società

Via libera al decalogo per la rigenerazione dei beni urbani e rurali

 

Passa all'unanimità in consiglio comunale la pratica, che definisce un innovativo modello di governance fondato sulla partecipazione attiva della cittadinanza

 

Il Consiglio comunale ha approvato all'unanimità (23 voti favorevoli) il "Decalogo per l'Amministrazione Condivisa dei Beni Comuni Urbani e Rurali", atto di indirizzo strategico che introduce un nuovo modello di governance fondato sulla partecipazione attiva della cittadinanza e sulla valorizzazione condivisa del patrimonio pubblico e collettivo.

Il documento, elaborato a partire dalle "Linee Guida per il Riuso di Beni Comuni Urbani e Rurali" sviluppate nell'ambito del progetto CIPS (Coesione, Inclusione, Partecipazione e Sostenibilità) e finanziato dal Programma Agenda Urbana 2014-2021, definisce principi, strumenti e soggetti coinvolti per promuovere il riuso, la rigenerazione e la gestione partecipata dei beni comuni, urbani e rurali.

Obiettivo del Decalogo è rafforzare la tutela sostenibile del patrimonio, contrastare il degrado, favorire lo sviluppo locale e l'innovazione sociale, promuovere inclusione e senso di appartenenza, responsabilizzando la comunità nella cura dei beni pubblici.

Il testo individua un sistema di governance multilivello che coinvolge Consiglio comunale, Giunta, Forum Civitatis, Ufficio di Partecipazione e Unità di Promozione Civica. Il Consiglio sarà chiamato a monitorare l'attuazione del Decalogo, ratificare il Repertorio dei Beni Comuni e definire gli indirizzi strategici; la Giunta curerà l'individuazione dei beni comuni emergenti e l'attivazione di laboratori e percorsi partecipativi; l'Ufficio di Partecipazione garantirà supporto tecnico e organizzativo ai processi di collaborazione tra amministrazione, cittadini e Terzo Settore.

Particolare rilievo assume l'istituzione del Repertorio comunale dei Beni Comuni, che entrerà a far parte dei documenti obbligatori del bilancio di previsione e sarà aggiornato annualmente. Le strategie connesse all'amministrazione condivisa saranno infatti integrate nei principali strumenti di programmazione dell'Ente, come il DUP (Documento Unico di Programmazione) e il PIAO (Piano integrato di attività e organizzazione).

Il Decalogo disciplina anche le modalità di partecipazione, prevedendo Community Lab, laboratori di cittadinanza e percorsi di co-programmazione e co-progettazione con gli Enti del Terzo Settore, secondo quanto previsto dal Codice del Terzo Settore. Viene introdotto un approccio innovativo anche sul piano giuridico-amministrativo, con una "cassetta degli attrezzi" che comprende concessioni partecipate, patti di collaborazione, accordi negoziali, uso civico e partenariati pubblico-privati.

Elemento qualificante è il riconoscimento della "redditività civica", attraverso semplificazioni procedurali e strumenti incentivanti per cittadini e associazioni che si prendano cura dei beni comuni nell'interesse generale.

Con l'approvazione unanime da parte del Consiglio comunale, il Comune di Spoleto compie un passo significativo verso un modello amministrativo più aperto, inclusivo e collaborativo, capace di mettere al centro la comunità e di trasformare i beni comuni in motore di sviluppo sostenibile e coesione sociale.



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I commenti dei nostri lettori

Robin Hood

2 mesi fa

Tutti i poteri, ad ogni livello fanno finta di essere 'democratici', ma alla fine limitano, irreggimentano, censurano. Senza voi politici ci sapremmo autogestire e vivere molto meglio!

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