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Spoleto con Terni, interviene Angelini
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Spoleto con Terni, interviene Angelini
Il sindaco di Monteleone di Spoleto non esclude un cambio di Provincia ma avverte: 'Servono soluzioni per i cittadini, non scontri istituzionali'
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del sindaco di Monteleone di Spoleto Marisa Angelini in merito al possibile trasferimento di Spoleto nella Provincia di Terni.
A Spoleto, il 7 luglio 2025 ho partecipato, insieme alla Vicesindaco Federica Agabiti, all'incontro pubblico svoltosi ieri presso la Sala Monterosso di Villa Redenta a Spoleto, promosso dall'associazione culturale "Prima Spoleto" sul tema: "Restiamo con Perugia o passiamo con Terni? Situazione economica a due velocità”. Un momento di confronto utile, nel quale sono emersi spunti significativi, dati concreti e posizioni diverse, ma anche la necessità – sempre più evidente – di affrontare con serietà e senso di responsabilità i nodi dello sviluppo e della coesione territoriale in Umbria.
Monteleone di Spoleto è il comune umbro più vicino al confine con la provincia di Terni, ma amministrativamente legato a quella di Perugia. Terni dista 60 km, Perugia oltre 100. Un dato che può sembrare tecnico, ma che in realtà ha un impatto diretto sulla vita delle persone, sulle imprese, sulla mobilità, sull'accesso ai servizi. Le distanze contano e vanno considerate quando si parla di programmazione, investimenti e pianificazione territoriale.
Durante il dibattito sono stati illustrati numeri rilevanti:
- La provincia di Terni cresce in occupazione (+7,7 %), export (+4,3 %) e nuove assunzioni previste (+15,8 %).
- Perugia mostra segnali di affanno, con un calo netto delle startup innovative (–29,4 %), del credito alle imprese (–4,5 %) e un aumento preoccupante della cassa integrazione (+50 %).
Ma questi dati non devono diventare motivo di contrapposizione, bensì una base di partenza per un confronto serio e costruttivo, centrato sull'interesse dei cittadini. Da Sindaco, ribadisco con forza che la discussione non può e non deve scivolare in logiche di schieramento o in scontri politici.
Le priorità sono altre:
- Migliorare le strade e la viabilità
- Potenziare i servizi scolastici e sanitari
- Rivedere la pianificazione territoriale in funzione della realtà geografica e sociale
- Garantire risposte concrete ai territori interni e più marginali
Le istituzioni devono partire da una sola bussola: i bisogni dei cittadini. Un’Umbria più unita, non divisa Il dibattito sulle province umbre deve essere l'occasione per costruire coesione, non per creare divisioni. Servono strumenti di analisi seri, coinvolgimento degli enti locali, e soprattutto un approccio che metta al centro le comunità. Le scelte future devono essere guidate dal buon senso amministrativo e dalla realtà dei territori. Prima di tutto viene la qualità della vita delle persone. Questo deve orientare il confronto”.
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I commenti dei nostri lettori
GIANNI ANGELINI
1 anno fa
DA SEMPRE SONO STATO FAVOREVOLE AL PASSAGGIO NELLA PROV. DI TERNI LOGISTICAMENTE FAVOREVOLE PER SPOLETO.
Lello Caro
1 anno fa
Caro Lello ti scrivo, così mi distraggo un po'. E siccome sei ancora lontano più forte ti scriverò. Da un po' di tempo a questa parte a Spoleto c'è una nuova possibilità un referendum per andare con Terni e verso una nuova provincia!
Spoletino geografo
1 anno fa
Che significa “più vicino al confine”? Tutti quelli confinanti sono ugualmente vicini, mi pare che scarseggino capacità logiche. Quelle politiche le lascio alle valutazioni dei cittadini di Monteleone
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