cronaca

L'addio al veleno di Marco Tonelli

 

L'ormai ex direttore di palazzo Collicola, attraverso una lettera, ha salutato la città attaccando il Comune. Nel mirino anche Verini: 'Alla sua prima esperienza saprà certamente risolvere le tante criticità esistenti'

 

Riceviamo e pubblichiamo la lettera attraverso cui l’ormai ex direttore di palazzo Collicola Marco Tonelli saluta la città attaccando frontalmente l’Amministrazione Sisti.

Quattro anni di direzione artistica di Palazzo Collicola (2019-2023), 27 mostre per un totale di 36 artisti, 20 nuove opere tra comodati e donazioni, il restauro del wall drawing di Sol LeWitt, lo spostamento e il riallestimento della Galleria d’Arte Moderna, per una irrisoria media di 25.000 euro l’anno di budget comunale per attività, dai cataloghi, ai trasporti, ai lavori di allestimento, alla grafica e immagine coordinata delle mostre, ai curatori etc. A fronte di bandi del Ministero vinti quali un PAC (Loris Cecchini), un Exhibit programm (Paolo Canevari), un Comitato Nazionale del Centenario (Giovanni Carandente), un Italian Council (Anna Scalfi Eghenter). E di 10 mesi di chiusura per pandemia e lockdown.

Tanto con poco e quel tanto è venuto soprattutto grazie a sponsor tecnici, galleristi, artisti, fondazioni culturali, privati cittadini, veri e propri mecenati, colleghi. A esperienza conclusa nessun rimpianto, di meglio non si poteva personalmente fare, tanto più in un museo che ormai mostra tutte le sue criticità strutturali non risolte dalle amministrazioni passate e da quella presente: il piano mostre ancora con crepe e tubi innocenti del terremoto del 2016 e una vecchia illuminazione a lampade alogene, il museo privo di climatizzazione e impianti di deumidificazione (contro ogni direttiva sugli standard tecnico scientifici museali), mancanza del collaudo, la facciata sempre più mal ridotta e via dicendo. 

Auguri al prossimo direttore, che pur alla sua prima esperienza di direzione museale saprà certamente risolvere queste criticità e occuparsi della collezione d’arte antica e moderna di Palazzo Collicola. Approfitto per ringraziare i tanti amici e professionisti che mi hanno sostenuto fattivamente in questi anni: Carol LeWitt, la Fondazione Marignoli di Montecorona, Chiara Profili, Luigi Fortunati, Maria Teresa Venturini Fendi, la Fondazione Mahler-LeWitt, Umberto de Augustinis, Camillo Antonini, Roberto Farchioni, Enrico Mascelloni, Bruno Toscano, Daniela De Gregorio, Bruno Corà, David Palterer e Thierry Dufrene, Lorenzo Fiorucci, Davide Silvioli, Vincenzo Alessandria, Sandro e Fabio Tulli, Lamberto Gentili, Stefano Bonilli e Mario Brunetti, Sala Pegasus, Opharc, gli Amici di Palazzo Collicola e i tanti altri che spero mi perdonino per non averli citati, ma che sarebbe stato troppo lungo elencare.

Un rammarico: aver partecipato al bando indetto dal Comune nel 2023 per affidamento triennale di direzione artistica dei musei civici, tra cui Palazzo Collicola, salvo scoprire a cose fatte che il vincitore, Saverio Verini, sembrerebbe non avere i requisiti richiesti dal bando, cioè aver svolto “l’incarico di direttore museale nei tre anni precedenti presso una struttura pubblica o privata” né una “provenienza dai settori della ricerca e dello docenza universitaria”. 

Per non dire che il vincitore del bando è figlio del senatore PD umbro Walter Verini, dal momento che Presidente della Commissione giudicatrice era Luca Gammaitoni, candidato alle Regionali del 2019 col PD sostenuto da Verini. Coincidenze? Qualcuno forse vorrà vederci più chiaro e chiedere spiegazioni all’Amministrazione?

Sarebbe stato più onesto forse dire: “Caro Tonelli, grazie tante per il lavoro svolto, ma ora vogliamo dare una svolta strettamente curatoriale, performativa, giovanilistica, che non stia a pensare ancora a Giovanni Carandente, alla storia della collezione, ai restauri, ma ad eventi inclusivi, under 35 e più alla moda”. Bene, tanti auguri, liberi di farlo, sarebbe stato più semplice fare una nomina diretta. E invece un bando che tra l’altro, protratto per due mesi, ha lasciato il museo senza direttore e a ridosso sia delle mostre in programma di aprile sia di quelle di giugno del Festival, che non sono state ancora annunciate nel programma ufficiale della rassegna per mancanza di direzione di Palazzo Collicola. Tempismo perfetto!



