economia

Un 'Piano Marshall' per Spoleto

 

Confcommercio ha incontrato la Regione per mettere a fuoco le iniziative da mettere in campo al fine di rilanciare il territorio: discusso il recupero di 'Vini nel Mondo'

 

Delineare nuove prospettive di sviluppo per Spoleto e invertire il processo di progressivo impoverimento dell’economia locale: è stato il tema del confronto, franco ma costruttivo, che ha visto di fronte la presidente della Regione Donatella Tesei e una delegazione Confcommercio composta dal presidente regionale Giorgio Mencaroni, da una rappresentanza di Confcommercio Spoleto guidata dal presidente Tommaso Barbanera e composta dal vice presidente Parmegiani e dai consiglieri Orazi e Filippi, dal direttore e vice direttore Vasco Gargaglia e Federico Fiorucci.

L’associazione del terziario, che aveva sollecitato l’incontro, ha chiesto un impegno congiunto della Regione, insieme alle istituzioni locali e agli altri attori, per risollevare un territorio che nel tempo ha perso diverse centinaia di residenti, ha visto chiudere numerose imprese, ha subito un depotenziamento di servizi. Una situazione rispetto alla quale – ha sottolineato la delegazione spoletina – bisogna dare concreti segnali di discontinuità per evitare che il rischio declino sia inarrestabile. Al problema sarà dedicato un evento pubblico che si svolgerà il mese di giugno, ma alcune linee di intervento e proposte sono già state avanzate. 

Confcommercio ha intanto chiesto alla Regione di attivarsi per far sì che a Spoleto si svolgano almeno una parte dei concorsi per l’accesso in Polizia, data la presenza della Scuola.
Per potenziare l’arrivo dei flussi turistici, è stato chiesto di organizzare – di concerto con il Comune – una navetta fissa che colleghi l’aeroporto di Sant’Egidio alla città. Altro tassello di questo “piano Marshall” per Spoleto il rilancio del Festival dei Due Mondi, cercando di ricostruire attorno al programma degli spettacoli iniziative collaterali che consentano di dilatare il periodo in cui la città possa essere richiamo per i turisti, anche qui in collaborazione con tutti i soggetti pubblici e privati interessati. 

Confcommercio ha lanciato altre due ipotesi di lavoro: partendo dalla identificazione del comprensorio con il vitigno Trebbiano, riprendere la manifestazione 'Vini nel Mondo' e organizzare altre iniziative di valorizzazione delle produzioni tipiche e dell’ambiente. E infine dare nuovo impulso alla Spoleto - Norcia, affidando ai privati la parte commerciale e la manutenzione.

Un fitto programma di azioni che sarà il punto di partenza per l’evento pubblico in programma a giugno e sul quale la presidente Tesei ha già assicurato la massima disponibilità ed attenzione.  Per quanto riguarda la questione Ospedale, a fronte della immutata preoccupazione e posizione della delegazione spoletina per la situazione attuale, la presidente ha affermato che il progetto per la nascita del terzo polo è già al vaglio del ministero e seguirà in prima persona l’iter per l'approvazione ed un successivo credibile cronoprogramma di realizzazione. 



I commenti dei nostri lettori

Uno con i capelli bianchi

10 mesi fa

Piano marshall o “manna dal cielo”. Pozzi, cementir, spolettificio, minerva, cotonificio, carcere nuovo di spoleto, chiediamoci quale di queste sono state emanazione della imprenditorialità spoletina?ad eccezione delle imprese legate al settore oleario (esclusa quella ceduta a mani francesi), nessuna. Per non parlare del settore bancario, sfuggitoci di mano sia per una trasformazione nazionale del sistema ma anche per motivi campanilistici e di scarsa competenza delle governance e degli esecutivi. Eppure altre città umbre delle nostre dimensioni (città di castello, Foligno) riescono a mantenere sui propri territori un tessuto economico imprenditoriale di spessore, nella maggior espressione della imprenditoria locale che investe e produce. Ciò dimostra che se è’ Vero è’ che gli incentivi statali risultano necessari a complemento di una crescita economica, è’ anche vero che senza idee e cofinanziamento da parte dei privati (e le possibilità ci sarebbero visto che dai dati di banca d’Italia spoleto è’ una delle città più in crescita nei depositi bancari) persiste un andamento piatto se non negativo dell’economia (con poche eccezioni quale ad esempio la teknocar in continuo sviluppo). Sara’ forse che spoleto non cresce perché vive negli allori di un tempo passato legato ai latifondismi della chiesa e della nobiltà? Spero di no e spero che chi di competenza (comune innanzitutto) si attivi con tutte le associazioni di categorie per rimuovere ostacoli legati ad es alla logistica, alla attivazione dei fondi nazionali ed europei dedicati allo sviluppo dell’economia

OPEN YOUR EYES

10 mesi fa

Cioè voi state chiedendo a chi ha fatto saltare Deagustinis che era l'unico che poteva proteggere Spoleto da questi sciacalli che vogliono solo le macerie di Spoleto..... un piano Marshall? AH AHA HAHAHAHAHAAHAHAHHA

Signor Smith

10 mesi fa

Confcommercio potrebbe farsi parte promotrice di una presentazione "integrata" dell'offerta turistica spoletina: un sito web che presenti, oltre alle cose da vedere e visitare, anche l'offerta di ricettività alberghiera e di ristorazione, magari con la possibilità di prenotare direttamente un alloggio. Stupisce, ma solo in parte..., la richiesta di potenziare il Festival dei Due Mondi che, a conti fatti, era e rimane l'evento di richiamo più "forte" che la città riesce ad offrire. Se è vero che si può sempre migliorare tutto, sarebbe forse il caso di preoccuparsi delle 50 settimane all'anno che Spoleto passa senza il Festival, piuttosto che delle due con il Festival. Sarebbe anche interessante uno studio sulla qualità del turismo che arriva a Spoleto: da quanto lontano arriva, quanto tempo si ferma, dove alloggia...

Ci vuole un 'inversione dei concetti di sviluppo a U.

10 mesi fa

Per rigenerare economicamente Spoleto e il suo territorio, ci vogliono delle idee più avveniristiche coadiuvate da iniziative completamente nuove, possibilmente più compatibili con i nostri tempi e con le vere caratteristiche del territorio e della città. Bensì hanno segnato un'epoca, non ci vogliono dei tentativi di rattoppi delle attività oramai in disuso, fuori misura e fuori moda, conservati prevalentemente nel solaio della memoria degli anziani della città. I tempi cambiano e con essi anche le prospettive di lavoro, di crescita e di sviluppo della città. Altrimenti tra non molto i nostri giovani, se non vorranno emigrare all'estero, si ritroveranno all'interno di un'armatura di un guerriero del medioevo a intrattenere i turisti che gironzolano per la città. E pur non essendo questo un lavoro disonorevole, considerando la grandezza della città e il suo flusso turistico, presenta lo svantaggio che sono in pochi a poterlo svolgere. Specialmente dopo la fine della fiction di Don Matteo.

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