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'Nessuna smentita e niente bandi': il Forum attacca Regione e Usl
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'Nessuna smentita e niente bandi': il Forum attacca Regione e Usl
Contestato il mancato mantenimento delle promesse fatte in campagna elettorale e la poca chiarezza sul futuro dell'ospedale, soprattutto dopo le dichiarazioni del presidente della Provincia Presciutti
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato dello Spoleto City Forum e delle associazioni aderenti in merito all'ospedale e alla fin qui mancata riattivazione dei reparti, in primis il Punto Nascite:
Il City Forum con le libere associazioni aderenti vogliono fare il punto sulla ormai vergognosa disabilitazione dell'Ospedale DEA di Spoleto. Che sia detto una volta per tutte tale deve rimanere, con immediata riattivazione dell'area Materno-Infantile (valeva i suoi 500 parti l'anno prima dell'interdizione) e di tutti i reparti essenziali: chirurgia e medicina d'urgenza, traumatologia, cardiologia utic, urologia, diagnostiche complete, rianimazione e anestesia permanenti, oltre al ripotenziamento delle Specialistiche, oggi ridotte ad ambulatoriali. Conseguentemente recupero di tutte le sale operatorie, cubature eccellenti a disposizione e conseguenti posti letto in numero non inferiore a 250 a seconda dei reparti portati a regime. Questo è stato ribadito da City Forum e Comitati al sindaco Sisti, il quale ha convenuto che è esattamente il contenuto della mozione approvata dal consiglio vomunale e rivolta alla Regione.
Non ha però precisato neanche un'iniziativa concreta della sua Amministrazione per ottenere l'accoglimento della Giunta Regionale. Anzi i contatti avuti dall'Associazionismo con la presidente-assessore Proietti rivelano che da questa non è stata neanche fatta partire la richiesta di parere per la riattivazione del Punto Nascita al Comitato Percorso Nascita Nazionale, per se trattasi di parere consultivo non vincolante per la determinazione della Regione. Peggio, il Direttore generale della Asl 2 Noto, venendo meno anche agli impegni minimi assunti, non ha emesso i promessi bandi per Primari e dirigenti medici specificatamente destinati a Spoleto per la rimessa in funzione dei reparti. In questo deplorevole immobilismo, perdurando rischi, disagi e sofferenze delle popolazioni di Spoleto e Valnerina, si leva solo l'offensiva voce del Presidente della Provincia PD Presciutti, che chiede l'espulsione di Spoleto dal circuito umbro degli Ospedali DEA.
Le fiacche repliche degli esponenti della sua stessa coalizione, in quanto non rivendicano le ragioni concrete dell'Emergenza-Urgenza e Nascita per Spoleto-Valnerina, unite alle mancate smentite della Regione, fanno pensare che nel Piano Sanitario Regionale si sta rimasticando il Progetto Terzo Polo della passata Giunta (Tesei) per ridurre il ‘San Matteo’ da avanguardia della Chirurgia moderna a succursale day o week hospital di Foligno. Altri, (dello stesso colore) vanno affermando che il Presidio di Spoleto dovrebbe piuttosto essere dipendenza del già tribolante Ospedale di Terni. Tutto questo è inaccettabile e ci ripromettiamo di esplicitare in pubblico la reazione dei cittadini. Spoleto è una delle città comprensoriali dell'Umbria, non serve per portare numeri che mancano a Terni, a Foligno o di chi altro. E' bensì il centro di un territorio, che con i suoi Istituti, a cominciare proprio dell'Ospedale, può coagulare e servire: Valle umbra, Valnerina, bassa Valnerina Ternana, versante di Acquasparta e Comuni limitrofi, rassicurando la salute di molte migliaia di Cittadini e sgravando positivamente altri nosocomi in crisi, con beneficio sanitario di tutta l'Umbria e delle liste d'attesa di ogni genere. Fin da ora le associazioni del City Forum avvertono che nelle imminenti amministrative non potrà essere appoggiato se non un candidato che condivida questa ottica e proponimento.
