Che poi diciamocelo...

Universo scuola: Intervista a Silvia Mattei – Dirigente II Circolo Spoleto

 

Che poi diciamocelo: le persone fanno la differenza e la differenza oggi è il futuro

 

“Se qualcuno mi domandasse quali parole assocerei d'impatto alla scuola che dirigo mi verrebbero in mente subito: accoglienza, comprensione, professionalità, innovazione e, perché no, vorrei aggiungerne una: divertimento”. 

Così inizia la mia chiacchierata con Silvia Mattei, Dirigente Scolastico del Secondo Circolo di Spoleto, che ha risposto alle mie domande con la semplicità e la professionalità che la contraddistingue, guardando alla sua scuola con lo sguardo materno di chi la considera una creatura da sostenere e far crescere insieme al suo personale docente e insieme ai ragazzi stessi. 

Partiamo da oggi. Il momento che stiamo vivendo è particolare per il mondo scuola. Da un lato la sicurezza, dall’altro la necessità di dare ai ragazzi una risposta educativo/didattica. La didattica a distanza è ormai un dato di fatto e probabilmente va resa quanto più efficiente ed efficace possibile affinchè non sia “tempo perso”. Lei e la scuola come vivete questo frangente?

La nostra scuola ha investito tantissimo nell'attuazione della didattica a distanza che si attiva in qualsiasi momento si registri la chiusura di un plesso scuola o anche di una singola classe. Altrettanto si è investito per la Ddi, la didattica digitale integrata, che accompagna ogni giorno dell'anno i bambini che, per qualsiasi necessità, abbiano esigenza di un collegamento da casa perché malati oppure per particolari condizioni riguardanti la propria famiglia. 

In questi giorni la scuola si trova in Dad e proprio per dare un'ampia e pronta risposta agli alunni è stato costituito un orario che possa essere pedagogicamente corretto e che quindi non è identica copia dell'orario della scuola in presenza ma è adattato alla capacità di comprensione e di efficacia della lezione in base ai bambini ai quali si rivolge, prevedendo un monte ore in crescendo dai bambini di prima a quelli di quinta elementare. Per sfruttare appieno questo tempo gli insegnanti si sono anche resi disponibili ad aggiungere all’orario di lezione alcune ore dedicate a chi avesse particolari necessità, dal recupero alle eccellenze, per poter portare avanti nel modo più efficiente ed efficace gli obiettivi previsti nel piano dell'offerta formativa. Abbiamo previsto anche il collegamento con i bambini dell'infanzia per attuare la lead, cioè quei legami educativi a distanza che gli insegnanti sono tenuti ad avere per mantenere il filo educativo che era stato instaurato fino al momento in cui la scuola è stata attuata in presenza. Quindi anche i piccoli dell'infanzia hanno, su tutti i plessi, orari brevi, che vanno da una ad un massimo di due ore dedicate nel corso della giornata, durante le quali possono assistere alle lezioni, naturalmente aiutati dai propri familiari. Per essere di supporto a tutta la sua utenza la scuola ha investito dei fondi per l'acquisto di materiali informatici (tablet e computer) per far sì che non ci possa essere nessuna mancanza materiale che blocchi il proseguimento dell'attività educativa.

Lei “dirige” più di una struttura e vede tra le schiere dei suoi bambini (posso testimoniare che per Silvia Mattei sono veramente tutti i suoi bambini) la maggior parte dell’utenza della città e della prima periferia, dalla più tenera età fino al primo “traguardo”, quello che da bambini li lascia quasi adolescenti in prima media.

Nel nostro circolo ci sono dieci plessi: sei dell'infanzia e quattro della primaria. Siamo tutti in attesa del ripristino di un plesso della primaria, il famoso plesso della Francesco Toscano, che manca in via Cerquiglia dai giorni del terremoto ma che presto, grazie all'importante impegno dell'Amministrazione Comunale, ci verrà restituito in perfette condizioni e anche con una struttura migliorata che permetta di vivere ed imparare con quel meccanismo di simbiosi che tanto giova all’apprendimento. Devo comunque sottolineare che il plesso “Francesco Toscano” si trova dislocato nell'oratorio di San Nicolò: una struttura inaugurata da noi lo scorso anno, piacevole da vivere grazie alla sua modernità, agli ambienti ampi, luminosi ed estremamente silenziosi e sicuri con un giardino interno che è completamente riservato ai bambini. Tutti gli altri plessi sono dislocati in città e nella prima periferia e grazie alla loro posizione ci permettono di servire ed essere un punto di riferimento per tutta l’utenza che da tanti anni ci sceglie per la formazione dei suoi ragazzi. E di questo siamo sempre profondamente felici. 

