cultura e spettacolo
Spoleto esulta: il teatro Nuovo diventa Patrimonio Unesco
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Spoleto esulta: il teatro Nuovo diventa Patrimonio Unesco
Il via libera ufficiale, da parte della World Heritage Committee, arrivato nella mattinata odierna da Busan (Corea del Sud). Il 'Menotti' riconosciuto eccellenza mondiale. Il sindaco Sisti: 'Giornata storica'
La notizia più attesa è finalmente divenuta realtà. Il Nuovo "Gian Carlo Menotti' è divenuto infatti Patrimonio Unesco, nell'ambito del sito seriale dedicato ai teatri all'italiana "condominiali" del XVIII e XIX secolo. L'ufficialità è giunta nella mattinata odierna, durante la riunione a Busan (Corea del Sud) della World Heritage Committee che, in questi giorni, sta valutando le varie candidature pervenute. Oltre al Nuovo, sono stati ammessi anche l’Angelo Mariani di Sant'Agata Feltri, il Pergolesi di Jesi, il Ventidio Basso di Ascoli Piceno, il Serpente Aureo di Offida, il Lauro Rossi di Macerata, il Feronia di San Severino Marche, il Gentile da Fabriano di Fabriano, il Bramante di Urbania ed il Teatro dell’Aquila di Fermo.
Rispetto al dossier inizialmente proposto, sono stati esclusi il Rossini di Pesaro, il teatro della Fortuna di Fano, il Bruno Mugellini di Potenza Picena, il Persiani di Recanati, il Vaccaj di Tolentino, il Comunale di Porto San Giorgio ed il Sociale di Amelia. Diventano quindi due i beni Unesco presenti a Spoleto, considerando anche la basilica di San Salvatore riaperta di recente al pubblico. "Accogliamo con orgoglio e soddisfazione la decisione del Comitato del Patrimonio mondiale dell’Unesco - ha affermato il Ministro della Cultura Alessandro Giuli - di iscrivere i teatri condominiali dell’Italia centrale nella Lista del Patrimonio mondiale. Il riconoscimento celebra l’eccezionale valore universale di questi gioielli architettonici, che sono, da oltre due secoli, centri vitali di fruizione culturale, di identità e di coesione sociale per le comunità che li custodiscono. I teatri condominiali sono una infrastruttura culturale italiana di eccellenza, che, in maniera innovativa, ha permesso a generazioni di cittadini nei borghi e nei piccoli centri dell’Italia centrale di fruire dell’Opera, della musica classica e di altre forme di spettacolo dal vivo".
Felice anche il sindaco Andrea Sisti. "È una giornata storica, che testimonia quanto Spoleto sia una città della cultura ed il grande lavoro fatto negli ultimi anni. Siamo orgogliosi del risultato ottenuto. Questo riconoscimento costituisce un importante strumento di comunicazione e di turismo". Dello stesso avviso il vice sindaco Danilo Chiodetti. "Ho creduto profondamente in questo progetto e l'ho seguito con convinzione, consapevole del valore che rappresenta per Spoleto e delle straordinarie opportunità che potrà offrire alla nostra città. Questo successo è il frutto di un lungo lavoro di squadra. Un ringraziamento va alla Regione Marche, capofila della candidatura, al Ministero della Cultura, alle Regioni e ai Comuni coinvolti, che hanno condiviso e sostenuto questo importante percorso. Un grazie speciale desidero rivolgerlo al Dipartimento Cultura del Comune di Spoleto. Alla dirigente Roberta Farinelli, alla funzionaria Maria Stovali, al direttore del Teatro Stefano Simoneschi e a tutto il personale che, con competenza, professionalità e passione, hanno lavorato in questi anni con dedizione e discrezione, contribuendo in maniera determinante al raggiungimento di questo storico risultato. Da oggi abbiamo un motivo in più per essere orgogliosi della nostra città, ma anche una responsabilità ancora più grande: custodire, valorizzare e trasmettere questo straordinario patrimonio alle future generazioni".
Il nuovo riconoscimento porta a 62 il numero dei siti italiani iscritti nella Lista Unesco, consolidando il primato dell’Italia per numero di beni riconosciuti. I teatri condominiali all’italiana costituiscono un fenomeno peculiare nella storia dell’architettura e del teatro inteso come istituzione sociale e culturale. Nati dalla partecipazione diretta dei cittadini, che ne condividevano la proprietà, la gestione e la fruizione, hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo della vita culturale e sociale dei territori. Si tratta di un patrimonio diffuso, composto da edifici di particolare eleganza e da una tradizione civica che ha reso il teatro un elemento identitario delle comunità.
