cronaca

La determinazione dei pediatri spoletini

 

Restano ancora molte le nubi sul ripristino del Punto Nascite dell'ospedale 'San Matteo degli Infermi': la situazione

 

La battaglia che la nostra associazione sta facendo da mesi per il ritorno del Punto nascita a Spoleto vede in prima linea, in questi ultimi tempi, i pediatri del SanMatteo, fortemente intenzionati ad un ritorno alle condizioni preCovid ossia ad un ripristino della guardia h24.

I pediatri, e non solo i pediatri, sono infatti più che consapevoli che la "salvezza" dell'Ospedale, ovvero il recupero del suo carattere di Presidio dell'Emergenza Urgenza, è garantito, al di là delle chiacchiere, solo dal ritorno del Punto Nascita. Ed il Punto nascita, fortemente voluto anche dalle popolazioni della Valnerina, non può prescindere dalla presenza costante del pediatra e dalla funzionalità del Reparto e del Nido.

All'associazione risulta sia stato predisposto un turno di servizio che, dal mese di maggio, assicurerebbe una guardia pediatrica attiva diurna h12, dal lunedì alla domenica. Per tale turnazione ci si avvarrebbe ovviamente della collaborazione dei pediatri libero professionali reperiti sul "mercato", così come avviene ad Orvieto, non essendo sufficienti i tre strutturati. 

Risultano in aggiunta, all'associazione, i seguenti fatti: detta turnazione dovrà essere approvata dalla Direzione Sanitaria del Sanmatteo, dott.ssa O. Rossi e dalla folignate dott.ssa B. Messini, attualmente facente le funzioni del Primario. E' ovvio che entrambe potrebbero anche non dare la loro approvazione (assumendosi, in questo caso, una responsabilità non da poco).

Sono stati presi contatti con il Sindacato, evidentemente sensibile più di altri a che venga ripristinata la funzionalità di un settore molto importante per un'adeguata assistenza all'utenza.  

C'è stato un  lungo incontro dei pediatri con il Primo Cittadino di Spoleto, il quale si è mostrato molto attento ai problemi esposti, dichiarandosi nel contempo disponibile alla loro soluzione. Le osservazioni che ci sentiamo di fare, alla luce di quanto sopra, sono le seguenti:

1) è del tutto superfluo ricordare i risparmi che da anni l'Azienda sta effettuando sulla pelle degli spoletini, attraverso la graduale eliminazione di servizi basilari e la non sostituzione del personale venuto a mancare per svariati motivi. Ci si augura pertanto che non si continuino ad evocare difficoltà economiche per fare quello che c'è da fare, perché ci sembrerebbe semplicemente la classica scusa  per non smettere , non facendo, di  danneggiare Spoleto,

2) ad oggi, guardando alla situazione che si è creata, appare sempre più discutibile, e quasi al limite dell'ipocrisia, la promessa a suo tempo fatta dalla Regione, da cui l'USL dipende: dopo la chiusura per il Covid l'Ospedale di Spoleto tornerà ad essere quello che era.



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