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Ospedale, le parole del presidente Tesei
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Ospedale, le parole del presidente Tesei
Iniziato il consiglio comunale aperto sul futuro del 'San Matteo degli Infermi'. 'Spoleto è la mia seconda città. Integrazione unica possibilità per far vivere dignitosamente la struttura'. Parlano i sindaci e le associazioni del territorio
“Sono abituata a metterci la faccia sempre, questo clima di agitazione mi stupisce perché gli spoletini li conosco. È la mia seconda città, ci ho lavorato ed ho partecipato alla battaglia per la difesa del Tribunale. Per me è difficile quindi comprendere queste polemiche, ma vado avanti". Lo ha detto il presidente della Regione Donatella Tesei, presente al consiglio comunale aperto sul futuro dell'ospedale.
"La delibera di cui stiamo parlando molto chiara, che definiva l’indirizzo politico. Non siamo ancora riusciti, per una serie di circostanze noti a tutti, cardiologia e pediatria. Alcuni concorsi andati deserti, altri ancora in corso. L’ospedale entra in una fase importantissima, attraverso la creazione del terzo polo diamo prospettiva di vita. Non ce ne sono altre. Le normative nazionali sono stringenti. Non possiamo pensare di mantenere un Dea di primo livello senza una popolazione di almeno 150 mila abitanti. Una cifra che, considerando l’intero comprensorio Spoleto-Foligno-Valnerina, superiamo di poco.
Con Fabrizio Cardarelli la Tesei aveva iniziato a parlare della riorganizzazione, ritenua l'unica "possibilità per far vivere dignitosamente Spoleto con Foligno. Per il Dea di primo livello l’integrazione è essenziale. A Spoleto avremo l'attività chirurgica programmata e a Foligno l'emergenza urgenza che assicura a tutto il bacino la certezza delle cure. Ascolterà tutti gli interventi, prenderò nota. Intanto la riorganizzazione è stata pre-adottata e presto andrà in Ministero. Io ci sono per il bene di Spoleto e lo dimostra il fatto che mi sto impegnando molto per la Tre Valli, altra questione annosa”.
Il nuovo acceleratore lineare Nel corso della seduta ha preso la parola anche il direttore generale dell’Usl Umbria 2 Massimo De Fino, il quale ha spiegato che a breve verrà acquistato un nuovo acceleratore lineare. “Abbiamo pubblicato la gara a gennaio, i fondi ci sono. Per la versione ancora in funzione, la manutenzione è stata garantita fino a maggio.
Gli interventi dei sindaci In aula anche numerosi sindaci del territorio, tra cui Maurizio Calisti (Campello sul Clitunno): “Il progetto è rassicurante, perché soddisfano gran parte delle richieste. Dispiace soltanto per la mancata riattivazione del Punto Nascite”. In seguito a prendere la parola è stato Manuel Petruccioli (Giano dell’Umbria): “Il lavoro fatto dalla Regione mi rassicura. In questo modo l’ospedale di Spoleto resterà aperto”. Un aspetto, questo, rimarcato da Stefano Zuccarini (Foligno): “Senza l’integrazione questo polo e quello di Foligno sarebbero andati incontro alla chiusura”. Da Nicola Alemanno (Norcia) è arrivato l’appello a “continuare a ragionare insieme” sfruttando come base proprio il consiglio comunale odierno ed evitando di portare avanti “i campanilismi”. Dello stesso tenore l’intervento di Mario De Carolis (Cascia): “La rete deve funzionare. In Valnerina abbiamo molte micro-frazioni abitate da anziani”.
