società

Sellano e la Valnerina si ribellano allo spopolamento

 

Messo a punto un programma di idee ed iniziative nel corso della festa dal titolo 'Liberetà', promossa dallo Spi-Cgil. 'Queste zone, in assenza di progetto adeguati, rischiano di morire'

 

Grande successo ha avuto lo svolgimento della festa di 2 giorni dello Spi-Cgil (Liberetà) a Sellano. Nell’ultima giornata, aperto dalla relazione di Mario Bravi, si è svolto un dibattito pubblico al quale sono intervenuti, tra gli altri, il sindaco di Sellano, Attilio Gubbiotti, il segretario provinciale della Cgil di Perugia Filippo Ciavaglia, la segretaria regionale dello Spi Cgil Umbria Maria Rita Paggio, il professore Daniele Parbuono (antropologo dell’Università di Perugia).

In questo dibattito si è definito un programma di iniziative finalizzato a contrastare lo spopolamento di Sellano e della fascia appenninica. Sellano ha 12 abitanti per kmq e un indice di invecchiamento pari al 466%, dati simili sono presenti nei comuni circostanti. "Questo significa che se non si mettono in campo progetti economici e sociali adeguati, in tempi rapidi, queste zone rischiano di morire, con una perdita consistente per tutta l’Umbria. Serve per questo la consapevolezza che Sellano e tutta la Valnerina rappresentano una miniera nascosta, un miniera che va messa a valore".

Infatti in quel territorio ci sono ben 102 chiese con  affreschi di enorme valore artistico risalenti al MedioEvo e il recupero di Postignano è un esempio mondiale di valorizzazione di un borgo  appenninico. "Serve un progetto per il territorio, progetto su cui convogliare le risorse del Pnrr e dei fondi europei: inoltre c’è da vincere la sfida della ricostruzione dopo il sisma del 2016. Da subito occorre investire nella sanità pubblica, per sostenere gli anziani nel territorio creando una rete di assistenza domiciliare integrata. In sintesi da Sellano emerge un programma di iniziative, di contrattazione e di mobilitazione con un obiettivo centrale: ripartire dal territorio per costruire un nuovo modello di sviluppo".



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