cultura e spettacolo

Otello apre la nuova stagione di prosa

 

Ha preso il via a Spoleto la manifestazione promossa dal Teatro Stabile dell'Umbria: sul palco il capolavoro di Shakespeare

 

Il dramma è un classico del teatro mondiale e la regia è firmata da uno dei maggiori registi teatrali italiani contemporanei, il romano Andrea Baracco, già collaboratore con il Teatro stabile dell’Umbria negli adattamenti teatrali de “Il Maestro e Margherita” e “Guerra e pace”.

Otello, dopo più di quattro secoli dalla sua prima messa in scena (era il novembre del 1604 quando veniva presentato per la prima volta al Whitehall Palace di Londra), arriva al teatro Caio Melisso di Spoleto più rinnovato che mai. La sua nuova veste all-female mostra una decisiva rottura estetica (e non solo) con la tradizione, ottenendo così un totale capovolgimento della prima messa in scena dell’opera, quando nel teatro elisabettiano del XVII secolo era assolutamente proibito alle donne recitare.

"Da subito il regista e la drammaturga hanno chiarito che una compagnia di sole donne non aveva alcun significato sessuale. Una formazione femminile era destinata in modo inedito a pulire gli occhi agli spettatori. Puntando a ottenere più attenzione per le parole", spiega l’attrice Federica Fracassi, indiscussa protagonista della piece nei panni dal famigerato Iago.

E già dalle prime parole (aggiunte al testo originale dalla drammaturga Letizia Russo) tale intenzione sovversiva diventa manifesto della messa in scena. Iago si rivolge al pubblico – minando si da subito le fondamenta di una ormai troppo fragile quarta parete – avvertendolo della pericolosità nel dare giudizi troppo negativi sulle sue malefatte: chiunque può subire ingiustizie, che non sempre si è in grado di raccontare, e spesso è molto più complesso di quanto appare comprendere, nascosta dietro alle trame di una realtà sempre più oscura, la verità dei fatti. L’unico strumento per capire il vero è la menzogna.

Sono proprio le parole, soprattutto quelle mentitrici, ad essere le vere protagoniste dell’opera shakespeariana. La guerra imminente tra Venezia e Cipro si risolve in un naufragio dell’intera flotta turca e l’azione viene imminentemente sostituita dalla narrazione: le battaglie che affronteranno gli eroi della tragedia saranno combattute con l’arma della parola, del logos, della ragione ma soprattutto con astuzie, machiavellici sotterfugi e trucchi degni dei più astuti calunniatori. E a vincere non saranno i più virtuosi né tantomeno i valorosi.

Nel ribaltamento totale della finzione tutto è capovolto: l’amore si trasforma in odio, la certezza appare aleatoria, la finzione diviene realtà e la lucida menzogna mostra un’opaca verità. L'umanità spiegata così lucidamente da un’opera che rappresenta una delle maggiori vette del metateatro nella tradizione occidentale.

Spettacoli:

lunedì 21 novembre ore 20.45.

Durata: 2 ore e 35 più intervallo



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