cronaca

Maltrattamenti in famiglia, arrestato marito violento

 

La moglie lo ha denunciato dopo i soprusi vissuti negli ultimi anni: immediato l'intervento dei carabinieri

 

Nel corso del fine settimana il personale della Compagnia di Spoleto ha messo in atto un’azione rapida ed efficace a tutela di una donna vittima di maltrattamenti reiterati nel tempo. Nel dettaglio, nella giornata trascorsa, su segnalazione al 112 da parte di una signora, i militari della stazione di Giano dell’Umbria intervenivano presso l’abitazione della propria madre ove la donna insieme al figlio minore si era recata dopo aver avuto il coraggio di denunciare qualche giorno addietro i soprusi e le violenze subite, negli ultimi anni, dal marito convivente.

L’azione d’intervento tempestiva dei Carabinieri ha consentito di individuare l’uomo in flagranza di reato, davanti alla porta di ingresso dell’abitazione, mentre manifestava atti violenti, con calci e pugni, contro il portone, insistendo a suonare il campanello e urlando frasi minacciose nei confronti della donna. Tale comportamento creava un forte stato di ansia e di agitazione nella moglie, spaventando il figlio minore che si chiudeva in un pianto straziante.

La richiesta d’intervento al 112 da parte della vittima –invitata in sede di denuncia a segnalare rapidamente eventuali condotte gravi ad opera del marito- e la professionale opera svolta dai militari dell’Arma, consentiva di porre fine alla condotta violenta, minacciosa e dal forte impatto psicologico sulle vittime. L’uomo veniva tratto in arresto e per lui, dopo le formalità di rito si aprivano le porte del carcere di Spoleto.

L’aspetto importante da sottolineare di questa triste vicenda attiene alla capacità di creare “empatia” nel rapporto vittima - Carabinieri, ossia costruire un rapporto di fiducia per la risoluzione delle violenze reiterate nel tempo e mai oggetto di denuncia fino a pochi giorni fa. 

Tale connotazione di fiducia nell’Istituzione confermata dalla chiamata al 112 e la pronta e reattiva risposta dell’Arma, rappresentano la formula più idonea di contrasto a forme di violenza di genere, anche per consentire alla Magistratura, attraverso un quadro esaustivo degli operanti, di adottare i provvedimenti maggiormente idonei.  Le fattispecie di reato in materia di codice rosso rappresentano oggi una delle priorità nel lavoro dell’Arma dei Carabinieri, che deve costantemente improntare il proprio operato volto a instillare fiducia nelle istituzioni, garantendo professionalità e senso di tutela, come in questo caso in cui la donna ha ritrovato il proprio “rifugio” nella Stazione dei Carabinieri di Giano dell’Umbria, ove richiedere aiuto per le violenze subite da anni e mai denunciate in passato.

Tale opera di sensibilizzazione dei militari che ricevono le denunce, nel creare empatia con le vittime delle violenze di genere e l’azione istituzionale sinergica con le associazioni di settore in relazione alle vittime (cd. fasce deboli) rappresenta la strategia che il Comando Provinciale di Perugia sta approntando in tutte le Stazioni dipendenti adottando un “format” unico di trattazione della materia presso ciascuna delle 9 Compagnie territoriali, tra cui si annovera anche quella di Spoleto, incentivando il dialogo con il cittadino/potenziale vittima anche mediante cicli di conferenze e incontri presso le piccole comunità del territorio.



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