cultura e spettacolo

Il Festival omaggia Menotti

 

Negli spazi dell'ex monte di Pietà è stata allestita una mostra dedicata al fondatore della kermesse: esposti abiti di scena, bozzetti e foto inedite

 

Prosegue l’interesse del Festival dei Due Mondi nel riportare alla luce i costumi che hanno fatto la storia della manifestazione. Piero Maccarinelli – già curatore della mostra Frammenti di un percorso teatrale, riallestita per Spoleto65 sempre presso gli spazi di Palazzo Collicola ricollocando temporalmente i costumi esposti riconducendoli agli anni menottiani – inaugura la nuova esposizione dal titolo Gli anni Menotti 1958-1998, un omaggio al fondatore del Festival, nominato “Duca” di Spoleto per aver portato nella città umbra le eccellenze del panorama artistico internazionale rendendola celebre in tutto il mondo.

La mostra, situata presso gli spazi dell’Ex Monte di Pietà, parte da una serie di bozzetti originali di costumi e scene teatrali custoditi per anni nei caveaux delle banche di Spoleto e messi ora a disposizione del grande pubblico dalla Fondazione Festival dei Due Mondi dopo un lavoro di recupero e identificazione.

Grazie alla collaborazione con l’Istituto Luce, inoltre, l’esposizione prevede 40 fotografie che testimoniano la ricchezza culturale e mondana e l’internazionalità degli “anni Menotti”.

"Oltre alla genialità del Maestro, al successo della manifestazione concorrevano, almeno fino ai primi anni ‘80, anche la presenza di importanti famiglie italiane e americane che trascorrevano la villeggiatura nelle grandi case della campagna spoletina e umbra» commenta Piero Maccarinelli «abbiamo dunque scelto di esporre i costumi di due opere che ci sono sembrate particolarmente significative di quegli anni, L‘italiana in Algeri del 1969 e Ascesa e rovina della città di Mahagonny del 1972, opere ci sembrano rappresentare al meglio gli incroci culturali e le tendenze artistiche più alla moda all’epoca".

Il pubblico potrà dunque ammirare i costumi di L‘italiana in Algeri, per la regia e scene di Patrice Chéreau, scene di Richard Peduzzi e Patrice Chéreau, costumi di Jacques Schmidt e direzione di Thomas Schippers e i costumi e bozzetti di scena (che la Fondazione Festival dei Due Mondi conserva nella quasi totalità) di Ascesa e rovina della città di Mahagonny di Kurt Weill e libretto di Bertolt Brecht per la regia di Giuseppe Patroni Griffi, scene di Claudio Cintoli e Ferdinando Scarfiotti e costumi di Gabriella Pescucci.

Grazie alla collaborazione di Casa Menotti Centro di documentazione sul Festival dei Due Mondi, infine, la mostra si amplia con una serie di filmati d’epoca, che ripercorrono gli anni dal 1958 al 1998, e con immagini ridigitalizzate dei reportage trasmessi dai cinegiornali Radar e Luce rimontate da Roland Sejko.



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