politica

Beati gli ultimi perché saranno i primi

 

Lettera aperta al sindaco Sisti e all'assessore Chiodetti dopo la conclusione del concorso per la nomina del nuovo direttore di palazzo Collicola. Emerso il nome del vincitore

 

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che Daniela De Gregorio ha inviato al sindaco Andrea Sisti e all'assessore alla cultura Danilo Chiodetti riguardante il bando per la nomina del nuovo direttore di palazzo Collicola.

Gentile Sindaco Sisti e assessore alla cultura Chiodetti, 

non ho votato per voi, perché un qualche presentimento di quello che poteva accadere lo avevo già. Quanto mi secca ora avere avuto ragione! Quei presentimenti li ho avuti quando, dopo che la vostra nuova giunta si era insediata, sono andata a cercare notizie sul nuovo assessore alla cultura. Una posizione importante per Spoleto (lo è per tutte le città) perché deve amministrare il patrimonio artistico e culturale che rappresenta, se gestita bene, anche una bella prospettiva di introiti economici. Certo, bisogna avere persone competenti per quell’incarico anche se, questo lo so, è una nomina politica quando va bene e di partito quando va male. Quindi io mi sono andata a cercare informazioni su come il nuovo nominato, a me sconosciuto, “nuotava” nell’ambito della cultura e quale era la sua visione per valorizzare Spoleto che già aveva, un Festival ora meno glamour, ma sempre una manifestazione importante, un Teatro Lirico Sperimentale con lunga tradizione e un museo di arte moderna a Palazzo Collicola nato sulla base della generosa donazione fatta dal non spoletino ma innamorato di Spoleto, Giovanni Carandente. Una donazione così ricca che avrebbe fatto la gioia degli amministratori di qualsiasi città anche più grande di Spoleto.

Insomma, un bel po’ di “robetta” su cui una qualche idea di come sfruttarle al meglio, un assessore alla cultura doveva averla. Ho cercato informazioni dove le cercano tutti e dove le trovano tutti: internet. E, relativo al nuovo assessore alla cultura ho trovato : A) interviste rilasciate ad una televisione locale quando il nuovo assessore alla cultura non era ancora assessore, ma organizzava una sagra in una frazione di Spoleto. L’ho sentito spiegare la novità del “piadalocco” (metà piadina e metà patalocco) al gusto di pera e cioccolato. B) Altra intervista, stessa sagra (o edizione diversa) in cui nominava la corsa dei somari, forse da riproporre. Il nuovo assessore era stato scelto per questo? Un ritorno alle radici della cultura locale piu’ “terragna”? Oddio, come competenze mi lasciavano un po’ perplessa, ma magari quelle per cui era stato veramente scelto le avrei trovate in qualche sito che non avevo ancora esplorato. Infatti le trovai: il nuovo assessore, quando non era ancora assessore, si occupava di teatro. Ecco là, mi sono detta, dimmi se quella non è una competenza pertinente per uno che si occuperà di cultura!

Ascolto quindi tutta contenta, una sua lezione sul testo teatrale scritto e rappresentato. Un tema di spessore, da vero assessore alla cultura. In quel video, però, ad un certo punto sento attribuire a Checov un testo che non ha mai scritto “ Il Giardino dei Gabbiani”. Checov ha scritto due testi teatrali “ Il Giardino dei Ciliegi” E “Il Gabbiano”. Il nuovo assessore alla cultura si corregge? No, non si corregge, perché forse è convinto di quello che ha detto. Anzi che ha letto, visto che sembra che durante la lezione segua qualcosa che si è scritto prima. A quel punto mi sono venuti gli scoramenti: sta a vedere che per questa nuova giunta titoli e competenze contano meno della logica di partito. Però quello che mi consolava ancora, era che a dirigere Palazzo Collicola (che mi è sempre stato a cuore) la nuova giunta aveva lasciato Marco Tonelli. 