Agnese Benedetti (Vallo di Nera), dal canto suo, ha voluto sottolineare una delle principali criticità che affliggono il territorio in questione: “Stiamo aspettando la guardia medica dal 2020. Occorre agire, perché la situazione sanitaria in Valnerina è precaria”. Massimo Messi (Preci), invece, ha invitato i presenti “a non fare polemiche politiche” e di concentrarsi nell’individuare soluzioni a beneficio della popolazione. Tullio Fibraroli (Sant’Anatolia di Narco) si è detto soddisfatto del piano di integrazione degli ospedali: “Ho fiducia nell’operato dei tecnici ai quali, però, chiedo una cosa: di metterlo in atto il prima possibile così da migliorare i servizi agli utenti”. Tra i partecipanti pure Giandomenico Montesi (Cerreto di Spoleto) che ha chiesto alla Tesei, all’Usl Umbria 2 e agli sindaci di organizzare altri incontri con i quali mettere ancora più a fuoco le problematiche esistenti”. Fabio Dottori (Scheggino), pur apprezzando il progetto, ha lanciato una specifica richiesta: “Il distretto sanitario, a mio avviso, va destinato a Spoleto”.
Prendono la parola le associazioni Sono diverse le associazioni intervenute alla seduta odierna del massimo consesso cittadino. È il caso della Fondazione Carispo, rappresentata da Dario Pompili. “Il disegno che proponete è una polpetta avvelenata. L’Integrazione presuppone un sacrificio da ambo le parti: questa riorganizzazione, invece, comporterà l’inevitabile declino sia sociale che economico della città. Dal canto nostro, appoggeremo ogni iniziativa a difesa dell’ospedale”. Sul piede di guerra anche Michael Surace di “DifendiAmo Spoleto”: “Ci stanno dando ambulatori al posto di interi reparti, senza più nemmeno la scusa del Covid. Se i medici preferiscono andare Foligno o addirittura Pantalla, un motivo ci sarà. Tutti vogliamo una integrazione con Foligno a patto che sia equa”. Secondo Aurelio Fabiani, di “Casa Rossa”, la battaglia è tutt’altro che conclusa. “Abbiamo assistito a tante bugie: il terzo polo che lo avete pensato non ci serve a niente. Combatteremo ancora, non ci fermeremo e verremo ancora a Perugia”.
Senza un ospedale degno di questo nome, per il presidente dello Spoleto City Forum Leonello Spitella, la città è destinata a diventare “un borgo periferico. Per quanto riguarda il Punto Nascite, i dati inviati al Ministero sono stati modificati in maniera artificiale così da poter sostenere la tesi che la struttura non è sicura”. Cittadinanzattiva, così come il Tribunale per i Diritti del Malato, guarda in maniera favorevole all’integrazione ma chiede che “quanto dichiarato venga attuato in maniera efficiente”. Tilde Fabi dell’associazione “Il Girasole” ha approfittato del tempo concesso per invitare la Regione a ripristinare l’ambulatorio Dca (Disturbi Alimentari) e rifornirlo con adeguato personale. “Ogni giorno riceviamo telefonate di genitori disperati ma non sappiamo più dove mandarli”.
L’associazione consumatori, tramite Mario Mancini, ha invocato una rapida sostituzione dell’acceleratore lineare (“gli utenti sono costretti a recarsi a Terni e Orvieto”) mentre Alessandro Ciamarra, di “Terra Umbra”, ha fatto notare che “l’ospedale di Foligno è già in tilt. La Regione si adoperi per adottare tutte le misure necessarie per assumere personale medico”. Massimo Recchi dell’associazione “Aglaia” ritiene fondamentale “rafforzare la rete delle cure palliative”.
A seguire, è stata la volta del presidente dell'Avis Roberto Bastianelli: “Evito di fare qualsiasi valutazione in merito all’integrazione proposta ma auspico che il centro trasfusionale dell’ospedale venga mantenuto”. Duro l’intervento di Roberto Ranucci dell’associazione culturale “Bezzi”: “Parole e promesse, fatti nessuno. La Tesei ci aveva promesso che l’ospedale sarebbe tornato come prima, ora cosa dice? Ci sono stati portati via il Punte Nascite ed altri reparti, il pronto soccorso è privo di un cardiologo H24. Ci state prendendo in giro”. Negativo pure il commento del presidente di Confcommercio Spoleto Tommaso Barbanera. “Siete consapevoli dei disagi che state arrecando alla popolazione? Vogliamo che l’ospedale torni come era prima del Covid con tutti gli investimenti promessi. Siamo molto preoccupati per il futuro della città, che si sta spopolando”. Adelaide Colombo della sezione locale dell’Aias, infine, ha chiesto lumi sui servizi rivolti ai disabili e agli anziani.
