politica

Ospedale, bordate alla Regione e a Sisti

 

La segreteria regionale dell’Umbria de 'L’Italia al Centro' interviene sul tema mettendo nel mirino non soltanto la governatrice Tesei ma anche il sindaco: 'È complice di un'ingiustizia antisociale'

 

Anche la segreteria regionale dell’Umbria de “L’Italia al Centro” è voluto intervenire sul tema della sanità, commentando le criticità vissute dall’ospedale “San Matteo degli Infermi” di Spoleto.

Presidente regionale Tesei e assessore Coletto 'affossatori' dell’Ospedale di Spoleto, sindaco Sisti complice. Questa la sintesi da parte della nostra forza politica, l’unica che con manifesti e iniziative ha provato a sensibilizzare i cittadini per resistere alle intenzioni annunciate della Regione a danno della sanità di Spoleto e Valnerina. Nell’ottobre 2020, col pretesto del Covid, la Tesei ha disattivato l’Ospedale DEA, poi tradendo l’impegno pubblico che 'tutto sarebbe stato ripristinato come prima'. 

Fatti emigrare sanitari e personale, vietato il Punto Nascita, sviati i pazienti, adesso con delibera regionale Tesei-Coletto, volta ai 'risparmi', stabiliscono che dei sette Ospedali DEA Dipartimenti Emergenza Accettazione (Perugia e Terni di II livello, Città di Castello, Gubbio, Foligno, Spoleto, Orvieto di I livello) solo Spoleto praticamente viene espulso dalla rete DEA. Negli altri restano, più o meno in affanno, reparti e Punti Nascita. Foligno-Spoleto-Valnerina diventerebbero un solo DEA, con Foligno ospedale vero e proprio per i casi 'acuti' cioè seri, mentre Spoleto si occuperebbe solo di attività 'programmata', cioè casi residuali di scarsa intensità terapeutica: sostanzialmente una 'succursale' di servizio, senza più strutture, primari, idoneità a trattare patologie importanti e urgenze. 

L’unico ospedale DEA e Punto Nascita in Umbria che viene smantellato. Le Giunte di sinistra Lorenzetti e Marini hanno impoverito nel tempo il nostro ospedale. La Giunta Tesei lo distrugge con un’ordinanza 2020 e una delibera 2022. L’intera area epicentro del rischio, lo Spoletino e la Valnerina, restano senza Ospedale dell’Emergenza. Una colossale ingiustizia antisociale. L’Amministrazione Comunale tace e acconsente. Il sindaco, forse mandato 'da Perugia' per silenziare la città, avalla.

Determinati parlamentari, riconfermati ad alti incarichi come 'vincitori', lasciano la città sotto il colpo più grave ricevuto da quando esiste la Regione. Il nostro partito continuerà a chiamare la popolazione alla difesa del proprio diritto fondamentale".



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I commenti dei nostri lettori

FN

4 anni fa

Commento da medico umbro che lavora fuori regione, estraneo alle dinamiche politiche e al di fuori di ogni interesse,interessato a lavorare nella propria regione un domani. Nessuno ha mandato via i medici dall'ospedale di Spoleto, anzi negli ultimi due anni ci sono stati plurimi concorsi (pubblici i cui esiti sono visionabili) anche ripetuti per la stessa disciplina, andati deserti perché uno specialista, se può,non vuole lavorare in un tale ospedale e in un certo contesto. Oggi più che mai, con l'evoluzione delle cure, la medicina va svolta organizzando al meglio le risorse senza sprechi, centralizzando la gestione dei casi complessi per garantire il successo delle cure,favorendo la turnazione del personale e realizzando il concetto di rete, come dimostrato dagli studi sul campo. Non tutti gli ospedali possono mantenere lo stesso livello, per limiti geografici e legislativi. Provate per una volta a interrogare chi ha lasciato l'Ospedale, e capirete che ci sono esigenze relative a qualità del lavoro, esigenze di crescita professionale, di sicurezza e responsabilità legale,che ospedali come quello in questione nel 2022 non possono garantire.

Fioretti Guerrino

4 anni fa

Scusate l ignoranza, ma l Italia al centro , prima cambiamo con Toti, se non erro, alle ultime elezioni regionali e poi comunali dopo il commissariamento, non appoggiava i partiti che hanno affossato l ospedale? Perché se così fosse, ora giustamente urla, ma prima è stata complice di ciò.

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