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Al Festival debutta 'Prima del Temporale'
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Al Festival debutta 'Prima del Temporale'
Presentato oggi al teatro Caio Melisso Carla Fendi lo spettacolo nato da un'idea di Umberto Orsini e Massimo Popolizio: un lungo viaggio tra i ricordi e le esperienze del passato
Tutto pronto per la 68esima edizione del Festival dei Due Mondi, al via ufficialmente nella giornata di venerdì. Alle ore 20.30 al teatro Nuovo “Menotti” andrà in scena l’opera inaugurale “Hadrian” del compositore newyorkese Rufus Wainwright, incentrata sulla storia d’amore tra l’imperatore romano Adriano ed Antinoo. La rassegna, in realtà, inizierà già alle 18: il Caio Melisso Carla Fendi, nell’occasione, ospiterà infatti la prima assoluta dello spettacolo “Prima del Temporale” nato da un'idea di Umberto Orsini e Massimo Popolizio.
La rappresentazione dipinge il ritratto di un attore alle prese con i fantasmi del proprio passato: una risata riporta ad un momento di gioia, un lungo silenzio ad una perdita lontana nel tempo. “Durante la mezz'ora che lo separa dall'entrare in scena per recitare da protagonista nel Temporale di Strindberg, nel suo camerino Orsini si ritrova a rivivere in un tempo senza fine alcuni momenti della propria vita, con un rovesciamento della percezione del tempo tipica dei sogni. La colonna sonora della realtà di un teatro che si sta animando oltre la porta del suo camerino diventa il pretesto e l'invito a volte spensierato e a volte commosso a ricordare e addirittura a dialogare con i fantasmi del proprio passato in un mescolarsi senza logica temporale dove un suono ne evoca un altro, una risata riporta ad un momento di gioia, un lungo silenzio ad una perdita lontana nel tempo. Incontri, amicizie, passioni, amori, in un gioco ironico e commovente che ripercorre settanta anni della sua vita artistica e privata e la storia del teatro e dell'Italia nella seconda metà del ‘900”.
L’appuntamento è stato presentato oggi, nel corso di un incontro svoltosi nel foyer del teatro. “Il titolo - ha affermato Orsini - testimonia un progetto che da tempo avevo in mente: allestire ‘Temporale’ di Strindberg con la regia di Massimo e nove interpreti, progetto azzerato dallo scoppio della pandemia di Covid. Massimo allora mi ha spinto a raccontare la mia vita, prendendo spunto dal mio libro Sold out, ma riflettendo anche su episodi che in parte non sono nel libro, raccontandomi e dialogando con due figure tipiche del mondo teatrale, la sarta di compagnia e un addetto del teatro”. A fornire ulteriori dettagli ci ha pensato Popolizio. “Siamo in una città qualunque ed è la storia di un ragazzo italiano che, negli anni Cinquanta, parte dalla provincia con pochi soldi e arriva nella grande città, Roma, con il sogno di iscriversi all'Accademia d'Arte Drammatica”.
La regia di Popolizio avvolge la figura dell'attore con la delicatezza con cui si cerca di svelare dei segreti che vogliono comunque restare misteriosi e offrire un ritratto di artista che si stacchi da ogni intento celebrativo. L’attesa in camerino diventa quindi il pretesto per compiere un lungo viaggio tra i ricordi e gli affetti, nonché le esperienze, che lo hanno particolarmente segnato. “Tutto - ha spiegato Orsini - è mescolato in un frullatore della memoria. Questa è la prova più difficile: non interpreto un personaggio scritto da altri ma me stesso e il mio mondo. Non è una sequela di aneddoti bensì di variazioni di stati d’animo”.
In scena, tramite video ed immagini, compariranno tanti personaggi amici di Orsini ormai scomparsi. “Potrebbe sembrare - ha detto Popolizio - uno spettacolo di fantasmi o nostalgico. In realtà, però, non è così. Anzi, è vivo e vitale: si parla anche di morte, ma in maniera umoristica. Credo infatti che attraverso lo humour si possano raccontare fatti riguardanti persone che non ci sono più”.
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