdo al 'Caio Melisso Carla Fendi'
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“La Cantatrice Calva”, Il fascino dell'assurdo al 'Caio Melisso Carla Fendi'
Il paradossale mondo di Ionesco conquista il teatro in uno spettacolo dove musica, voci e gesti giocano continuamente con le aspettative del pubblico
Un mondo completamente e volutamente paradossale si è presentato alla platea del Caio Melisso Carla Fendi con la rappresentazione de “La Cantatrice Calva”, andata in scena nell’occasione dell’80esima stagione del Teatro Lirico Sperimentale.
L’opera di Luciano Chailly, tratta dal celebre testo di Eugène Ionesco, porta l’assurdo direttamente dentro la musica. La scrittura, fortemente solistica, costruisce per ciascun gruppo di personaggi un proprio universo sonoro: ai Martin è affidato un quintetto d’archi, agli Smith un quintetto di strumenti a pizzico, con la presenza insolita della mandola, mentre alla cameriera Mary e al capitano dei pompieri corrisponde un quintetto di fiati.
La musica non si limita ad accompagnare ciò che accade sulla scena. Gli strumenti dialogano con le voci, le provocano e quasi le contraddicono. In una delle scene è addirittura un flauto a sostituirsi alla voce, sostenendo un vero e proprio battibecco. A rendere tutto ancora più sorprendente è la precisione ritmica richiesta agli interpreti. Antidialoghi, vaniloqui, gesti e musica scorrono con una naturalezza che è solo apparente. Persino i tic degli Smith diventano parte del meccanismo musicale, perfettamente sincronizzati con la partitura.
La scenografia accentua la sensazione di essere intrappolati in questo mondo assurdo: uno spazio quasi claustrofobico, dominato da colori forti e da richiami alla bandiera inglese, che trasforma l’ambiente borghese in una sorta di caricatura. Impossibile poi non nominare gli abiti, in armonia con i colori e lo stile della scenografia e soprattutto con l’andamento febbrile della scena.
In questo spettacolo nasce uno dei più grandi paradossi teatrali che prende forma proprio nel personaggio che da il titolo all’opera, una trovata perfettamente in sintonia con l’assurdo dell’intera messa in scena, dove tutto sembra sottrarsi continuamente alle aspettative. Il pubblico, però, non è rimasto fuori dal gioco, ha seguito l’assurdità dei dialoghi lasciandosi andare alla risata, si è lasciato convincere a canticchiare l’inno inglese, fino a scoppiare nei lunghi applausi finali.
Lo spettacolo può essere ancora goduto oggi 5 settembre alle ore 18 e domenica 6 settembre alle ore 17.
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