politica

Manca la maggioranza, salta il consiglio comunale: insorge l'opposizione

 

'Stigmatizziamo ancora una volta l’inadeguatezza assoluta di questa Amministrazione'

 

Riceviamo e pubblichiamo la nota firmata dai consiglieri di opposizione Maria Elena Bececco, Diego Catanossi, Giancarlo Cintioli, Alessandro Cretoni, Alessandra Dottarelli, Sergio Grifoni, Paolo Imbriani, Paolo Piccioni e Gianmarco Profili riguardante l’ultima seduta del consiglio comunale.

"L’ultimo Consiglio Comunale, convocato per la discussione di argomenti importanti ed urgenti, si è concluso con un nulla di fatto, per mancanza del numero legale. Eppure eravamo chiamati a discutere di:

- l’approvazione del nuovo schema di convenzione per la centrale di committenza, nonché quello tra Comune e Archidiocesi di Spoleto-Norcia;

- la richiesta per la sdemanializzazione e l'acquisizione di una piccola ansa interna all'abitato di Azzano;

- numerose mozioni ed interrogazioni che attendono di essere adeguatamente trattate.

I Consiglieri di maggioranza, infatti, non sono stati in grado di garantire il numero legale in aula, visto che, dopo un fuggi, fuggi, sono rimasti solo in 11. E non potevano certo pretendere che fossero state le forze di opposizione ad assicurarlo, dal momento che, con l’arroganza dei numeri, qualche minuto prima, ci hanno negato di poter discutere subito la scottante mozione riguardante il portavoce. 

Non ci rimane quindi che stigmatizzare ancora una volta l’inadeguatezza assoluta di questa Amministrazione che, dapprima si fa forte con la logica dei numeri, per poi farli mancare quando servono. È un comportamento carico di infantilismo, improvvisazione e deleterio dilettantismo politico che, calati nella gestione del Consiglio Comunale, significa calpestare la dignità delle Istituzioni a danno della città.

Dopo oltre sei mesi dalle elezioni, dopo inutili passerelle e fumosi propositi, ci aspettiamo qualcosa di concreto e di effettivo. Spoleto non può più attendere".



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I commenti dei nostri lettori

Ci risiamo di nuovo.

4 anni fa

Già dalle prime schermaglie che si sono verificate in Comune, tra la maggioranza e l'opposizione, si poteva intuire della necessità del biberon per una piccola parte dei Consiglieri. Invece, purtroppo, bisogna prendere atto che non è così. I fatti che stanno avvenendo ci evidenziano come questo tipo di oggetto se lo contendono in molti. Proprio per questo motivo se, in prossimità della sede dove si odono i rumori dei primi vagiti politici, a qualche intraprendente spoletino venisse l'idea di aprire un qualche negozio adibito alla vendita di oggetti infantili, relativi al primo anno di vita, non bisognerebbe stupirsi. Tutto sommato non sarebbe un'idea non strampalata. La merce in vendita dovrebbe riguardare dei pannolini, delle creme disinfiammanti, del borotalco (possibilmente profumato), del latte in polvere, dei ciucci, della camomilla, dei biberon e dei ciondoli per distrarre i nascituri quando si lamentano e sono svegli. Sia perché non digeriscono la poppata, sia perché avvertono dei piccoli dolori intestinali. Con un negozio così, è quasi sicuro che chi affronterebbe questo rischio non farebbe un cattivo affare, dato che a Spoleto ogni mandato elettorale dura molto meno del previsto e che le nuove nascite "politiche e partitiche" non si fanno desiderare. Avallato dal fatto che, bensì ai nascituri viene dato un altro nome, le loro idee, le loro abitudini, la loro mentalità, il loro comportamento, i loro vizi e la loro litigiosità rimangono sempre uguali. E anche la durata dei mandati. Quindi, l'apertura di un negozio così, oltre a fungere da esempio a chi le promesse le fa e non le mantiene, crea in città un nuovo posto di lavoro. E dato il perdurare di questa situazione che si verifica in Comune, lo stupore dei cittadini non durerebbe un gran che, visto che si accorgerebbero presto della necessità di acquistare alcuni prodotti necessari per la salute delle loro "creature". Infatti, essi, conoscendoli bene per averli generati e portati in grembo, si precipiterebbero in massa a fare acquisti per fargli dono. Con la speranza che reagiscano bene esternando verso di loro, di tanto in tanto, un sorriso e qualche ruttino.

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