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Ospedale, la soluzione al problema
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Ospedale, la soluzione al problema
Salvare il Punto Nascite è possibile, con una doppia sede a Spoleto e Foligno. Cosa farà la Regione?
Nella mattinata del 20 il consigliere regionale De Luca ha interrogato l'Assessore alla Sanità umbra Coletto in merito alla chiusura del Punto Nascita di Spoleto. L'assessore Coletto ha respinto in maniera categorica l'accusa che la decisione sia stata di natura politica ed ha affermato che il Punto Nascita di Spoleto è stato chiuso perché effettua un numero di parti (sotto i 1000) troppo basso, cosa che potrebbe creare situazioni di insicurezza. Questa giustificazione, però, non tiene proprio.
E non tiene sia perché il ritornello dei 1000 parti non ha senso, visto che lo stesso DM 70 prevede il mantenimento dei Punti Nascita substandard, e sia perché qualcuno ci dovrebbe spiegare per quale motivo, se davvero al di sotto di una certa soglia esiste un qualche rischio di incidente, non vengono chiusi quei Punti Nascita della Regione che hanno una casistica addirittura inferiore a quella del sanMatteo.
Perché, dunque, si penalizza solo Spoleto? Perché non si tiene conto del fatto che mai (dicasi mai) l'Ostetricia del SanMatteo è stata dichiarata non sicura dalla Usl, mentre invece è agli atti che il Punto Nascita di Spoleto è sempre stato attrattivo, venendo scelto anche da mamme provenienti da altre città dell'Umbria e persino di altre Regioni?
La nostra Associazione ha letto con grande attenzione il Documento Programmatorio di Integrazione fra il S. Giovanni Battista di Foligno ed il SanMatteo di Spoleto, elaborato dalla Regione. E' un Documento nel quale, è bene sottolinearlo, si garantisce a tutti i cittadini "un percorso di cura omogeneo e non condizionato dalla sede di accesso" e nel quale si configura "un Presidio Ospedaliero di 1° livello distribuito su due Ospedali", con piante organiche comuni.
Alla luce di quanto sopra ritiene che la soluzione più logica e salomonica al problema (e del tutto in linea con i principi del suddetto Documento), sia un Punto Nascita unico articolato sulle due sedi di Foligno e Spoleto. E' una soluzione del tutto fattibile, grazie anche alla presenza di un Primario unico, capace ed autorevole, come il Dott. Fabrizio Damiani.
La Governatrice Tesei e l'Assessore Coletto spieghino di conseguenza agli spoletini ed agli abitanti della Valnerina perché questa soluzione, tanto semplice quanto opportuna, non viene presa in considerazione.
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I commenti dei nostri lettori
Paola
4 anni fa
Io dico sl che Spoleto è molto meglio di Foligno e nn so il reparto ostetricia tutti anche xchè essendo un ospedale più piccolo guardano di più le esigenze dei malati e sn sicura che se mia madre era stata ricoverata li era ancora viva e ho detto tutto Foligno mai più nn mi piace nn mi è mai piaciuto Quelli che lavorano lì sembrano sto cavolo Spoleto molto più umili
Alessandro Bocci
4 anni fa
Vi sembra accettabile che la storia di SPOLETO possa oggi demandare agli ortolani di Foligno la decisione di avere una citta' che nel prossimo futuro avra'cittadini che nei documenti ufficiali porteranno la dicitura "Nato a Foligno"
Cittadino
4 anni fa
A "Fabio a" : prima di tutto, non per fare l'avvocato difensore, ma mi preme ricordare che a scrivere l'articolo è l'ex primario di Anestesia dell'ospedale di Spoleto, che credo ne sappia abbastanza su come possa funzionare un ospedale. In secondo luogo vorrei capire in base a quali dati Lei classifica il nostro ospedale come "ospedale da terzo mondo", e mi riferisco in particolare al periodo di funzionamento ordinario pre-covid. Attendo con trepidazione una Sua risposta, può inviare anche il link a qualche documentazione ufficiale se vuole. Buona giornata
enzo ercolani
4 anni fa
a "fabio a" : funzionerebbe con un unico Direttore e con un' unica pianta organica che deve accettare di lavorare sia a spoleto che a foligno, prevedendo quindi l'effettuazione di turni sia nel sangiovanni battista che nel sanmatteo. E' una cosa che si chiama "integrazione" e che comporta "il superamento della cultura dell'appartenenza al singolo ospedale" (cito quanto scritto nel documento programmatorio di integrazione elaborato dalla stessa Regione). E' una cosa fattibilissima , che si può e si deve pretendere. Ma a condizione che a farlo siano spoletini intelligenti e bene informati (e non pavidi ed incapaci di dichiararsi con nome e cognome).
XXX
4 anni fa
Foligno ha politici di tutti i colori che fanno gli interessi della città, Spoleto no! Comunque decide Perugia e altri organismi.
Fabio a
4 anni fa
Potreste spiegare come dovrebbe funzionare un punto nascita "unico articolato su due sedi"? Avete idea di ciò di cui state discutendo? Siete mai stati dentro un punto nascita? Certe tematiche sono serie e non possono essere ridotte a conversazioni da bar o da "spoletoonline". Un ospedale (e a maggior ragione un punto nascita) è una cosa seria e per funzionare ha bisogno di personale esperto, risorse , casistica e non può certo essere frammentato per fare contenti gli abitanti di un paese che poi sono gli stessi che se le cose vanno male sono prontia denunciare la "malasanità". Avere un ospedale più efficiente a 20 min di distanza è una tutela maggiore che avere un ospedale da terzo mondo in cui non si è curati adeguatamente.
paneolio
4 anni fa
Spoletium delenda est!!!!!!!!!!Cosi' dicono cola' ove si puote!!!!!!
Strano che questa possibilità non sia stata esaminata.
4 anni fa
È inutile chiedere alla Governatrice Tesei e all'Assessore Coletto perché la suddetta soluzione non viene presa in considerazione. In alcuni casi essi non ragionano con la propria testa attingendo direttamente alla materia grigia contenuta nella loro scatola cranica, ma sono costretti a comportarsi come dei robot eseguendo gli ordini che gli vengono dati dall'alto. Infatti, trovandosi confrontati con delle simili situazioni, la loro scatola cranica forse la detestano e non vorrebbero nemmeno averla. Almeno così la gente potrebbe pensare che ad agire non sono direttamente loro. Quindi, ogni risposta proveniente da loro stessi è soggetta ad essere improvvisata, imprecisa e a prestarsi a innumerevoli contraddizioni. Si potrebbero paragonare a dei militari che, in tempo di guerra, ricevono l'ordine di "giustiziare" un determinato gruppetto di persone accusate di insubordinazione. Tra i militari che devono eseguire il compito, c'è chi mira bene eseguendo senza fare obiezione, e c'è invece chi spara male per una questione di coscienza o perché tra i condannati intravvede qualche vecchio amico o qualche parente. Però tutti devono "sparare" perché altrimenti sono loro stessi a passare dei guai seri.
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