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I commenti dei nostri lettori

Carlo neri

3 anni fa

Se il sig. Verini (figlio) avesse un briciolo di dignità (cosa di cui dubito fortemente) si dimetterebbe immediatamente dall'incarico, ma poi dovrebbe renderne conto a Verini (padre) che chissà quanto si sarà sbattuto per far ottonere al pargolo un posto di "lavoro".

Robin Hood

3 anni fa

Caro De Rubato (del partito dei compagni), croste e crostini li lasciamo a voi, per i vostri aperitivi "radical chic" dai quale la cittadinanza si sente già esclusa. I giovani sono gli under 20, tutti gli altri al massimo possono essere "giovanili".

De Rubato

3 anni fa

Qualcuno rosica forse non sa più che fare! Croste e crostini potrà farci l'aperitivo! Cari pensionati godetevi la vita e lasciate lavorare i giovani... sono o non sono il futuro. State a casa a ricamare...un bel merletto

Marco Marzapane

3 anni fa

Condivido e sottoscrivo parola per parola quanto scritto da Luca Siamo usciti sconfitti come capitale della cultura, ma se ci candidassimo per città che spreca opportunità ed eccellenze non avremmo rivali

Walterone

3 anni fa

Cari amministratori locali, deputati, amici e compagni locali e di varie nazionalità, belghe e francese per citarne alcune... andatevi a confessare, la Pasqua è vicina! Avete fatto diventare Spoleto sì ROSSA, ma dalla vergogna!

Signor Smith

3 anni fa

Declino i verbi in tre tempi diversi... non ho conosciuto Marziani, non conoscevo Tonelli e non conosco Verini. Non so di chi sia figlio Tonelli, mentre abbiamo letto ovunque di chi sia figlio Verini ma - per mia abitudine - cerco sempre di fare in modo che le colpe dei padri non ricadano sui figli... e voglio dunque sperare che il genitore importante non abbia avuto nulla a che fare con il risultato di questo bando. Al di là della comprensibile e giustificatissima amarezza che Tonelli manifesta, il punto della questione che andrebbe chiarito non è tanto, o solamente, dare una spiegazione al risultato del “concorso”… ha vinto Tizio, ha vinto Caio… quanto, piuttosto, comprendere se - all’avvicinarsi della scadenza dell’incarico del Dr. Tonelli - la sua direzione (nelle condizioni date) sia stata buona o meno, se quello che è stato proposto ed organizzato sia stato o meno all’altezza delle aspettative della città che - attraverso la sua pubblica amministrazione - è la proprietaria di Palazzo Collicola e di molte delle opere ivi conservate. L’attuale amministrazione ha competenze per fare tale valutazione? L’assessore alla “Valorizzazione delle culture, della qualità e della bellezza della Città e del territorio” (sia detto con il massimo rispetto e la massima stima per la persona), che dovrebbe essere il primo (ma non il solo) a “misurare” l’operato del direttore del museo più importante della sua città, ha competenze e strumenti di valutazione adeguati? Qualora la valutazione fosse stata positiva, il Comune era “legalmente” in grado di dare un incarico diretto? O la strada del bando è stato un percorso obbligato? Mentre si avvicinava questa scadenza il Comune decide di riunire le istituzioni museali della città sotto un unico “ombrello”. La cosa in sé non ha nulla di male, anzi, potrebbe offrire una nuova prospettiva di governance e, probabilmente, una riduzione di alcuni costi; si decide di istituire una fondazione “di scopo” che poi gestisca questo importante patrimonio culturale (il cui successo non è però garantito da nulla e nessuno) e la si affida a… uno stimato professionista con esperienza nel campo? No. Ad uno studioso con una storia importante di titoli accademici e pubblicazioni? No. Ad un manager con esperienza gestionale nel settore? No. Si decide di affidare tutto ciò a… non si sa chi. A chi risulterà vincitore di un bando di concorso. Ripeto, si è deciso di “riporre” tutte le istituzioni museali di Spoleto in una Fondazione - che ancora non esiste - e si affida il tutto (anche la pianificazione della Fondazione stessa) a non si sa chi… qui la prima perplessità su questa vicenda. Sarebbe utile conoscere, ad esempio, i criteri che hanno portato a scegliere i tre componenti della commissione, con particolare curiosità per il Prof. Gammaitoni, un illustre fisico, apparentemente molto lontano da esperienze museali, artistiche e gestionali, ma capolista del PD alle ultime elezioni regionali. Vediamo quali erano i requisiti speciali di partecipazione previsti dal bando: requisiti professionali : particolare e comprovata qualificazione professionale in materia di tutela e valorizzazione dei beni culturali dimostrata dalla sussistenza di uno o più dei seguenti requisiti : aver svolto l’incarico di direttore museale nei tre anni precedenti presso una struttura pubblica o privata ; essere in possesso di una particolare specializzazione professionale, culturale e scientifica desumibile dalla formazione universitaria e post universitaria, da pubblicazioni scientifiche e da concrete esperienze di lavoro maturate, per almeno un triennio, presso amministrazioni pubbliche o enti privati, in Italia o all’estero; provenienza dai settori della ricerca e della docenza universitaria in Italia o all’estero. Questi requisiti “speciali” sono stati pienamente soddisfatti? Da tutti i candidati, allo stesso modo? Sarebbe utile, per tutti, che il Sindaco, come vertice dell’amministrazione, illustrasse i passaggi che hanno portato a questa decisione, fornendo eventuali chiarimenti, documenti - il progetto di questa fondazione, per dirne una… - per evitare di ingrossare, ancora una volta, le fila del partito delle vedove, che troppe volte abbiamo visto a Spoleto: a partire dalle vedove di Menotti, poi le vedove di Ferrara, le vedove di Marziani… risparmiamoci le vedove di Tonelli, mettiamo fine a questa catena di lutti!