La candidatura è stata promossa dalla Regione Marche, con il coordinamento e il supporto tecnico-scientifico del Ministero della Cultura, attraverso la Direzione generale Affari europei e internazionali, Servizio UNESCO. Alle attività di candidatura hanno partecipato anche le Regioni Umbria ed Emilia-Romagna, insieme a numerosi enti territoriali, a partire dai Comuni, e alle realtà locali dell’Italia centrale, dove questo sistema teatrale ha conosciuto la sua più ampia diffusione. La candidatura ha inoltre beneficiato del sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che ha curato i rapporti con l’Unesco.
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I commenti dei nostri lettori
Luigi cintioli
6 ore fa
Il miracolo di Spoleto: quando la burocrazia supera il genio di Menotti SPOLETO – C’è voluto più di un secolo per costruirlo, la visione di un genio della musica come Gian Carlo Menotti per renderlo celebre nel mondo, e le maestranze di generazioni di spoletini per mantenerlo in piedi. Ma oggi, finalmente, la verità è emersa in tutta la sua solenne chiarezza: il merito del riconoscimento UNESCO al Teatro Nuovo è interamente del Sindaco Andrea Sisti e della sua Giunta. Accogliamo dunque con commossa gratitudine questo "storico traguardo" che la Provvidenza – sotto forma di giunta comunale – ha donato a Spoleto. Dopotutto, cosa vuoi che sia aver creato il Festival dei Due Mondi o aver trasformato una città di provincia in una capitale globale dell'arte? Piccolezze, bazzecole del passato. Il vero capolavoro di ingegneria e di visione culturale è stato il click con cui dal Comune è stato inviato il file PDF della candidatura. L'epica impresa di compilare i moduli Mentre il povero Menotti perdeva tempo a portare a Spoleto artisti di fama mondiale, l'attuale amministrazione ha affrontato sfide ben più ardue: la gestione delle raccomandate, le riunioni su Zoom, i faldoni della burocrazia e l'immane sforzo di trovarsi seduti sulle poltrone giuste al momento della proclamazione giunta da Busan, in Corea del Sud. Non c’è dubbio che, senza l’ardita guida della giunta Sisti, il Teatro Nuovo sarebbe rimasto un oscuro edificio sconosciuto ai più. C’è da scommettere che nei libri di storia il nome del fondatore del Festival verrà presto ridimensionato a nota a margine, per far spazio al vero eroe di questa saga: l’ufficio protocollo. Luigi Cintioli
Carlino
6 ore fa
Beh, anche il Caio Melisso meriterebbe, per restare a Spoleto
Kropotkin
8 ore fa
Patrimonio UNESCO? Sbaglio o quando si realizzò il "percorso meccanizzato" della Posterna venne abbattuta la caffetteria del Teatro, d'epoca, per fare posto alla relativa "uscita"?
Mike
10 ore fa
Con tutto il rispetto ma esultare per cosa????? Io esulterei per le strade sistemate (ormai un sogno)………. Esulterei per lo smontaggio dei vari ponteggi in giro……….: esulterei per la sistemazione del parco Cico Mendez……….. esulterei per un ritorno ad in economia cittadina fatta di negozi aperti e non saracinesche abbassate…….: esultare per una cosa che porterà solo EGO agli spoletini presuntuosi sinceramente non so a chi posso giovare…….
Fabrizio Ammetto
1 giorno fa
Oggi il Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto, assieme ad altri teatri condominiali all'italiana del XVIII e XIX secolo dell'Italia centrale (Marche, Umbria ed Emilia-Romagna), è entrato a far parte del patrimonio mondiale dell’UNESCO. In questo teatro di Spoleto, mia città natale, oltre ad aver tenuto vari concerti, ho registrato uno dei miei CD preferiti: i sei "Concerti armonici" (1740) di Unico Wilhelm van Wassenaer (1692-1766). Il Sindaco di allora scrisse in proposito: "L'Amministrazione comunale di Spoleto è onorata di presentare questa importante incisione discografica realizzata grazie alla fattiva sinergia di varie realtà tutte cittadine: un gruppo musicale, L'Orfeo Ensemble (in collaborazione con l'Hermans Consort), e il suo musicista più rappresentativo, Fabrizio Ammetto, che da tempo diffonde il nome di Spoleto in ambito nazionale e internazionale. Gli artisti hanno lavorato nel Teatro Nuovo, lo spazio musicale più prestigioso della città". Il CD venne recensito assai positivamente da varie riviste specializzate: "Musica e dischi", "Il giornale della musica", "Diverdi", "Amadeus" (giudizio artistico: ottimo; giudizio tecnico: ottimo). https://www.youtube.com/watch?v=ooZoTxuUEwY&list=PLUkn8yDyA8wbHqrlBAPcZbWYv47jBJqF3
Kropotkin
1 giorno fa
Patrimonio UNESCO? Sbaglio o quando si realizzò il "percorso meccanizzato" della Posterna venne abbattuta la caffetteria del Teatro, d'epoca, per fare posto alla relativa "uscita"?
Gianluca
1 giorno fa
Quando cosa buona e giusta ci sta un bravi
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