politica
Tensioni all'interno dell'Unione dei Comuni
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Tensioni all'interno dell'Unione dei Comuni
Fa discutere la sostituzione del consigliere Nicolò Filippetti. Il gruppo 'Cives' attacca la presidente e sindaca di Castel Ritaldi Elisa Sabbatini
Il gruppo consiliare "Cives" di Castel Ritaldi esprime "ferma contrarietà" al tentativo, in atto in queste ore, di procedere alla sostituzione del consigliere Nicolò Filippetti all'interno del Consiglio dell'Unione dei Comuni, dove lo stesso era stato designato quale rappresentante della maggioranza già oltre due anni fa.
"I fatti sono chiari - si legge nella nota - e vanno detti con altrettanta chiarezza. Il consigliere Nicolò Filippetti due anni fa è uscito dalla maggioranza del Comune di Castel Ritaldi non per ragioni di opportunità personale. Un dissenso legittimo, espresso nelle sedi proprie, che oggi si vuole punire attraverso la sua sostituzione d'imperio nell'Unione dei Comuni organismo che nulla ha a che vedere con gli equilibri interni della maggioranza comunale di Castel Ritaldi.
Va ricordato un punto di diritto costituzionale prima ancora che politico: l'articolo 67 della Costituzione sancisce il divieto di mandato imperativo. Trattasi di un principio generale del nostro ordinamento democratico. Ogni consigliere, una volta eletto, esercita le proprie funzioni senza vincolo di mandato, e questo vale a maggior ragione per gli incarichi di rappresentanza negli organismi sovracomunali, dove il criterio di designazione non può essere piegato a strumento di ritorsione per un voto non gradito.
Sostituire un rappresentante perché ha espresso un orientamento non allineato ai desiderata del Sindaco significa trasformare la rappresentanza politica in un mandato vincolato, esattamente ciò che la Costituzione vieta.
A ciò si aggiunge un secondo profilo, altrettanto rilevante. La presidenza dell'Unione dei Comuni è retta, per prassi statutaria, dal principio di alternanza ogni due anni tra i Comuni aderenti. Un'operazione di surroga forzata, calata dall'alto e motivata da ragioni estranee al funzionamento dell'Unione, rischia di alterare proprio quegli equilibri di rotazione e rappresentanza che il principio di alternanza è chiamato a garantire, introducendo una logica di controllo permanente in un organismo che dovrebbe invece rispondere a criteri di equilibrio tra i territori e forse alimentare conflitti assenti nella vita dell’Unione normalmente legata al principio dell’unanimità.
Il sindaco di Castel Ritaldi ha svolto le funzioni di presidente dell’Unione dei Comuni per due mandati e quindi quattro anni. Non ritenendolo sufficiente si ricandida ancora e in preda a trepidazioni probabilmente connesse alla indisponibilità dei voti necessari ad essere rieletta utilizza strumenti irrispettosi delle regole democratiche e di più irriguardosi di tutti gli altri sette Sindaci che costituiscono l’Unione".
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