Tonelli era arrivato come un deus ex machina a salvare la reputazione di quel museo infragilita da una gestione precedente e decennale, diciamo, un po’movimentista. Tonelli aveva titoli, competenze ed esperienza e fra mille difficoltà, incluso la chiusura per il Covid, aveva fatto una attività di tutto rilievo. Siccome era rispettato proprio per quei titoli e competenze, persone di peso e che lo apprezzavano, gli prospettavano progetti ed attività anche oltreoceano. E io, restando Tonelli a dirigere quel museo, mantenevo un certo ottimismo. Poi mi arriva, inaspettata, la notizia di un bando di concorso per quella posizione. Perché mai, mi sono chiesta, visto che lì c’è già il bravo Marco Tonelli e per la passata direzione si rinnovava il contratto automaticamente senza chiedere all’allora direttore se avesse titoli e competenze? (C’erano? Aveva quelle giuste? Boh, mai saputo.) 

I presentimenti negativi aumentarono. Poi ho letto il bando, confuso e accroccato, ma richiedeva i titoli accademici, pubblicazioni, esperienza. Perché ero così pessimista? Se non era Tonelli (e certo non mi spiegavo perché non lui con tutti i titoli che ha) magari sarebbe stato uno ancora meglio …Poi un nome cominciò a girare. Molto meno giravano i suoi titoli. Quello che si diceva era che aveva un dna politicamente, anzi “partiticamente” giusto. Quello per cui può anche succedere come nel vangelo che “ beati gli ultimi perché saranno i primi”. Ma quel bando chiedeva titoli, competenze etc. Come fanno, mi chiedevo, a puntare su requisiti solo di partito? Non temono esposti, ricorsi, diffide? 

Invece è stato fatto: il nome designato è quello che girava con insistenza. Addirittura uscito semiufficialmente prima ancora che il Comune lo annunciasse come se fosse stato già conosciuto anche allo stesso “vincitore”. Qualcuno si sarebbe scandalizzato? Ma no! Si sa che i concorsi in Italia sono fatti, appunto, all’italiana. E un partito di lunga esperienza, queste cose le sa, appunto, per esperienza. 

“Verini, Verini, chi era costui ?” avrebbe detto Don Abbondio. La prima risposta che mi hanno data ha confermato quello che si diceva sul dna: è il figlio di un senatore PD umbro, ma di peso nazionale sostanzioso. Titoli e competenze più degli altri candidati? Boh … Una commissione ha deciso. Commissione scelta da chi? Con quali criteri? L’assessore alla cultura, ad un partito politico dell’opposizione che glielo chiedeva, leggo che ha risposto: “io non ho le competenze.” 

Ecco, dovevo capirlo quando andavo cercandole ‘ste competenze, insieme agli eventuali titoli del nuovo assessore alla cultura su internet e trovavo ricette, sagre, teatro dialettale e Checov autore di quello che non ha mai scritto. Insomma: alla giunta i meriti, i titoli, le competenze, forse non interessavano fin dall’inizio. Io il presentimento lo avevo avuto e non vi ho votati. Ma sai che consolazione posso avere adesso se un altro fiore che doveva essere ben messo al vostro occhiello, il museo GAM di Palazzo Collicola, viene “sciacquato via“ come tante altre cose di questa città? 



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I commenti dei nostri lettori

Francesca Fontana

4 anni fa

E' semplicemente inaccettabile. Palazzo Collicola è un luogo di valore inestimabile e deve essere diretto da una figura di grande competenza. Mettereste (visto che viviamo in un Paese che più di questa materia si appassiona) un allenatore di una squadra di calcetto oratoriale a preparare la Nazionale? E soprattutto, se aveste partecipato ad un concorso e aveste poi scoperto che qualcuno con meno requisiti di voi ha ottenuto il posto di lavoro, senza nemmeno avere le competenze richieste dal bando, non protestereste? Non fareste ricorso? Io spero proprio che il Direttore Tonelli lo faccia e che la cittadinanza, le associazioni culturali e le fondazioni spoletine lo sostengano fino alla risoluzione di questa vicenda incresciosa.