ciro cilpini

3 anni fa

Trovo legittimo e giusto il resoconto di quanto esposto dal direttore Tonelli su quanto svolto per il museo Collicola e quindi per la nostra città. Questo anche per far conoscere a tutti i cittadini, compresi quelli meno interessati culturalmente, il programma e gli eventi che hanno caratterizzato la sua gestione, per una città che ambisce ad essere città della cultura. Dopo l'impegno per elevare e far conoscere il museo non è sicuramente bello sentirsi sbattere via in quel modo. Auguro certamente al nuovo direttore di fare di più e con maggiore evidenza il suo incarico nell'interesse di Spoleto. Tra l'altro, come mai nessuna consistenza politica di peso si è mai manifestata a favore del nostro ospedale?

Giuseppe Marcocchi

3 anni fa

Direttore, Lei se ne esce a testa alta, chi le subentra chissà... Certo che troverà istituzioni che sappiano riconoscere i Suoi meriti La saluti e ringrazio.

daniela de gregorio

3 anni fa

La lettera d Marco Tonelli è chiara e la storia sembra essere questa: la nuova giunta dispone di una persona competente e con titoli a dirigere Palazzo Collicola. Nei quattro anni dalla sua nomina Tonelli (con la lunga chiusura e le difficoltà successive del Covid) continua l'attività di quel luogo grazie anche ad aiuti di privati, fondazioni e persone di buona volontà che apprezzavano la sua conduzione direttoriale. La giunta cambia colore, ma Marco Tonelli, per fortuna, resta lì. Tutto bene. Poi due mesi fa sbuca un bando di concorso per un polo museale più ampio. Altri musei e monumenti di Spoleto vengono aggiunti alla gestione di quel Palazzo Collicola che include già A)una galleria d'arte moderna B) una pinacoteca C) la donazione Carandente, D) una vasta biblioteca dedicata all'arte visiva, sempre donata da Carandente E) numerose opere di altri artisti che fanno la storia dell'arte italiana. Mi chiedo: ma che figura vogliono ora a dirigere questo polo? Leggo nel bando del Comune le richieste A) titoli accademici B) pubblicazioni nel campo C) esperienze di allestimenti di mostre, ma anche e soprattuto C) la conduzione per gli ultimi tre anni di un museo pubblico o privato. A me sembrava il ritratto di Marco Tonelli o di uno come lui, anche con più titoli, se possibile. Però non ero tranquilla e cercavo conferme che la nuova giunta volesse veramente qualcuno di spessore per quel posto. Ora, come dire, la mia parola contro la sua, ma me lo confermò anche l'assessore alla cultura quando, durante un incontro da me chiesto a fine gennaio per capire che figura avevano in mente per quella posizione, l'assessore mi espresse l'apprezzamento per Tonelli e quello che aveva fatto a Palazzo Collicola. Ribadì che era stato un ottimo direttore e che con il concorso la giunta dimostrava solo di avere a cuore Palazzo Collicola e quello che c'era dentro. Mi convinsi che sarebbe stato o Tonelli che già era lì, o qualcuno con titoli ed esperienze anche piu'importanti di lui. Cominciai a credere che la