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Spoleto con Terni: per Bandecchi si può
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Spoleto con Terni: per Bandecchi si può
Si è svolto in una sala Monterossa gremita l'incontro promosso allo scopo di riavviare il dibattito sul riequilibrio territoriale. 'Insieme per un'Umbria più giusta ed efficiente'
Primi passi concreti verso la nascita della “Provincia della bassa Umbria”. Si è svolto in una sala Monterosso gremita l’incontro “Restiamo con Perugia o passiamo con Terni?” promosso dall’associazione socio-culturale “Prima Spoleto” allo scopo di avviare il dibattito sul riequilibrio territoriale. L’appuntamento è stato introdotto dal presidente Pietro Testaguzza (“la nostra città viene boicottata da una certa parte della politica") mentre il vicepresidente vicario e consigliere comunale Sergio Grifoni, dopo aver ripercorso le tappe che hanno portato alla nascita delle due attuali Province, ha annunciato la preparazione di un documento analitico che, a stretto giro di posta, verrà messo a disposizione del Comune e della collettività. “L’iter per cambiare Provincia - ha aggiunto - sembra lunghissimo ma potrebbe anche non esserlo. Tutto è possibile, basta volerlo”.
A prendere la parola, in seguito, è stato il sindaco di Terni nonché presidente della Provincia di Terni Stefano Bandecchi. “Per affrontare questo argomento dobbiamo staccarci dalla nostra personale idea politica e invito tutti ad ascoltarmi come cittadino italiano e non come sindaco o presidente della provincia di Terni. Il tema del riequilibrio va trattato oggi anche per chi arriverà dopo di noi ed è un argomento che reputo semplicemente giusto. Le province hanno delle funzioni, dobbiamo capire se tali funzioni hanno un impatto sulla nostra vita quotidiana o meno. Ad esempio la gestione dei mezzi pubblici determina certamente un impatto e su questo aspetto non possiamo pensare che debba decidere la regione, ma enti più vicini ai comuni e quindi ai sindaci. La provincia è stata depotenziata ma il rapporto sindaco-regione non funziona. Quindi dobbiamo essere consapevoli che la provincia ha un ruolo importante e, come cittadini, dalla provincia dobbiamo aspettarci delle risposte. La provincia, al contrario, va potenziata. Pensiamo al turismo, ci siamo attivati a Terni e iniziano ad arrivare turisti ma la Regione non pubblicizza certo Terni, ci sono altre città molto più conosciute e più attrattive, ma concordiamo tutti sul fatto che turisti vanno portati su tutto il territorio, cercando di offrire uno stesso standard di infrastruttura di viabilità, ad esempio”.
Per Bandecchi la provincia di Terni deve quindi crescere. “Non possono esistere cittadini di serie A e B e i cittadini di serie B siete voi di Spoleto, penalizzati perché troppo distanti da Perugia. Vi propongo una visione che va oltre la destra, la sinistra e il centro, dobbiamo diventare tutti un po’ più pratici. Vogliamo iniziare a pensare che la vostra città possa evolversi, possa contare qualcosa nella provincia. Voi avete una grande carta in mano da giocare per il futuro di Spoleto, certo c’è un iter ma non è così complicato come si crede. La riflessione va avviata e approfondita sulla base delle problematiche dell’area del sud dell’Umbria per poi tentare di trasformare quelle criticità in punti di partenza per aprire opportunità. Io ho imparato che i sogni sono liberi e bisogna avere il coraggio di sognare: per me la provincia della. Bassa Umbria è possibile ed è giusto che ci sia”.
Presente all’iniziativa anche il presidente del consiglio comunale Marco Trippetti: “Non è mio compito entrare nel merito della questione ma adesso abbiamo davvero la possibilità di decidere perché il Comune, grazie al Movimento 5 Stelle e l’approvazione del consiglio, si è dotato dell’apposito regolamento che consentirà di indire il referendum. Questa riunione rappresenta quindi l’inizio di un percorso che impegnerà la città e i suoi stakeholders”. Dello stesso avviso Michael Surace, presidente del comitato promotore “Spoleto in Provincia di Terni”: “Questa è una battaglia di sopravvivenza per Spoleto, che rischia di toscanizzarsi con il progetto della macroregione. Oggi siamo la periferia di Perugia, domani potremmo essere quella di Firenze”.
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I commenti dei nostri lettori
OPEN YOUR EYES
1 anno fa
La presenza del nostro Sindaco, sempre in prima linea per difendere gli interessi di Spoleto, la dice lunga sul forte interesse verso questa idea malsana. Veramente come vi viene in mente di cambiare da Perugia a Terni. Sarebbe una regione con due province equilibrate, Spoleto sarebbe la parte culturale, storica della Terni industriale. E quindi Terni che vuole sfruttare la''trattivitá di Spoleto potrebbe facilitarci nelle comunicazioni creando un polo un distretto, Valnerina bassa con Spoleto... Ma per carita che idee malsane, sempre meglio rimanere schiavi succubi di Perugia che vuole tenerci sotto la morsa di Foligno e Assisi. Spoleto é di troppo per la provincia di Perugia...
