società

Addio cementeria: in atto la riconversione

 

Nell'area sorgerà un impianto fotovoltaico. Il commento amaro della Filca Cisl Umbria: 'Una perdita di una opportunità di sviluppo ed occupazione per l'intera comunità di Spoleto'

 

La Filca Cisl Umbria torna a parlare della questione Cementeria di Spoleto attualmente di proprietà del gruppo Colacem ed interviene relativamente alla possibilità, emersa alcuni giorni fa relativamente di una riconversione del sito in un impianto fotovoltaico.

"Si tratta sicuramente di una sconfitta – dice il segretario generale Emanuele Petrini - una perdita di una opportunità di sviluppo ed occupazione per l'intera comunità di Spoleto. Vogliamo richiamare alle loro responsabilità il sindaco di Spoleto Andrea Sisti e l'assessore Agnese Protasi, i quali – su nostro sollecito – nel Maggio 2022 avevano preso degli impegni per il rilancio del sito, annunciando a mezzo stampa che entro Giugno dello stesso anno ci sarebbe stato la presentazione di un piano di rigenerazione del sito industriale. A distanza di tre anni riscontriamo che queste sono rimaste solo parole: non c'è stato infatti alcun esito positivo per il rilancio del sito".

"Ricordiamo inoltre – prosegue Petrini - che prima della scadenza della concessione dell'escavazione della cava, si era palesata la proposta di un imprenditore rispetto ad un eventuale rilancio e alla riconversione del sito, con un impegno scritto di occupazione immediata tra diretti e indiretti di circa 70 persone. Un progetto che aveva come unica richiesta, la concessione dell'escavazione della cava di proprietà comunale. Ebbene, dopo colloqui con la società sul progetto da mettere in campo, il Comune ha deciso comunque di rinnovare la concessione alla Colacem senza avere in mano qualcosa di concreto, né un investimento che potesse garantito un reale ripristino del sito".

"Vogliamo ricordare – prosegue la Filca Cisl Umbria - che per un Comune una cava è una ricchezza e un bene della collettività e quindi va valorizzata in tutta la sua filiera produttiva per creare ricchezza nel territorio, occupazione e sviluppo, cosa completamente opposta a ciò che ha fatto la Giunta. L'escavazione, in questi anni, ha prodotto poco o nulla per il territorio: poca occupazione e quasi tutta da fuori; sito produttivo chiuso e abbandonato. Questa è la realtà di ciò che è successo: tali scelte hanno determinato la morte economica di un pezzo del territorio. Ci chiediamo per quali motivazioni ed a scapito di chi o cosa"

"L'auspicio, come Filca Cisl Umbria è che l'amministrazione comunale di Spoleto abbia il coraggio rendere conto sul perché non sono stati mantenuti gli impegni presi: noi siamo disponibili ed aperti ad un confronto, purchè vengano messe in evidenza le vere responsabilità di questo fallimento. Fare politica significa lavorare per la collettività, compiendo a volte  anche scelte difficili e complicate e non invece fare promesse per prendere tempo, ben sapendo che c'è già una volontà diversa condivisa. Come sindacato continueremo a monitorare questa ed altre situazioni e se necessario, continueremo a prendere posizione su una vertenza il cui esito non può certamente passare inosservato".



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I commenti dei nostri lettori

Luce

10 mesi fa

La politica locale come sempre assiste passivamente alla distruzione del tessuto industriale, dopo lo scempio fatto con la ex Pozzi si continua su questa strada, complimenti vivissimi.

Massimo Macrì

10 mesi fa

Ho chiesto a Chat-gpt quanti posti di lavoro si sono persi negli ultimi 50 anni a Spoleto. Mi ha risposto che escludendo le medie industrie come un oleificio, piuttosto che altre realtà di media grandezza, si sono persi tra i 2500 posti di lavoro e i 3200. Se moltiplichiamo queste cifre per una media familare di 3 persone ogni nucleo raggiungiamo la cifra di quasi 10000 persone, piu o meno simile al numero di persone oggetto di spopolamento. Cifre drammatiche, e le amministrazioni pensano a spegnere la musica dopo la mezzanotte. Scelte strategiche!

Ale

10 mesi fa

Dico solo farla comprare x chiuderla solo qui succedono certe cose.. il più grande problema di Spoleto sono gli spoletino

Luigi cintioli

10 mesi fa

Nota Politica: La CISL e la Complicità con i Padroni - Un Tradimento dei Lavoratori Ancora una volta assistiamo a una condotta della CISL che solleva serie preoccupazioni tra i lavoratori e le lavoratrici del nostro Paese. In un momento storico in cui la precarietà dilaga, i salari sono stagnanti e i diritti vengono costantemente erosi, la CISL sembra persistere in una strategia di eccessiva accondiscendenza verso le logiche e gli interessi delle associazioni datoriali. Non possiamo ignorare la percezione, sempre più diffusa, che l'azione di questa sigla sindacale sia spesso più allineata alle esigenze dei "padroni" che non alla tutela intransigente delle istanze dei lavoratori. Mentre altre forze sindacali si battono strenuamente per la dignità del lavoro, per contratti equi e per la sicurezza sui luoghi di lavoro, la CISL appare spesso disposta a compromessi al ribasso, che finiscono per penalizzare chi il lavoro lo vive ogni giorno sulla propria pelle. Questa linea, che alcuni non esitano a definire una vera e propria "collaborazione" con la parte datoriale, mina alla base la credibilità e l'efficacia dell'azione sindacale nel suo complesso. In un contesto di crescenti disuguaglianze, è fondamentale che i sindacati agiscano come baluardo irremovibile a difesa dei diritti acquisiti e per la conquista di nuove tutele, non come facilitatori degli interessi del capitale. È tempo che la CISL rifletta sul proprio ruolo e decida da che parte stare con chiarezza e determinazione. La fiducia dei lavoratori non si guadagna con strette di mano compiacenti, ma con la lotta quotidiana e intransigente per i loro diritti. Dr luigi cintioli

Carlino

10 mesi fa

Per carità, il livello dei nostri amministratori, diciamo così, non tocca vette di eccellenza. Ma il problema della deindustrializzazione mi sembra toccare un po' tutto il Paese e forse l'Occidente intero. Sono tendenze macro, che si inscrivono negli sviluppi generali dell'economia capitalistica, con Paesi del Terzo Mondo che sono diventati le fabbriche del mondo mentre da noi quando va bene si è mantenuta solo la testa, senza il corpo delle industrie e delle fabbriche; quando va male, è sparito tutto. Resta il turismo, almeno quello cerchiamo di farlo funzionare

Moreno angeli

10 mesi fa

Si continuiamo ad installare impianti fotovoltaici e pale eoliche,facendo scomparire aziende agricole fabbriche ed altro,poi l'energia prodotta la venderemo alle fabbriche belliche che faranno munizioni e bombe per fare guerre ed inquinare l'atmosfera,immettendo più co2 ,che pena questa ideologia del green deal a tutti i costi,che ipocrisia mondiale......

Roberto Angeli

10 mesi fa

Forse scrivo un commento inutile, ma non può esserci una opportunita di ripresa del lavoro alla Cementeria di San Angelo in Mercole con tutto quello che ci sarà (speriamo prima o poi) da ricostrire in Ucraina e anche in Medio Oriente? Saluti alla redazione.

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