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I commenti dei nostri lettori
Asceta
4 anni fa
SENZA CONTARE CHE CON L'AUTONOMIA DIFFERENZIATA LA SITUAZIONE POTRÀ SOLO PEGGIORARE!!!
albert
4 anni fa
Credevo ci fosse l'insurrezione....dopo aver letto propositi ed articoli delle settimane scorse:-))) francia o spagna!
Spoletino
4 anni fa
Come ha già detto qualcuno è evidente la spaccatura netta e grave tra la popolazione e la politica che dovrebbe rappresentarla. Da una parte la disperazione, le difficoltà quotidiane, le liste d'attesa infinite, i pellegrinaggi per mezza Umbria per una visita nelle strutture pubbliche o le visite nel privato a centinaia di euro; dall'altra le decisioni politiche prese in base a meri calcoli economici quando va bene, in base anche a calcoli politici o altri interessi particolari quando va meno bene. Ma si badi: i principali azionisti di un'amministrazione comunale non sono i partiti. Non lo sono nè la giunta regionale nè altri soggetti. I principali azionisti, anzi gli unici, sono gi elettori. E un'amministrazione comunale deve pertanto fare gli interessi della popolazione. Se non lo fa l'amministrazione va a casa. Se allora non è l'amministrazione comunale a ricorrere al TAR, lo faccia la cittadinanza. Si organizzi una raccolta firme e allora sì, emergerà la sfiducia non già verso questa o quella persona, ma verso un modo di fare politica autoreferenziale e dannoso. In ultimo: le ASSOCIAZIONI. Le uniche voci a sostegno degli Spoletini. A loro deve andare la nostra riconoscenza per quello che fanno e che faranno. Mi soffermo in particolare sulla posizione forte e netta, quella sì, della Fondazione Carispo e sulle parole del City Forum, che appoggio, quando auspica che le commissioni sulla sanità non siano formate da personale sanitario!
Comune cittadino.
4 anni fa
Stando a quanto letto, quello che fa rabbia è che in aula non c'è stata una difesa decisa e argomentata, (convincente), da parte dei politici locali.
Mariresa
4 anni fa
Bla, bla, bla non ho ravvisato in nessuno la vera realtà spoleto è un paese di anziani sballottati fra foligno terni orvieto pantalla ecc. ecc. O devono mettere mano alla pensione per recarsi nelle strutture private un tempo c'è stata miopia ora siamo alla completa cecità per non voler vedere i problema primario un malato ha bisogno di cure e non di parole che da anni si è capito che sono solo bugie e anche dette male alla fine se hai soldi vivi altrimenti......
Carlo Neri
4 anni fa
Leggo che i sindaci della Valnerina sono stati tutti "allineati e coperti". Certo, a loro che gli frega? Andare a Spoleto o a Foligno è uguale, ma Sisti che ha detto, oltre a dare il benvenuto alla Tesei?
Diogene
4 anni fa
LA PRESIDENTE SI SBRACCIA TANTO PER IL TERZO POLO ; MI PREME RICORDARE CHE IN UMBRIA SIAMO CIRCA 800.000 NEANCHE UN QUARTIERE DI ROMA . DETTO QUESTO, NON SAREBBE UTILE INVECE DI TRE SEMI POLI MAGARI UNO SOLO MA CHE FUNZIONI ?
Diogene
4 anni fa
INCREDIBILE ! ! ! " Spoleto è la mia seconda città " ? ? ? QUESTA ENNESIMA BUGIA BASTA ED AVANZA . OGNI ULTERIORE COMMENTO RISULTEREBBE VANO .
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