cultura e spettacolo
Antonio Scalero, il Maestro di Menotti e di tanti altri Grandi
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Antonio Scalero, il Maestro di Menotti e di tanti altri Grandi
Convegno a Saluzzo sul grande compositore e insegnante di Moncalieri, dal quale andò a scuola il padre del Festival dei Due Mondi
L’eredità artistica di Rosario Scalero torna alla luce in un convegno dedicato al Maestro di Moncalieri, tra i cui allievi figurano Gian Carlo Menotti e Nino Rota. Venerdì 17 settembre, in occasione dei 150 ani dalla nascita del celebre musicista, nella sala Verdi della Scuola di alto perfezionamento musicale di Saluzzo (Cn) a partire dalle 9.30 avrà inizio il convegno internazionale di studi “Rosario Scalero: un Maestro tra due Mondi”, con il patrocinio della Società italiana di Musicologia.
Il programma della giornata di studi, predisposto da un comitato scientifico presieduto dal decano dei musicologi italiani Alberto Basso, prevede tredici interventi molto vari per tema e approccio scientifico, a testimonianza della ricchezza e della complessità della figura di Scalero. I relatori, ricercatori e musicisti di assoluto rilievo, affronteranno dai propri specifici punti di vista un personaggio quantomai sfaccettato e sfuggente ad ogni definizione se non a quella, forse generica ma quantomai calzante, di “Maestro”.
Dalla sua formazione alle opere della maturità, fino all’attività di di insegnante di composizione, quella forse per la quale è più ricordato malgrado la qualità assoluta dei suoi lavori compositivi: allievi come i già citati Rota e Menotti, cui si aggiungono altri grandi del calibro di Samuel Barber o Antonino Riccardo Luciani, sono tutti passati per le sue aule alla Mannes School di New York e al prestigioso Curtis Institute of Music di Philadelphia.
Non mancheranno gli itinerari attraverso l’ampia e inedita documentazione dell’archivio, dal carteggio con la moglie Clementina negli anni giovanili alle testimonianze della figlia Liliana, attraverso cui prende forma la biografia quasi avventurosa di un uomo di talento e di successo, continuamente in viaggio tra due Mondi tanto lontani.
Infine, chi fosse interessato a conoscere più da vicino l’archivio di Scalero, oggi intitolato all’erede Monique Arnoldi de Ruette, nella mattinata di sabato 18 settembre sarà possibile visitare il Centro di Documentazione dell’Istituto per i Beni Musicali in Piemonte, dov’è conservato.
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I commenti dei nostri lettori
Teodelapio
5 anni fa
Ecco, tante presentazioni di liste più o meno "civiche" (così e così...), tante conferenze stampa, per dire tutti le stesse identiche cose sulle "cose da fare" per Spoleto. Tutti senza scendere in un particolare vero, un progetto già disegnato con e per uno scopo delineato e riscontrabile se giusto e giustificabile e, soprattutto, se credibile e se veramente realizzabile. Dire che se ne deve fare, per esempio, una capitale della cultura è sicuramente bello e riempie la bocca o presentare chi eventualmente potrà essere (nel caso) il prossimo assessore alla cultura, non è propriamente dire cosa si intende realmente fare, dove inizia e soprattutto a cosa vuole portare l'eventuale "progetto". PRENDIAMO ESEMPIO DA QUELLO CHE STA FACENDO SALUZZO, perchè non serve mettere in campo progetti "faraonici" e/o impegnativi economicamente; bastano idee anche semplici ma che "richiamano" orecchi di chi vuole asoltare, occhi di chi vuole vedere, teste che vogliono capire e... anche le "sagre" paesane con le fiere, a mano a mano, acquisteranno sempre più valore per tutti, nessuno escluso.
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