cronaca

'Oltre 400 candidati al consiglio comunale e 7 aspiranti sindaco? Triste'

 

L'arcivescovo Boccardo lancia un messaggio alle forze politiche che si presenteranno alle prossime elezioni: 'Ora, più che mai, abbiamo bisogno di lavorare insieme per il bene della città'

 

“Il fatto che ci siano oltre 400 candidati al consiglio comunale e 7 aspiranti sindaco è positivo. Significa che c’è grande coinvolgimento ed un desiderio di fare qualcosa di buono per la città. Al tempo stesso, però, può rappresentare un segno particolarmente triste che denota un’incapacità di mettersi insieme ed il voler affermare e difendere la propria posizione, piccola o grande che sia”.

Lo ha detto oggi l’arcivescovo della diocesi di Spoleto-Norcia Renato Boccardo, nel corso della cerimonia di presentazione del restauro delle scalinate della chiesa di San Pietro (finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto). Il presule, alle tante forze politiche in campo che si presenteranno alle prossime elezioni comunali, ha voluto spedire un messaggio specifico: “Superiamo le divisioni. Costruiamo le unità, fatta di differenze, e mettiamoci insieme per il bene di Spoleto. Una città ammirata dai turisti ma che tante volte dà l’immagine di essere dilaniata in sé stessa. Abbiamo bisogno, più che mai, di lavorare insieme ed impegnarci tutti per il bene comune”. 



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I commenti dei nostri lettori

monica

5 anni fa

Pur, anch'io, condividendo nel merito parte delle osservazioni di Mons. Boccardo, concordo e sottoscrivo pienamente la "Lettera aperta a Monsignor Renato Boccardo"; aggiungendo, modestamente, che le indicazioni di voto ( senza ipocrisia perchè è noto che ci siano) della Chiesa Diocesana e non, non sono sempre state ottimali nè lungimiranti.

Lettera aperta a Monsignor Renato Boccardo

5 anni fa

Ecc.mo Monsignor Boccardo, consenta alcune considerazioni di un “laico devoto”, per dirla con la definizione del mio omonimo Giuliano Ferrara, in merito alle Sue parole nel corso della cerimonia di presentazione del restauro delle scalinate della chiesa di San Pietro, a prescindere dal contesto in cui sono state pronunciate. Desidero preliminarmente riconoscerLe un utilizzo dell’ arte retorica, ormai sconosciuta ai più, specialmente nella figura dell’ ossimoro (oscura chiarezza o chiara oscurità) laddove Lei parla di positività triste, unità nelle differenze e di città ammirata e dilaniata. Orbene, Lei valuta positivo ma triste che nel Comune di Spoleto, nelle elezioni ormai prossime, ci siano sette candidati a Sindaco. Ne preferiva forse solo uno, magari nominato dal Governo, come il Podestà di antica memoria? O forse due, come Caino ed Abele? O tre, come i Moschettieri? O quattro, come i Cavalieri dell’ Apocalisse? Qual era il numero giusto? Non continuo, ma sono sette, come i bracci della Menorah (candelabro) ebraica. E’ questo che le da’ fastidio? Lei, pur essendo cittadino italiano, risponde della Sua Funzione all’ unico Stato di Monarchia Assoluta e Teocratica del mondo, e forse non comprende fino in fondo che la Repubblica Italiana si fonda sulla Democrazia e sulle sue Leggi, comprese quelle che regolamentano le Elezioni Comunali, e consentono ai cittadini piena libertà di scelta. Io, da privato cittadino, posso avere opinioni che potrebbero anche nel merito essere condivise con Lei, ma in una conversazione privata, e non dalla Cattedra privilegiata dalla quale Lei può esprimersi. Lei è un Pastore di Anime, e non di schede, e la Democrazia, per quanto sbilenca, forzata o non ancora pienamente attuata, è pur sempre la forma migliore per governare una Società ed uno Stato. “Libera Chiesa in Libero Stato” non la ho inventata io, ma aggiungo anche “Libero Stato in Libera Chiesa”. Con tutto il rispetto che Le debbo. Giuliano Maria Mastroforti

Oblivion

5 anni fa

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