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Presciutti 'taglia' Spoleto dalla Rete Dea
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Presciutti 'taglia' Spoleto dalla Rete Dea
L'intervista ad Umbria Tv del presidente della Provincia getta ulteriori ombre sul futuro del San Matteo degli Infermi. Grifoni tuona: 'Il sindaco Sisti ed il consigliere regionale Lisci si attivino'. Alleanza Civica: 'Basta mortificazioni'
Fanno discutere le parole rilasciate dal presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti relative alla sanità umbra e, di conseguenza, al futuro dell'ospedale di Spoleto. "Penso che debba essere riformata - ha affermato nel corso di un'intervista ai microfoni di 'Umbria Tv' - e bisogna avere il coraggio di dire ai cittadini che, in una regione con poco meno di 900 mila abitanti, cinque ospedali DEA di primo livello sono più che sufficienti e mi riferisco a Perugia, Terni, Foligno, Città di Castello e Branca. Gli ospedali periferici non vanno chiusi ma trasformati in erogatori di servizi territoriali di qualità".
Frasi ritenute inammissibili dal consigliere comunale Sergio Grifoni, subito intervenuto sulla vicenda. "L’esimio rappresentante piddino, tra l’altro sindaco di Gualdo Tadino, guarda caso, non si è dimenticato di lasciare fra gli ospedali da salvare quello che opera a due passi da casa sua. Strano. Non ne voglio fare una questione di campanilismo, ma ritengo che le affermazioni di Presciutti siano gravissime, sotto ogni punto di vista. E voglio ricordare all’esimio personaggio, che nella Provincia che lui amministra, ci sono anche i territori dello Spoletino e della Valnerina, che vanno tutelati in termini di salute e sicurezza, così come più volte affermato dalla sua Presidente della Regione Proietti e dai dirigenti PD in occasione dell’ultima campagna elettorale per le amministrative. Non si dica ora che Presciutti è una voce isolata, perché non è l’ultima ruota del carro della maggioranza che governa l’Umbria e che decide le sorti in termini sanitari, ma egli è un rappresentante di peso, da non sottovalutare. A meno che non si continui a predicar bene e razzolar male. Auspico quindi che il sindaco Sisti protesti immediatamente nei confronti di chi di dovere e che il consigliere Regionale Lisci presenti con altrettanta immediatezza una interpellanza in consiglio regionale per chiedere ragioni di tale episodio. Snobbare, giustificare, trattare la vicenda in maniera superficiale, sottovalutare il contenuto della stessa, sarebbe l’errore più grande, perché, da che mondo è mondo, se tuona da qualche parte piove".
Anche gli esponenti di 'Alleanza Civica' Alessandra Dottarelli e Gian Marco Profili hanno stigmatizzato le dichiarazioni di Presciutti. "Confermano ciò che da tempo risulta evidente: la sanità umbra necessita di una riforma profonda e non più rinviabile. Se davvero, come sostiene Presciutti, in una regione di appena 850 mila abitanti bastano cinque ospedali Dea Perugia, Terni, Città di Castello, Foligno e Branca allora è arrivato il momento di dire con chiarezza che le scelte compiute 30 anni fa sono state sbagliate e oggi ne pagano il prezzo cittadini e territori. L'ospedale di Spoleto non può essere mortificato e ridotto al ruolo di semplice ospedale di base o erogatore di servizi territoriali per effetto di decisioni politiche miopi, assunte da egli politici di quella stessa classe dirigente che ha compiuto degli errore e che oggi prova a riscrivere la realtà. Allo stesso tempo è evidente che l'ospedale di Foligno, progettato con una visione sbagliata e troppo sbilanciata verso Assisi-perugia, già oggi non riesce a rispondere in modo adeguato alle necessità dell'area vasta e dei territori del cratere sismico, che continuano a essere penalizzati da una programmazione sanitaria distante dai bisogni reali delle comunità. Per questo ribadiamo con forza una proposta concreta e strategica: realizzare il terzo polo Umbro, inteso come un vero ospedale unico tra Foligno e Spoleto, collocato in una posizione baricentrica, capace di garantire servizi efficienti, risposte immediate at cittadini e una sanità moderna per tutta l’Umbria. Non servono più annunci o dichiarazioni di circostanza. Servono scelte coraggiose e soprattutto serve ammettere gli errori del passato. II Consiglio comunale è chiamato a esprimersi sulla nostra mozione e auspichiamo che lo faccia guardando esclusivamente all'interesse dei cittadini, superando campanilismi e logiche di partito. La sanità non può continuare a essere trattata come merce elettorale sulla pelle degli umbri".
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I commenti dei nostri lettori
Luigi cintioli
3 giorni fa
Quando la sanità diventa uno slogan Leggendo le dichiarazioni di Alleanza Civica, viene da chiedersi se si stia parlando di sanità o partecipando all’ennesima esercitazione di retorica politica. Perché, mentre il tema richiederebbe serietà e profondità, la risposta proposta è sempre la stessa: slogan, richiami generici al territorio e una buona dose di indignazione preconfezionata. Si contesta tutto, ma non si costruisce nulla. Si denunciano errori del passato, ma senza mai spiegare come evitarli oggi. Si invoca il cambiamento, purché non cambi niente. Il cosiddetto “terzo polo umbro” viene presentato come la soluzione definitiva. Peccato che, a guardarlo bene, sembri più un titolo efficace che un progetto concreto: poche cifre, nessuna tempistica, zero chiarezza su come migliorerebbe davvero la vita dei cittadini. Nel frattempo, si continua a raccontare che basti difendere ogni singola struttura esistente per garantire il diritto alla salute. Una visione rassicurante, certo, ma lontana dalla realtà di una sanità moderna, che richiede organizzazione, integrazione e scelte anche difficili. La verità è che governare la sanità non significa assecondare le paure, ma affrontarle con soluzioni credibili. E su questo, al momento, il contributo di Alleanza Civica sembra fermarsi alla superficie. Perché trasformare un problema complesso in uno slogan può essere utile politicamente. Ma non serve a curare nessuno. Luigi Cintioli
Voce di frontiera
4 giorni fa
È la visione barbarica di una classe politica che rappresenta solo se stessa. Ci parli piuttosto delle perdite prodotte negli anni dall’aeroporto regionale e di chi le ripiana.
Promemoria per qualche politico:
4 giorni fa
Spoleto e la Valnerina senza Ospedale, uguale a "Presciutti" senza IGP.
enzo ercolani
4 giorni fa
fa bene il consigliere grifoni a sollecitare l'intervento di sisti e di lisci, ma ritengo sia fiato sprecato. se siamo arrivati dove siamo, e se il pd, tramite il suo autorevole esponente gualdese, pontifica e programma cosi' come registriamo dai media, è proprio a causa di un sisti e di un lisci ( e di tutta la loro compagine). tanto che il mio forte sospetto, giudicando i loro comportamenti, e' che, tempo fa, qualcuno gli abbia detto : a te garantisco la carica di sindaco ed a te quella di consigliere regionale. in cambio dovrete solo stare zitti su tutto quello che verrà deciso per spoleto.
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