cronaca
Colonscopia, odissea nella Asl 2
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Colonscopia, odissea nella Asl 2
Grave la vicenda vissuta da un utente del San Matteo degli Infermi, costretto ad aspettare 6 mesi per una visita specialistica (a Terni)
Una denuncia e, al tempo stesso, un appello alla Regione e all’Usl Umbria 2 di venire incontro alle esigenze della popolazione (specie delle fasce più fragili) e potenziare il sistema sanitario umbro. In che modo? Intervenendo, ad esempio, al fine di ridurre il tempo di attesa per le visite specialistiche. È quanto chiede un nostro lettore il quale, attraverso una lettera, ci ha segnalato la grave vicenda vissuta da un utente del San Matteo degli Infermi.
L’uomo, a seguito di alcuni problemi intestinali, a marzo si è sottoposto ad un’analisi che ha fatto emergere la presenza di sangue nelle feci. Da qui la necessità di sostenere una colonscopia, svolta poi di recente all’ospedale di Terni. In pratica, ben sei mesi dopo la prima richiesta avanzata dal suo medico curante. Il test ha messo in evidenza una “voluminosa neoplasia del colon”, che costringerà il paziente (non nelle condizioni economiche di potersi rivolgere ad una struttura privata) ad effettuare una Tac.
L’auspicio, ora, è che l’uomo non venga costretto “ ad una nuova lunga attesa” ma intanto l’attacco, nei confronti della Regione, è forte e chiaro. “L’attuale organizzazione del sistema sanitario non tutela il sacrosanto diritto alla salute”. Serve quindi una riforma, affinché “un simile gravissimo episodio non si ripeta mai più”.
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I commenti dei nostri lettori
Perplessa
4 anni fa
Che dire anche per la mammografia? Un esame di fondamentale importanza per la prevenzione tanto è vero che l’allora Ministro per la Sanità, Umberto Veronesi, stabili’ che si dovesse fare, in particolari periodi della vita di una donna, non solo una volta l’anno ma addirittura, per incentivare detta prevenzione, il ticket doveva essere pagato una volta si e una volta no! Pian piano il protocollo non solo “è scivolato “ per così dire ad almeno due anni/due anni e mezzo ma addirittura, da ben prima del Covid, nella nostra cara Regione è diventato impossibile effettuare qualsiasi prenotazione: le liste sono sempre chiuse! L’unica ancora di salvezza, se così possiamo definirla, resta l’esame che si fa tramite screening (ti dovrebbero chiamare ogni due anni circa!), dove si fanno degli esami radiografici senza più ne’ ecografia ne’ palpazione! Non viene assolutamente rilasciato alcuna foto della mammografia: io stessa ho dovuto chiamare più volte l’Ufficio Screening per avere almeno due righe circa l’esito della stessa! Comunque l’alternativa a questo disastro esiste: basta correre in qualche Centro Medico, dove, ben pagando, si può fare tranquillamente!
enzo ercolani
4 anni fa
quando il Sanmatteo era il punto di riferimento di Spoleto e del suo territorio, certe cose non succedevano. Poi è subentrato il "sistema regionale", fatto di cup e di tanta (troppa) burocrazia. E' un sistema che, checchè se ne dica, ha incrostato invece di oliare gli ingranaggi. Se a questo si aggiunge il fatto che, oggi, la medicina pubblica è al collasso, si capisce bene il dramma di chi ha un serio problema di salute.Pretendere con forza e determinazione che si torni a finanziare come si deve il Servizio pubblico e, nel nostro caso, a ripristinare come si deve il SanMatteo è l'unica cosa che resta da fare. Lo capiranno mai i nostri cosidetti rappresentanti politici?
Giancarlo
4 anni fa
Per un'operazione simile aspetto da quattro/cinque anni una risposta dall'ospedale di Foligno. Dopo circa un anno dalla preospedalizzazione fatta da loro, ho dovuto ripetere la visita all'ospedale di Spoleto che mi ha operato nel giro di qualche mese. No comment
Teodelapio
4 anni fa
Ma un interpellanza urgente e a risposta scritta a Coletto in Regione alzando adeguatamente il tono della voce e chiamandolo anche a responsabilità di tipo personale... poichè l'impedimento alle cure (e ogni cittadino è in diritto di essere curato), in questo caso assolutamente urgenti, se soprattutto nell'impossibilità poi di poterle sostenere economicamente in maniera autonoma... un cittadino malato, che deve fare??? Non si cura? Non gli si fanno esami? Non gli si fanno interventi? O se gli si fanno è solo quando magari (e speriamo che non sia questo il caso), non c'è più nulla da fare??? Ma chi se ne frega se uno è di destra o di sinistra davanti al valore anche di una sola vita!!! A questo Coletto deve rispondere, alla sua incapacità di organizzare la macchina dell'assistenza sanitaria. Perchè puoi anche trovare tutte le ragioni per poter "chiudere" un'ospedale ma certe "assistenze" soprattutto di medicina preventiva, soprattutto rispetto a certi tipi di malattia, DEVI, per umanità (non per politica), metterle in atto. E viva Dio che si decida di spendere un pò più soldi per la sanità... (perchè quì in Umbria si continua a tagliare???). La Tesei dopo aver portato il proprio Comune di Montefalco sull'orlo del fallimento adesso è tutto d'un botto diventata tanto parsimoniosa proprio a spese dell'ospedale di Spoleto???? Io me ne frego di sforare un bilancio se questo serve ad aiutare gente che sta male e che deve essere curata. Questo ci dovrebbero dire la Tesei e Coletto in Regione!!!! Poi si può anche alla fine andare a Terni o a Foligno ma non dopo 6 mesi per una colonscopia come in questo caso. A Foligno o a Terni ci si deve andare entro al massimo in qualche giorno!!!!