I bambini oggi hanno bisogno di essere formati al passo con i tempi di oggi che sono molto diversa da quelli di ieri. Hanno bisogno di stimoli diversi, modalità diverse, progetti che li coinvolgano al di là del mero apprendimento. Quale approccio assicura un seguito in questo tempo così strano e quali sono i progetti che aiutano questi bambini ad apprendere “al passo con i tempi”? 

Se parliamo di approccio, come dicevo prima, credo che gli insegnanti si debbano divertire e debbano sapersi porre al piano degli alunni che ospitano, se proprio a loro piace divertirsi con i bambini trasmettono questa dinamica ludica affiancata all'educazione ed alla didattica e trovo sia un grande punto di forza. Insieme a questa modalità di insegnamento che ci contraddistingue partecipiamo a tantissimi progetti finanziati, in modo particolare ai Pon, che permettono di arricchirci sotto tanti aspetti che siano didattici o di implementazione tecnologica. Solo per citarne alcuni: il progetto per le reti cablate che ci daranno connessione ed alta funzionalità, il progetto vinto e finanziato per la prossima dotazione di tutte le aule (dall’infanzia alla primaria) di digital board proprio per rendere l’apprendimento sempre più coinvolgente ed al passo con le esigenze dei nostri giovanissimi studenti. I progetti messi in atto per promuovere la socialità e l’inclusione scolastica attraverso attività ludica, motoria e sportiva e, tra i progetti a cui intendiamo partecipare e che accresceranno direttamente il bagaglio dei nostri bambini, c’è Edu-Green che permetterà di realizzare un laboratorio di sostenibilità per sistemare orti e giardini in modo che siano innovativi e sostenibili a fini didattici. E poi il progetto Erasmus che ci contraddistingue e che ci ha permesso un’importante mobilità in tutta Europa e che da quest’anno, in via del tutto eccezionale ci vedrà partire anche con la mobilità riservata agli studenti, proprio per sperimentare questa grande forma di apertura verso gli altri e verso il mondo.

La scuola si impegna moltissimo ad offrire un'offerta didattica gratuita, perché è giusto, secondo la mia visione, che tutti i servizi, specialmente in queste fasce d’età, non comportino spese aggiuntive per i genitori specialmente in questo periodo importante di crisi che si sta vivendo, tant'è vero che offriamo laboratori di inglese a partire dalle classi terze, finalizzati anche all'acquisizione di certificazioni europee o finalizzati comunque a migliorare questa importante disciplina che permetterà loro di diventare cittadini del mondo. 

La scuola moderna è anche moderne attrezzature, ne abbiamo parlato in riferimento alla dad ma sappiamo quanto sia importante per docenti ed alunni essere dotati di spazi che siano a misura di bambino e supporti per svolgere le lezioni. 

Stiamo curando tantissimo “l'arredamento”, nella nostra scuola è prevista una funzione strumentale per gli ambienti innovativi e didattici e per il benessere a scuola cerchiamo in tutti i modi, anche attraverso un’importante campagna di sponsorizzazione, di avere fondi che ci permettano di costruire materialmente delle aule che siano veramente attraenti, funzionanti, funzionali e dove il benessere nello stare porta alla piacevolezza dell’apprendere.



I commenti dei nostri lettori

Francesco

7 giorni fa

Bravissima la "Direttrice" che giustamente sottolinea l'importanza delle strutture e delle tecnologie a supporto della didattica che sia DAD o in presenza. Ma mi chiedo, oggi, come scuola, come dirigente, o come docente quale è il riferimento pedagogico-didattico che si intende sostenere o invece viene, come appare di consueto, lasciato al caso o all'improvvisazione dei singoli? Mi vengono in mente dirigenti del passato che orientavano, forse condizionando anche troppo la libertà di insegnamento del docente, ma che avevano la funzione di caratterizzare in modo chiaro la linea pedagogica della scuola. Oggi mi pare, ma spero di sbagliare, che questo indirizzo dettato dai dirigenti e sostenuto dai docenti sia oramai un riferimento superato oberati come sono da tanti impegni, progetti, dalle dimensioni degli istituti e dal fatto di essere diventati manager hai quali è chiesto solamente che tutto funzioni. (Che è tantissimo in questo contesto!)

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