Canzonista
1 anno fa
Con Bandecchi puoi Fare quello che non puoi fare mai Riprendere a giocare Riprendere a riequilibrare Riprendere quel tempo Che rincorrevi tanto È Bandecchi e con Bandecchi si può fare di più È Bandecchi e con Bandecchi si può andare di giù È Bandecchi e con Bandecchi si può fare di più Per noi Con Bandecchi puoi
Luigi cintioli
1 anno fa
Opportunismo Elettorale D'altro canto, la critica dell'opportunismo elettorale non è priva di fondamento. In un contesto in cui i confini amministrativi sono spesso oggetto di riforme e discussioni, proporre un cambio di provincia può essere un modo per: * Cavalcare il malcontento: Intercettare il risentimento verso l'amministrazione provinciale attuale o la percezione di un'ingiusta distribuzione delle risorse. * Creare un tema divisivo: Polarizzare il dibattito e distinguersi da altre forze politiche. * Promesse facili: Fare leva su un desiderio di cambiamento senza affrontare le reali complessità burocratiche, economiche e sociali di una transizione. Le Implicazioni di un Possibile Cambiamento Un eventuale passaggio di Spoleto alla provincia di Terni non sarebbe un'operazione semplice e avrebbe profonde implicazioni su diversi fronti: * Amministrative e Burocratiche: Riorganizzazione di uffici, servizi, anagrafe, catasto, ecc. * Economiche: Impatto sui bilanci provinciali, sulla distribuzione dei fondi, sugli investimenti pubblici e privati. * Sociali e Identitarie: Potrebbe rafforzare un senso di appartenenza a Terni, ma anche creare resistenze in chi si sente più legato a Perugia. * Politiche: Ridefinizione degli equilibri di potere e delle rappresentanze. In conclusione, la discussione sulla possibilità che Spoleto si unisca alla provincia di Terni è un tema che merita un'analisi approfondita, che vada oltre la semplice accusa di opportunismo elettorale. È fondamentale che il dibattito sia alimentato da dati concreti, studi di fattibilità e un confronto trasparente tra le diverse posizioni, mettendo al centro il benessere e lo sviluppo della comunità spoletina. Ignorare le ragioni dei promotori significa perdere l'opportunità di comprendere esigenze reali del territorio, così come accettare acriticamente la proposta senza valutarne gli impatti significa cadere nella trappola di promesse potenzialmente irrealizzabili. I soldini chi li mettera'? Dite dove li prenderete . Nel frattempo dichiarate ... e scrivete da un notaio ..i sottoscritti Grifoni ecc rinunciano a qualsiasi forma di remunerazione in caso di vittoria elettorale. Anzi daranno una parte delle loro entrate in beneficenza. Luigi cintioli
Luigi cintioli
1 anno fa
Opportunismo Elettorale D'altro canto, la critica dell'opportunismo elettorale non è priva di fondamento. In un contesto in cui i confini amministrativi sono spesso oggetto di riforme e discussioni, proporre un cambio di provincia può essere un modo per: * Cavalcare il malcontento: Intercettare il risentimento verso l'amministrazione provinciale attuale o la percezione di un'ingiusta distribuzione delle risorse. * Creare un tema divisivo: Polarizzare il dibattito e distinguersi da altre forze politiche. * Promesse facili: Fare leva su un desiderio di cambiamento senza affrontare le reali complessità burocratiche, economiche e sociali di una transizione. Le Implicazioni di un Possibile Cambiamento Un eventuale passaggio di Spoleto alla provincia di Terni non sarebbe un'operazione semplice e avrebbe profonde implicazioni su diversi fronti: * Amministrative e Burocratiche: Riorganizzazione di uffici, servizi, anagrafe, catasto, ecc. * Economiche: Impatto sui bilanci provinciali, sulla distribuzione dei fondi, sugli investimenti pubblici e privati. * Sociali e Identitarie: Potrebbe rafforzare un senso di appartenenza a Terni, ma anche creare resistenze in chi si sente più legato a Perugia. * Politiche: Ridefinizione degli equilibri di potere e delle rappresentanze. In conclusione, la discussione sulla possibilità che Spoleto si unisca alla provincia di Terni è un tema che merita un'analisi approfondita, che vada oltre la semplice accusa di opportunismo elettorale. È fondamentale che il dibattito sia alimentato da dati concreti, studi di fattibilità e un confronto trasparente tra le diverse posizioni, mettendo al centro il benessere e lo sviluppo della comunità spoletina. Ignorare le ragioni dei promotori significa perdere l'opportunità di comprendere esigenze reali del territorio, così come accettare acriticamente la proposta senza valutarne gli impatti significa cadere nella trappola di promesse potenzialmente irrealizzabili. I soldini chi li mettera'? Dite dove li prenderete . Nel frattempo dichiarate ... e scrivete da un notaio ..i sottoscritti Grifoni ecc rinunciano a qualsiasi forma di remunerazione in caso di vittoria elettorale. Anzi daranno una parte delle loro entrate in beneficenza. Luigi cintioli
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