giunta, chiedendo quei ricchi requisiti, mirasse ad un direttore da Tate Gallery, per dire, con titoli accademici, esperienza, progettualità, capacità di raccogliere fondi, etc. Certo lo stipendio era bassino, ma vai a vedere che qualcuno non voglia venire a Spoleto per ragioni imponderabili. Chiesi all'assessore a chi pensavano per la commissione che avrebbe valutato le candidature. L'assessore non lo sapeva, ma mi disse che pensavano a qualcuno come il professor Toscano. Le mie speranze erano confermate: quello era un nome imprescindibile per Spoleto. E' professore emerito in storia dell'arte, ha esperienza lunga e varia, è stato un artista lui stesso. Dunque la giunta aveva in mente o di confermare l'apprezzato Tonelli o di scegliere qualcuno con referenze ancora piu' forti. Ne ebbi la conferma quando Tonelli sottopose la sua candidatura al bando. Nel caso avesse fiutato nell'aria che qualcosa era cambiato, lo avrebbe fatto? Se non avesse colto qualche incoraggiamento in quel senso, si sarebbe esposto così? Invece ora viene fuori che per quella posizione il Sindaco aveva improvvisamente deciso di cambiare (sic) "l'impostazione adottata in passato". Lo aveva fatto presente a Tonelli? Si deduceva da quello che chiedeva quel bando? Proprio no, ma qualcosa era cambiato però... Il mistero è: che cosa? Perchè dal cilindro è venuto fuori il nome di Saverio Verini e in un modo un po' dadà. Ha girato sui giornali, ma il Comune non lo ha annunciato, anzi proprio il Sindaco voleva vederci chiaro in quel nome che girava. Quindi ha ordinato una verifica. Verifica di che? Di quello che avev deciso la commissione che lui stesso aveva scelto? Non si fidava più? Verifica di quello che era stato già deciso e di come era stato deciso? Sono in molti ora che si chiedono: che titoli ha Verini più di quelli proposti da Marco Tonelli (o uno della Tate Gallery)? Ha diretto un museo statale o pubblico negli ultimi tre anni? Ha dimostrato di sapere valorizzare raccolte di arte contemporanea in un museo? Sa occuparsi di una pinacoteca? Tenere organizzata un biblioteca con volumi e cataloghi d'arte? Il suo progetto è migliore di tutti gli altri a detta della commissione. Migliore di quello di Marco Tonelli, per dire, che è arrivato secondo. Il direttore della Tate Gallery, più saggio di lui, non ha proprio fatto domanda. Si vede che sapeva quello che Marco Tonelli ignorava: che le richieste di quel bando erano secondarie rispetto alla prima regola in Italia, essenziale, ma non scritta: i figli so' piez e'core, soprattutto se babbo appartiene ad un partito di riferimento. Ora io chiedo scusa a Marco Tonelli per aver insistito, come hanno fatto molti altri che lo stimano (inclusi nell'ambito del Comune per quello che so) affinchè sottoponesse la sua candidatura ad una commissione. Doveva riflettere prima sul suo stato di famiglia e non contare solo su un curriculum serio che pure quel bando richiedeva. Perchè il Comune lo chiedeva, così, tanto per fare bella figura.

