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Formazione continua dietro al banco: come usare le risorse online in modo strutturato
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Formazione continua dietro al banco: come usare le risorse online in modo strutturato
Ispirazione e strategia in un percorso formativo strutturato
Il mondo della mixology non si ferma mai. Nuove tecniche, ingredienti innovativi e trend emergenti richiedono un aggiornamento costante da parte di chi, come te, guida una squadra dietro al banco. Oggi, grazie al digitale, abbiamo accesso a una quantità di informazioni senza precedenti: video tutorial, articoli di blog, masterclass online e discussioni sui social media. Tuttavia, questa abbondanza può trasformarsi in un’arma a doppio taglio.
Infatti, affidarsi a un flusso disordinato di contenuti, magari scoperti scorrendo il feed di Instagram tra un servizio e l’altro, è intrattenimento e non formazione. Manca di metodo, di profondità e, soprattutto, di una strategia.
Per trasformare il tuo team da un gruppo di bravi esecutori a una squadra di professionisti consapevoli e proattivi, è necessario passare da un apprendimento casuale a un percorso formativo strutturato. Vediamo come fare.
Il problema principale della formazione “social” è la sua natura frammentaria. Ad esempio, un reel di 30 secondi può mostrare una guarnizione spettacolare, ma non spiega la teoria del bilanciamento dei sapori che la rende sensata in quel drink. O ancora, un post virale può lanciare un nuovo trend, ma raramente approfondisce la storia e il contesto culturale da cui nasce.
Questo approccio porta a una conoscenza superficiale, fatta di nozioni slegate che difficilmente si traducono in competenze solide e replicabili. Il risultato è un team che forse sa replicare l’ultimo cocktail di tendenza, ma che va in difficoltà quando un cliente chiede una variante personalizzata o quando è necessario creare un drink signature da zero. Infatti, la formazione vera è quella capace di costruire un metodo di pensiero critico.
Prima ancora di cercare fonti e materiali, fermati e chiediti: di cosa ha bisogno il mio bar adesso?
Una formazione efficace parte da obiettivi chiari e misurabili e non puoi migliorare tutto contemporaneamente. Parti con identificare le aree prioritarie per il tuo locale, che potrebbero includere:
Competenze Tecniche: forse il tuo team ha bisogno di perfezionare le basi, come la diluizione nel mixing glass, oppure di esplorare tecniche avanzate come le infusioni rapide sottovuoto o la preparazione di sciroppi e arie con ingredienti tecnici. L’obiettivo potrebbe essere “ridurre del 15% lo spreco di prodotto migliorando la precisione dei versaggi” o “introdurre tre drink con tecniche di chiarificazione nella nuova drink list”.
Conoscenza del Prodotto: approfondire una specifica categoria di distillati, come i whisky torbati o i rum agricoli, può fare la differenza nel dialogo con il cliente. Un obiettivo concreto potrebbe essere “aumentare la vendita di gin premium del 20% grazie a uno storytelling più efficace da parte del team”.
Servizio e Vendita: la formazione è sia tecnica sia relazionale. Infatti, insegnare al team come raccontare un cocktail, come interpretare i gusti del cliente e come proporre un abbinamento o un prodotto di fascia superiore è fondamentale per aumentare la redditività e la soddisfazione del cliente.
Una volta definiti gli obiettivi, la ricerca di risorse online diventerà mirata e molto più produttiva.
Internet è un oceano e per non annegare, hai bisogno di poche isole sicure. Invece di seguire decine di account e siti in modo disordinato, seleziona un numero ristretto di fonti autorevoli e costruisci la tua “biblioteca digitale” di riferimento. Il principio guida deve essere la qualità sulla quantità.
Cerca blog di settore riconosciuti, canali YouTube di bartender professionisti che spiegano il “perché” dietro ogni gesto, e portali specializzati che offrono un approccio scientifico e approfondito. Per esempio, quando si tratta di approfondire le basi scientifiche della miscelazione o di esplorare tecniche avanzate come la chiarificazione o l’uso di acidi alternativi, è fondamentale avere un punto di riferimento autorevole.
In questo senso, i contenuti presenti sul sito di Cocktail Engineering rappresentano una risorsa preziosa, specialmente per chi cerca un approccio ingegneristico al drink. L’area dedicata ai professionisti e l’esperienza di figure come Giovanni Ceccarelli, un nome di spicco nell’alta formazione, offrono una garanzia di qualità e profondità difficilmente reperibile altrove.
Una volta scelte le tue 4-5 fonti principali, usale come base per costruire il tuo programma interno.
La conoscenza deve essere messa in pratica. Organizza sessioni di training brevi ma costanti, integrandole nella routine settimanale del bar. Spesso 30-45 minuti prima dell’apertura sono sufficienti, se ben pianificati.
Ecco qualche idea pratica:
Sessione “watch & do”: scegli un video tutorial da una delle tue fonti fidate (ad esempio, sulla tecnica del fat washing). Guardatelo insieme per 10 minuti e poi dedicate i successivi 20 a replicare la tecnica in piccolo, usando un prodotto base. Discutete delle difficoltà incontrate e dei possibili utilizzi.
Degustazione guidata: leggete insieme un articolo che approfondisce una categoria di prodotto (es. i vermouth). Subito dopo, organizzate una piccola degustazione alla cieca con 3-4 etichette diverse per allenare il palato e imparare a descrivere le note aromatiche.
Focus sul classico: assegna a un membro del team il compito di studiare la storia e la ricetta originale di un grande classico (es. il Negroni o il Daiquiri) usando le risorse della vostra biblioteca digitale. Durante la sessione, quella persona presenterà il drink ai colleghi, che a turno lo prepareranno, discutendo le variazioni e i dettagli che fanno la differenza.
Per sapere se il tempo investito sta dando risultati, hai bisogno di misurare l’impatto. Quindi, collega i risultati agli obiettivi che avevi definito all’inizio.
Miglioramento tecnico: lo vedrai nella consistenza dei drink, nella diminuzione degli errori e degli sprechi, e in una maggiore velocità ed efficienza durante il servizio.
Aumento della conoscenza del prodotto: lo misurerai con l’incremento delle vendite di etichette premium e con lo scontrino medio più alto, frutto di consigli più mirati e convincenti.
Miglioramento del servizio: lo noterai nelle recensioni positive dei clienti, nel loro ritorno e nell’atmosfera di collaborazione e professionalità che si respira nel team.
Tenere traccia di questi indicatori ti darà la prova che la formazione funziona, ma soprattutto, ti aiuterà a motivare la squadra, mostrando loro l’impatto concreto del loro impegno.
Passare da un apprendimento casuale a un programma di formazione continua e strutturato rappresenta un investimento strategico. Così il team smette di essere solo un costo e diventa un vero capitale umano, capace di crescere, innovare e contribuire concretamente al successo del locale. Un bartender più preparato è un professionista in grado di offrire un’esperienza memorabile, fidelizzare la clientela e diventare il primo ambasciatore del tuo brand. Tutto parte dalla scelta di sostituire lo scrolling infinito con un percorso di crescita chiaro, mirato e consapevole.
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