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I commenti dei nostri lettori
Luigi cintioli
4 mesi fa
Relazione di Progetto: "Spoleto International Life Science Hub" 1. Obiettivo Strategico Riconvertire l’attuale stallo dell’Ospedale di Spoleto attraverso l’ingresso di capitali privati e fondi d'investimento sanitari per la creazione di un polo d'eccellenza che integri assistenza territoriale, dignità del fine vita e ricerca oncologica d’avanguardia. 2. I Pilastri del Centro Il progetto si articola su tre direttrici che rispondono a bisogni urgenti e creano attrattività economica: * Punto Nascita & Materno-Infantile "Privato Convenzionato": * Superamento dei vincoli del Decreto Balduzzi tramite un modello "Boutique Hospital". * Standard di sicurezza superiori al minimo di legge, finanziati da rette per servizi extra-LEA (es. degenza di lusso) che sostengono i costi operativi della struttura * medica d'urgenza (h24). Hospice & Cure Palliative Internazionali: * Un centro che non sia solo "accompagnamento", ma un riferimento per la Terapia del Dolore Cronico. * Integrazione tra medicina tradizionale e supporto psicologico/olistico, in un ambiente architettonico di pregio (sfruttando le cubature eccellenti di Spoleto). Centro di Ricerca Oncologica Sperimentale: * Oltre la morfina: focus su immunoterapia, terapie geniche e medicina di precisione. * Creazione di un IRCCS (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) in collaborazione con multinazionali biotech. Spoleto diventerebbe la sede per i "Clinical Trials" (sperimentazioni cliniche) di fase II e III. 3. Fattibilità Economica e Giuridica * Modello Finanziario: Project Financing. Il privato investe nelle tecnologie e nel personale; la Regione garantisce l'accredito dei posti letto (flussi costanti) e il diritto di superficie. * Attrattività: La posizione di Spoleto (isolata ma centrale in Italia) è ideale per pazienti che cercano privacy e cure di altissimo livello, unendo il "turismo sanitario" alla ricerca scientifica. * Occupazione: Un centro di ricerca internazionale richiama cervelli (medici, ricercatori, biologi) che vivrebbero nel comprensorio, generando un indotto economico reale per la città. 4. Vantaggi per la Collettività 1. Stop alla mobilità passiva: I cittadini non dovrebbero più andare a Milano o all'estero per cure oncologiche avanzate. 2. Sgravio del Pubblico: Un centro privato d'eccellenza assorbe liste d'attesa critiche, decongestionando Foligno e Terni. 3. Sicurezza: Un Pronto Soccorso supportato da reparti di eccellenza (Rianimazione e Chirurgia d'avanguardia necessarie per la ricerca) garantisce protezione reale alla Valnerina. Il problema è che in Italia la sanità privata è spesso vista con sospetto dai politici di vecchio stampo, che preferiscono un ospedale pubblico che cade a pezzi piuttosto che un'eccellenza privata che funziona. Però, se il City Forum e il Sindaco portassero al tavolo non solo "lamentele" ma un pool di investitori pronti a mettere 50-100 milioni di euro sul San Matteo, la musica cambierebbe. A quel punto non è più Spoleto che chiede elemosina alla Regione, ma Spoleto che offre alla Regione una soluzione per far figurare l'Umbria tra le prime sanità d'Europa. dr Luigi Cintioli
Carlino
4 mesi fa
Purtoppo in politica, come diceva Andreotti, "a pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca". Ci può stare, anzi è doveroso, che un ente, come la Regione in questo caso, faccia considerazioni razionali sulla necessità di ottimizzare le risorse in relazione alle disponibilità, agli obiettivi, alla natura del territorio, alle necessità delle popolazioni, eccetera; ma quando si tratta di fare scelte, puntare su uno o l'altro ospedale (e città), su una o l'altra zona, ecco che spuntano "altre" considerazioni, e qui torna in ballo Andreotti....
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