politica
Punto nascite, oggi è il giorno
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Punto nascite, oggi è il giorno
Appello del comitato di strada: agire contro lo smantellamento
Riceviamo e pubblichiamo dal Comitato di Strada per la salute pubblica, Associazione culturale Casa Rossa e Unione Sindacale di Base:
Domani è troppo tardi. Fermarli subito con ogni mezzo possibile.
Ognuno faccia la propria parte.
Il primo settembre è il giorno del trasloco delle strutture e delle strumentazioni del reparto ostetrico ginecologico come da fonti di stampa dell'ultimo mese. La città: comitati, associazioni, sindacati, partiti non istituzionali, partiti di maggioranza e opposizione, l' amministrazione comunale tutta, il 25 agosto, hanno diffidato la direzione sanitaria dal farlo.
Voci di corridoio dicono che domani andranno avanti ugualmente! nonostante ancora non ci siano atti riguardanti il "terzo polo" che abbiano forza di legge.
E’ una sfida, un insulto alla popolazione che si è mobilitata a difesa del suo punto nascita e della sanità pubblica.
Occorre una reazione forte, all' altezza della nuova provocazione.
L'amministrazione di spoleto faccia la sua parte immediatamente, la popolazione si sollevi contro questi atti di forza.
Tesei, Coletto, De Fino, Scarpelli, ora basta!
La verità è, e a tutti deve esser chiaro, che la ghigliottina dei 500 parti per ogni Punto Nascita, non ha nulla a che vedere con la sicurezza del servizio.
È un parametro aziendalista che risponde alle logiche neoliberiste di rientro nei tagli della spesa sanitaria, con il solo scopo di individuare come e dove farli cadere.
Chiunque sostenga, accetti o taccia su questo: associazione, sindacato, partito, è complice di queste politiche che stanno di struggendo il sistema sanitario, pubblico, nazionale.
In questo modo e non vale solo per i Punti Nascita, ma per molti altri Reparti ospedalieri, per le Assunzioni del personale necessario, per non dire poi di interi Ospedali, si sono tagliati
solo negli ultimi 10 anni 37 miliardi per la salute alla popolazione, che insieme alla trasformazione delle USL in aziende e alla regionalizzazione della Sanità, hanno inferto colpi mortali al diritto universale e inalienabile alla salute.
A essere maggiormente colpite sono come sempre le realtà più deboli, più facilmente aggredibili, meno forti economicamente e meno protette politicamente.
Per questo in primo luogo è inaccettabile quello che sta avvenendo al San Matteo di Spoleto ad opera del governo regionale dell' Umbria.
Contrastare questi processi è un dovere di ogni cittadino che abbia un minimo di coscienza sociale e che voglia lasciare ai propri figli un futuro non peggiore del presente e del passato.
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I commenti dei nostri lettori
Teodelapio
3 anni fa
Andrebbe fatto un blocco stradale che, per quanto antipatico e intollerabile per alcuni automobilisti, richiamerebbe più fortemente l'attenzione dell'opinione pubblica e anche dei mezzi di informazione a livello nazionale. Ancora più emblematico e che forse porterebbe a un ripensamento da parte della Regione Umbria è fare e organizzare una "catena umana" che parte da Spoleto fino a Perugia. Uno dietro l'altro tenendosi per mano. Dal San Matteo fino a Piazza Italia. E' la stessa cosa che fecero i lituani quando vollero l'indipendenza dalla Russia. Allora sì che sarebbe una notizia che andrebbe anche all'estero e per la Tesei e per Coletto e vertici dell'ASL sarebbe di grande spubblicamento (anche politico).
È giunto il momento del coraggio e della verità.
3 anni fa
Speriamo che il "Primo Cittadino" non sia l'ultimo ad aderire.
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