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Paolo Diotallevi emoziona gli studenti dell'Alberghiero
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Paolo Diotallevi emoziona gli studenti dell'Alberghiero
Sacrificio, resilienza e speranza i temi al centro del suo libro 'Radici e Ali - La vita come non te l’hanno mai raccontata'
Un incontro ricco di emozione e partecipazione ha animato l’aula magna dell’Istituto Alberghiero “Giancarlo De Carolis”, dove Paolo Diotallevi ha presentato il suo libro “Radici e Ali - La vita come non te l’hanno mai raccontata”.
L’autore ha dialogato con studenti, docenti e ospiti in un clima autentico e coinvolgente, affrontando temi cari alla Generazione Z: il coraggio di cambiare, la forza interiore e l’importanza di credere nei propri sogni senza dimenticare le proprie radici.
A dare il benvenuto è stata la dirigente scolastica Roberta Galassi, che ha sottolineato il valore educativo di iniziative capaci di intrecciare scuola, cultura e vita vissuta. Insieme a Diotallevi, ha ripercorso i passaggi più significativi del libro, dall’infanzia umbra alle esperienze di formazione all’estero, in un racconto che parla di sacrificio, resilienza e speranza.
All’evento sono intervenuti anche il sindaco di Massa Martana, il sindaco di Sellano, Marta Cotarella, Filippo Ciavaglia e Pier Virgilio Dastoli, che hanno condiviso riflessioni sul valore della memoria e sul ruolo dei giovani nel costruire il futuro.
A impreziosire la mattinata, le letture intense dell’attrice Beatrice Leonardi e quelle degli studenti, che con entusiasmo hanno dato voce ad alcuni passaggi del libro, trasformando la presentazione in un vero momento di partecipazione collettiva. Paolo Diotallevi ha voluto ringraziare don Luigi Ciotti, vicino all’evento con un messaggio personale nonostante un imprevisto gli abbia impedito di essere presente. Un ringraziamento sentito anche a tutti i partecipanti, amici, colleghi e familiari che hanno contribuito a rendere speciale l’incontro. Un appuntamento che ha unito testimonianza, emozione e cultura, lasciando in tutti i presenti la sensazione che, davvero, ognuno possa trovare le proprie “radici” e le proprie “ali”.
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I commenti dei nostri lettori
amen
6 mesi fa
gli autori di spessore non usano la parola resilienza ma semmai resistenza. su don ciotti ormai è un parroco anziano e pavido come don abbondio visto che pur avendo avuto il coraggio di opporsi alla locale dittatura mafiosa non lo ha fatto di fronte alla globale dittatura tecnosanitaria
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