cultura e spettacolo
Luigi Piccioni: ruggine, anima, arte
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Luigi Piccioni: ruggine, anima, arte
L'artista spoletino raggiunge picchi spirituali che rapiscono. Per chi davvero ama l'arte, da non perdere la sua galleria in via del Mercato
La ruggine come elemento che cattura l’anima dei soggetti, le loro emozioni, forse i pensieri. Luigi Piccioni non è certo una scoperta di oggi, ma la sua inarrestabile passione e la curiosità per lo studio dei materiali spingono il pittore spoletino verso picchi sempre più originali e spirituali. E proprio l’introspezione viene esaltata da questa tecnica, che raggiunge il proprio acme nella rappresentazione dei sette vizi capitali, tutti esposti nella galleria personale dell’artista, in via del Mercato.
Cresciuto nell’ambiente figurativo spoletino e formatosi, poi, nella Roma in fermento degli anni Settanta, Piccioni ha attraversato varie fasi di ricerca artistica, fra le quali ampio spazio merita l’astrattismo, in un’evoluzione continua che lo ha portato, maturo, all’espressione più nobile del figurativo attraverso la sperimentazione dei materiali, anche quelli più insoliti e poveri, come appunto è la ruggine. La sua “sobria eleganza” ha ricevuto l’omaggio di Vittorio Sgarbi, che ne apprezza l’abilità tecnica e la versatilità strumentale, mentre per Alberto D’Atanasio il modo di fare arte di Piccioni “coinvolge e fa tradurre l’universo interiore in immagini che sembrano istantanee di un caos che si sta trasformando in cosmo”.
E a proposito dei vizi, o dei peccati, capitali: l’ottavo sarebbe quello di non passare in via del Mercato ad ammirare le opere di Piccioni, che insieme rappresentano un viaggio nell’anima di ciascuno di noi.
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