società

La storia del Teatro Romano riscritta da un'epigrafe

 

Il frammento inedito verrà presentato oggi (21) nella chiesa di Sant’Agata

 

Il ritrovamento di un frammento di un’epigrafe inedita getta una nuova luce sulle vicende che condussero alla costruzione del Teatro Romano di Spoleto nel primi secolo Avanti Cristo. L‘eccezionale scoperta sarà al centro della nuova conferenza “Il teatro romano di Spoleto: apparato decorativo e committenza”, in programma oggi 21 novembre (ore 16,30) presso la chiesa di Sant’Agata per il ciclo "Vecchi Segni, Nuove Storie" promosso dal Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto (Mantr). Al termine, inoltre, il frammento originale oggetto dell’intervento verrà esposto per la prima volta al pubblico con una visita ai depositi.

L‘attesa rilettura della storia della committenza del teatro sarà affidata ai professori Filippo Coarelli e Giulia Rocco, relatori della conferenza. Dopo aver sciolto i nodi relativi a un‘iscrizione riguardante il passaggio di Annibale a Spoleto nella conferenza di giugno, Coarelli torna ad occuparsi delle vicende della città e lo fa analizzando un nuovo documento inedito con la consueta attenzione nello spoglio delle fonti e un’analisi ancora più accurata di testimonianze archeologiche ed epigrafiche.

Archeologo di nota fama, già docente di Storia romana e di Antichità greche e romane all'Università degli Studi di Perugia, membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei, studioso della cultura romana di cui è, ed è sempre stato, grande divulgatore attraverso riviste specializzate, conferenze e, non da ultimo, lezioni on-line e programmi televisivi come "La straordinaria storia d’Italia" del 1983, Coarelli sarà affiancato da Giulia Rocco, docente presso l’Università di Roma 2 e nota ricercatrice sin dagli inizi presso l'Università di Roma Tor Vergata (2001) con vari studi e collaborazioni all’attivo fra cui quello con la Soprintendenza dell'Umbria, culminato proprio con la brillante disamina dei materiali di scavo del teatro, in particolare del suo arredo scultoreo. Abilitata come professore associato per l'insegnamento dell’archeologia e della storia dell’Arte Greca e Romana, ha studiato in Italia, Grecia e Germania conducendo progetti con l’Alexander von Humboldt Stiftung e il Deutsches Archaeologisches Institut oltre che con la Salisbury Archaeology. Tra gli scavi e le opere studiate, ancora, l'area siciliana di Mozia, il Germanico di Amelia, la stele della Daunia e numerose produzioni artistiche greche e italiche di VIII e VI secolo a.c.

L’ingresso all’evento è gratuito e consentito fino ad esaurimento posti. L’invito a partecipare è esteso a tutta la cittadinanza che avrà l’opportunità di conoscere più a fondo un nuovo, importantissimo pezzo di storia di Spoleto.

Il ciclo di conferenze "Vecchi Segni, Nuove Storie" proseguirà poi con l’ultimo appuntamento del 2025 che sposterà i riflettori sull’area di Monteleone di Spoleto attraverso le parole della dottoressa Maria Cristina De Angelis, pronta ad esporre il risultato dei suoi recenti studi nella conferenza "La necropoli di Colle del Capitano: incinerari ed inumati. Una rilettura" in programma il 12 dicembre (ore 16,30).



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