le interviste di Sol

Verso il ballottaggio - a tu per tu con Sergio Grifoni

 

Il candidato sindaco di Obiettivo Comune su sviluppo economico, infrastrutture, diritto alla salute e ospedale

 

Spoletonline incontra Sergio Grifoni (Obiettivo Comune) alla vigilia del ballottaggio per la carica di sindaco di Spoleto.



I commenti dei nostri lettori

Sergio Grifoni

12 giorni fa

Roberta Privitera, potrei ribattere punto per punto alle tue assurde critiche, ovviamente di parte, ma non lo faccio solo perché la Spoleto che immagini è lontana anni luce da quella che io desidero che diventi.

Roberta Privitera

12 giorni fa

Caro Grifoni, Da 15 anni con la sua associazione, si è occupato dell’ospedale di Spoleto. Da 15 anni ad ora l’ospedale di Spoleto non ha subito miglioramenti, anzi… Sul fatto che essere nati e vissuti in una città sia automaticamente garanzia di supremo amore e impegno per la stessa, mi permetto di dissentire: più di una persona ha operato con competenza, intelligenza e cuore per Spoleto e, guarda caso spesso non erano e sono spoletini. So anche che precedenti amministratori, in nome della ‘sprovincializzazione’ della città, hanno compiuto e lasciato si compissero i peggiori sprechi e scempi dal punto di vista urbanistico. Scusi, ma lei ragiona da antiquato: la gente vuole tornare alla vita tranquilla e a misura d’uomo nei paesini di provincia! Trenta anni fa a Spoleto c’era silenzio, pace, aria pulita, poche macchine, rapporti umani e adesso è sempre più simile alle grandi caotiche città da cui tutti vogliono scappare. E che dire del LIDL, un po' troppo vicino al nostro -e suo- amato e odiato ospedale nonché ad un altro, preesistente, supermercato, che non è certo spoletino (come le sue maestranze?)…e non mi sembra che lei abbia fatto nulla per impedire l’istallazione di questo ennesimo ‘ammazzabotteghedelcentrostorico’ né l’abbattimento di una struttura esemplare, d’avanguardia, di archeologia industriale che ha fatto la gloria, l’economia e la storia di Spoleto come la riconoscenza e l’affetto degli spoletini. Ecco perché tremiamo al pensiero dei tanti milioni che dice di voler investire per opere probabilmente faraoniche quanto inutili e dannose. Opere che daranno guadagni e prestigio a lei e ai suoi sodali. Già, perché essere nati e cresciuti in un dato posto in cui si coltivano e intrecciano relazioni tutta la vita, dà l’indubbio vantaggio di ‘sapersimuovereeavereicontattigiusti’ ma espone l’indigeno primo cittadino a pressioni di amicizie e parentele da accontentare…cosa che rischia in misura minore l’oriundo. Riassumo e chiudo con due mie idee: che i ‘meticci’, generalmente - e chi ha animali lo sa bene - sono più intelligenti, simpatici, affettuosi e sani dei cani di razza con pedigree e questo principio vale spesso anche per le persone. E che un cucchiaio non conoscerà mai il sapore della minestra pur essendone immerso. Ci vuole un elemento esterno: il senso del gusto di chi la assaggerà. E che un posto non si ama per nascita ma per scelta…soprattutto per scelta, garantisco personalmente.

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