Ergastolo ai responsabili.
4 anni fa
Quando avvengono fatti del genere, una colonscopia a modo mio la eseguirei a tutti coloro che hanno ridotto la sanità italiana in queste condizioni. Ma non mi fermerei li! Per prevenzione, li sottoporrei ad altri "s-piacevoli" trattamenti affinché anch'essi rimpiangano la sanità com'era prima.
pierfrancesco Graniti
4 anni fa
La tutela della salute costituisce la premessa di ogni benessere, oltre a rappresentare, nelle modalità della sua gestione, una delle principali cause della crisi post-covid , oramai accertata, che ha colpito invasivamente gli equilibri psico-fisici della popolazione, diffondendosi anche nell’ambito sociale, nel welfare, nella scuola. Esponiamo alcune considerazioni generali: • Le strategie di contrasto alla pandemia hanno limitato i diritti di libertà e di informazione sulla realtà effettiva dei trattamenti sanitari. • Su scala locale, si è rivelato subito incerto il destino del nostro ospedale “S. Matteo degli Infermi”, riguardo al quale la pandemia ha fornito il pretesto per procedere ad uno smantellamento repentino, mai condiviso, anzi fortemente avversato dalla Cittadinanza. • Tale impostazione ha svelato il disegno politico di favorire la sanita’ privata, ponendo ad alto rischio la erogazione dei servizi sanitari di emergenza-urgenza. Le promesse, numerose volte ripetute, di ripristinare almeno una parte dei servizi sono rimaste disattese, non trovando alcun riscontro, neanche in sede giudiziaria, a seguito dell’esposto presentato con la firma di circa 2000 cittadini. • La nostra Citta’,la nostra popolazione, sono stati persino privati del diritto dei propri figli di nascere nella nostra amata Terra , a seguito della chiusura del PUNTO NASCITE • Ora,i Cittadini hanno il diritto di conoscere le vere intenzioni di chi ci amministra , in merito alla gestione della sanita’ pubblica, secondo le oscure linee del Piano Sanitario Regionale che prevede gli ospedali di prossimita’, in modo confuso e non ancora chiarito. Gli elettori di Spoleto chiedono, pretendono, di conoscere la realta’ dei fatti, non accettando piu’ di dover credere alle vane promesse ed alle menzogne, strumenti di una continua, interminabile, campagna elettorale, intrisa di opacita’. E’ quindi oramai inaccettabile non riuscire ad ottenere quello che ci spetta , per assicurare a Spoleto i servizi ospedalieri essenziali, vale a dire: - ripristino dei reparti basilari, quali: pronto soccorso con tutte le strutture coadiuvanti, terapia intensiva coronarica, punto nascite, pediatria, ginecologia, chirurgia generale, chirurgia robotica - ricostituzione dell’organico del personale medico-sanitario, colmando le carenze indotte dalle diverse, inappropriate, determine regionali - doveroso ripristino del diritto a nascere nella propria, millenaria Citta’ Tali pressanti richieste sono volte a stroncare il diffuso sospetto che esista, come già si è detto, una precisa volontà di procedere alla privatizzazione dell’organizzazione sanitaria, riducendo l’entità dei servizi ospedalieri e rendendoli gradualmente meno efficienti e difficilmente fruibili (a causa del personale fortemente carente, delle lunghe liste di attesa, delle apparecchiature da ammodernare). Pertanto, dopo le numerose , inutili , rassicurazioni, da parte della giunta regionale, ed avendo nel frattempo constatato anche la sostanziale, colpevole, passivita’ dell’amministrazione comunale, unitamente alla pigra acquiescenza dell’opposizione, ambedue incapaci di farsi ascoltare nei luoghi decisionali, ripetiamo che i cittadini non possono piu’ accontentarsi di illusorie promesse , di scadenze sempre prorogate, di programmi fumosi ,tesi solo a perdere tempo. GLI ITALIANI E I CITTADINI PRETENDONO RISPOSTE CHIARE, SUBITO I CITTADINI ELETTORI DEBBONO, IN OCCASIONE DELLE PROSSIME ELEZIONI NAZIONALI, RICORDARSI DI TUTTO CIO’, RIFIUTANDOSI DI VOTARE PER QUEI PARLAMENTARI E QUEI PARTITI CHE HANNO NEGATIVAMENTE, E PURTROPPO DECISIVAMENTE, CONTRIBUITO AL PROGRESSIVO SMANTELLAMENTO DEL NOSTRO OSPEDALE, PRIMA PAVENTATO, ORA SEMPRE PIU’IMMINENTE LA SALUTE E’ UN DIRITTO INVIOLABILE! Pierfrancesco Graniti
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