Luca

3 anni fa

Ancora sulla selezione del direttore della galleria di arte moderna. Lei Sindaco dice: “Abbiamo voluto cambiare l’impostazione adottata in passato”, ma in realtà si tratta soltanto di aver applicato quella pratica politica che a Lei tanto piace, lo “spoil system” (traduzione letterale dall’inglese: sistema del bottino). Oltre al caso del direttore uscente Marco Tonelli, incomprensibile, è stata la sostituzione del validissimo ing. Battaglini, già Amministratore Unico della società partecipata A.Se. - azienda che come ben noto svolge servizi di manutenzione ordinaria delle strade, degli edifici, dei giardini ecc. - con il rag. Paolucci, anche lui ….. figlio d’arte, visto che la madre ha ricoperto vari incarichi nel PD cittadino. Eppure Lei Sindaco ogni volta, nei suoi interventi, con una stucchevole e vuota retorica, non fa che ribadire i criteri di trasparenza, meritocrazia e legalità che vengono applicati nella gestione dell’Ente. Ma ad oggi, nelle scelte da Lei fatte, di questi criteri non vi è traccia alcuna. Si prediligono ragioni politiche e personali, di cui è prova anche l’assunzione del dirigente della Cultura, avvenuta non con un regolare concorso pubblico, ma attraverso una convenzione stipulata con il Comune di Foligno, che ha consentito di recuperare in extremis la candidata spoletina inserita in una graduatoria in scadenza. Sa qual è la percezione comune? Che Lei, fino ad oggi, ha svolto il ruolo di un ottimo notaio, un mero esecutore di ordini superiori, mirati soltanto ad accaparrarsi le “poltrone”. Ma torniamo a palazzo Collicola e agli altri Musei. Al fine di dissipare i dubbi sull’operato della commissione giudicatrice, e soprattutto nell’interesse dell’Amministrazione Comunale, mi rivolgo a Lei affinché, ai sensi della L. 241/90, proceda all’annullamento in autotutela della determinazione dirigenziale con la quale è stato conferito l’incarico al signor Saverio Verini. Occorre chiarezza. Anche il dott. Verini apprezzerebbe questa Sua presa di posizione; diversamente, sarebbe pesante avviare il proprio mandato con un così imbarazzante “vulnus”. Soltanto così Lei tornerebbe credibile agli occhi del Consiglio Comunale, dei suoi Assessori, di tutta la cittadinanza e di chi (come me) l’ha votata pensando utopicamente al “nuovo”. In Città e negli ambienti culturali umbri è forte lo sconcerto e il dissenso per la brutta pagina che si sta scrivendo a Spoleto. Davvero ci tiene ad essere ricordato come il Sindaco della “Restaurazione”? Dismetta i panni dell’ipocrisia “curiale” e faccia sul serio l’interesse della Città.

Carlino

3 anni fa

Si sa che in Italia il titolo che li batte tutti è quello di "figlio di". Cento master ad Harvard gli fanno un baffo....

Fraeffe

3 anni fa

Situazione inaccettabile. Una figura senza i requisiti previsti non può dirigere i musei cittadini!

Raffaele

3 anni fa

Solidarietà al Direttore Marco Tonelli. La competenza è qualità mai ben vista e accettata. Chi ce l'ha è messo da parte.

Raffaele

3 anni fa

Solidarietà al Direttore Marco Tonelli. La competenza è qualità mai ben vista e accettata. Chi ce l'ha è messo da parte.

Rita Correnti

3 anni fa

Solidarietà a Marco Tonelli. Un professionista serio e capace. Ma si Sa, la professionalità non è ben accetta a Spoleto. Meglio i mistichini! L’arte e la cultura qui hanno perso il loro spirito e la loro missione che è quella di dare strumenti critici. Meglio lo spettacolo a tutte le ore e senza tanti fronzoli. Però, aspettiamo il “figlio d’arte” e giudichiamolo dai futuri resoconti

OPEN YOUR EYES

3 anni fa

Per queste cose bisognerebbe scendere in piazza come per l'Ospedale. Perchè questo sistema clientelare di gestione dei soldi pubblici porta solo alla fine un danno a noi. E voi del PD , non pensate "beh vabbè, almeno è uno dei nostri". In questi casi come in tutti bisogna pensare... i soldi del mio lavoro che si traducono nelle tasse tra le più alte d'Europa vengono gestite da un professionista che le fa fruttare e porta soldi alla città che poi alla fine, tornano anche a me sotto varie forme... o da un incompetente che li userà male? Sarà pure "uno dei nostri" ma si sta spendendo i soldi del tuo lavoro. Poi non ci lamentiamo se i musei vengono commissariati, o non portano turisti o non funziona nemmeno l'aria condizionata, ecc ecc...e ce li chiudono, come l'Ospedale. E' da queste piccole cose che dovrebbe partire la rivoluzione.

Laura B.

3 anni fa

Addio al veleno? A me sembra semplicemente una lettera di ringraziamenti sobria e circostanziata. Una procedura viziata da subito, priva di trasparenza. Giusto dire le cose come stanno e purtroppo, stanno così.

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