cronaca
Maxi operazione contro la criminalità giovanile
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Maxi operazione contro la criminalità giovanile
In Umbria oltre 2mila persone identificate e quattro arresti. Il Coordinamento nazionale docenti dei Diritti umani: fondamentale investire nell’educazione
La provincia di Perugia è stata tra le 44 coinvolte nella vasta operazione della Polizia di Stato contro la criminalità giovanile, coordinata dal Servizio Centrale Operativo e condotta con l’impiego di oltre mille operatori su tutto il territorio nazionale. In Umbria sono state identificate 2.064 persone, tra cui 486 minorenni e 556 cittadini stranieri, mentre i controlli hanno interessato 3.586 veicoli. Le attività si sono concentrate non solo nel capoluogo, ma anche a Città di Castello, Foligno, Assisi, Santa Maria degli Angeli, Bastia Umbra e Spoleto, con particolare attenzione alle aree della movida, alle piazze, ai centri commerciali e alle stazioni ferroviarie.
Il bilancio dell’operazione in provincia di Perugia conta quattro arresti: un minorenne, colto in flagranza per truffa aggravata, e tre maggiorenni per estorsione e resistenza a pubblico ufficiale, nei cui confronti è stato disposto anche il divieto di avvicinamento alla persona offesa. Tre le denunce a piede libero per getto pericoloso di cose, lesioni personali aggravate e minaccia. È stata inoltre applicata una misura cautelare del divieto di dimora per un’indagine relativa a maltrattamenti in famiglia, mentre un cittadino straniero è stato denunciato per violenza sessuale aggravata.
Nell’ambito delle indagini su estorsioni e truffe sono state eseguite quattro perquisizioni che hanno consentito di sequestrare telefoni cellulari, recuperare denaro poi restituito alla vittima e rinvenire gioielli e altra refurtiva.
A livello nazionale l’operazione ha portato a 539 arresti, 954 denunce, al sequestro di oltre 700 chilogrammi di sostanze stupefacenti, 49 armi da fuoco, 87 armi bianche e 307mila euro in contanti. Controllati quasi 188mila soggetti nelle aree di spaccio e della movida, mentre sono stati individuati 973 profili social riconducibili a contenuti di odio e violenza.
Sull’operazione è intervenuto anche il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), che ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dalla Polizia di Stato, sottolineando però come il contrasto alla criminalità giovanile debba affiancarsi a un forte investimento sul piano educativo. Secondo il Coordinamento, infatti, i dati emersi evidenziano la necessità di rafforzare i percorsi di educazione alla legalità, alla cittadinanza digitale e ai diritti umani all’interno delle scuole, con l’obiettivo di prevenire fenomeni di violenza, discriminazione e devianza prima che sfocino in comportamenti criminali. Una riflessione che accompagna i risultati dell’operazione e richiama il ruolo della scuola nella formazione della cultura della legalità.
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