Nostradamus

4 anni fa

Ucci ucci...sento odor di problemucci...

daniela de gregorio

4 anni fa

Gentile Francesco, per dirle la mia opinione sui passati assessori alla cultura: non ho apprezzato il "grande" Cerami che criticai in più occasioni perchè con lui arrivò Marziani (tanto per fare nomi e metterci sopra opioni pessime) la cui conduzione di palazzo Collicola giudico deleteria e che mi ha portato, forse lei non ne ha memoria, ad intervenire pubblicamente più volte in attacchi anche "personali" per usare il suo concetto. Continuando: penso che sia stata una scelta infelice anche l'altro "grande" premio oscar Quaranta perchè progettava grandiosità velleitarie e inattuabili. Con l'assessore alla cultura Camilla Laureti credo che esista ancora, giornalisticamente, (forse proprio su spoletonline) una dura polemica fatta in occasione della donazione delle opere di mio padre alla Fondazione Carispo e in altra occasione (i murales a palazzo Collicola) ancora per la conduzione Marziani. Degli assessori alla cultura negli ultimi anni ho apprezzato molto e lo ritengo ancora il migliore, lo spoletino Giorgio Flamini anche se battagliai aspramente per altre ragioni con il sindaco che lo aveva scelto. Il suo concetto di "attacco personale" mi lascia perplessa, Francesco: l'assessore Chiodetti non è un passante o un vicino di casa. E' un politico e ricopre una carica pubblica che decide cose importanti. E' un "attacco personale" cercare su internet notizie (pubbliche quindi) su chi ricopre una carica politica? E' "attacco personale" leggendo quelle che si trovano in rete chiedersi poi, da cittadino, se siano congrue per quella carica? E'attacco personale chiedere, anzi, pretendere che i politici possiedano competenze almeno di "partenza" per fare quello che sono messi a fare per appartenenza politica? In genere si chiamano referenze e si chiedono a tutti per cominciare. Perchè fanno sperare il bene o prevedere il male. E quelle sono le referenze dell'assessore che io ho trovato in internet. Come ho detto nel mio intervento, penso che la vicenda del concorso a direttore di Palazzo Collicola (che appunto compete la cultura) sia una vicenda vergognosa. Un esempio di come una giunta chiede in un bando titoli e competenze e poi che viene fuori? Che il nome indicato, ha forse più pesanti quelli di partito e molto più leggeri quelli accademici. Chi dovrei criticare per questo anche in modo aspro? Non la persona che ricopre la carica di assessore alla cultura? Non gli devo chiedere di pigliarsi la responsabilità della modalità di quella scelta che non tiene conto delle referenze di partenza? Il mio sogno era quello di fare la cantante lirica. Però non avevo il prerequisito più importante: la voce. E manco ho trovato mai un partito che mi abbia offerto uno straccio di occasione per dimostrare che non so proprio cantare. Eppure mi sarebbe piaciuto ...

Signor Smith

4 anni fa

@Francesco: Si, spiace dirlo perché Chiodetti sembra essere una brava persona, praticamente tutti ne hanno avute di più. E, quando queste "competenze culturali" non erano proprio di sfavillante grandezza, veniva in soccorso la capacità di ascoltare, delegare, scegliere persone capaci e - aspetto tutt'altro che secondario - agendine telefoniche piene di nomi importanti ed illustri, spesso coinvolti e portati a Spoleto in diverse occasioni.

Ci sarebbe altro da aggiungere ma va bene così,

4 anni fa

Francesco, mi hai letto nel pensiero.

Francesco

4 anni fa

Ho letto con molta attenzione la lettera della professoressa Daniela De Gregorio e in tutta sincerità non mi è piaciuta affatto non tanto per la sua  posizione, critica sulla modalità di nomina del nuovo direttore del museo, che mi potrebbe trovare anche d'accordo, ma sull`attacco personale all'assessore Chiodetti che trovo disgustoso. Non dico che per fare l'assessore alla cultura non si debbano avere delle competenze culturali ma mi chiedo se gli assessori precedenti, senza arrivare a Giorgio Pressburger, ne abbiano avute più dell'attuale. E non mi sembra che la scrittrice abbia avuto da ridire sul loro operato. Sbaglio? Vogliamo fare qualche nome? Preferisco di no, lascio il compitino alla docente che vedo molto esperta nel trovare notizie su internet ma forse un po'  carente di una qualità umana che è il rispetto delle persone.

Carlo neri

4 anni fa

Certamente il nuovo direttore è "politicamente, oltre che partiticamente, corretto" e questa è la sola cosa che interessa a questa giunta (vedi i vari assessori e loro comportamenti).

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