cultura e spettacolo
Mena Mark Hanna nuovo direttore generale dello Spoleto Festival Usa
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Mena Mark Hanna nuovo direttore generale dello Spoleto Festival Usa
Soddisfatta della nomina la direttrice artistica della kermesse Veaute: 'Condivido con lui lo spirito e la volontà di proporre una programmazione artistica innovativa'
La direttrice artistica del Festival dei Due Mondi di Spoleto Monique Veaute si è congratulata per la nomina di Mena Mark Hanna come nuovo Direttore Generale del Festival di Spoleto USA. Hanna arriva a Charleston dalla Barenboim-Said Akademie di Berlino, dove è stato Preside fondatore e professore di Musicologia e Composizione. Nel suo nuovo ruolo, Hanna porterà avanti l'impegno di Spoleto a produrre e presentare una programmazione artistica innovativa e di livello mondiale attraverso le discipline dello spettacolo, e di fornire una piattaforma per artisti giovani e affermati.
Soddisfatta della nomina la direttrice artistica della kermesse Veaute. "Sono felice di trovare nella nomina di Mena Mark Hanna un artista e un direttore dal profilo e dal curriculum di altissimo prestigio. Con Mena condivido lo spirito e la volontà di proporre una programmazione artistica innovativa, di condividere e scambiare progetti e idee per dare nuova linfa alla relazione tra le due prestigiose istituzioni. A lui le mie più vive congratulazioni".
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I commenti dei nostri lettori
Signor Smith
5 anni fa
Ah, dimenticavo, Mena Mark Hanna (scrive il New York Times) è figlio di emigranti egiziani ed ha 37 anni. No, non 57, venti di meno... 37. https://www.nytimes.com/2021/07/13/arts/music/mena-mark-hanna-spoleto-festival.html Ma l'America è lontana, Dall'altra parte della luna, Che li guarda e anche se ride, A vederla mette quasi paura. Anna e Marco - Lucio Dalla, 1979
Signor Smith
5 anni fa
I rapporti tra lo "Spoleto Festival USA" ed il "Festival dei (una volta) Due Mondi" sono misteriosi... dalla rottura, storicamente compiuta in piena epoca menottiana (resta da vedere se la rottura fu con Menotti o con Spoleto), ai timidi tentativi di riavvicinamento degli anni passati, sino al "dongiovannesco" convitato di pietra di cui si è (ri)cominciato a parlare più insistentemente in tempi recenti, ma che, andando al sodo, nessuno ha visto. Nella città di Charleston il solo nome di Spoleto è un talismano prezioso: genera simpatia, amicizia ed ammirazione... basta qualificarsi come "di Spoleto" per vedersi aprire ogni porta, e sentirsi accolti con le attenzioni dovute ad un ospite di grande importanza. Eppure qui, nella vera Spoleto, il nome Charleston non dice quasi più nulla... un ballo da Belle Epoque, un albergo del centro che ha scelto questo bizzarro nome... se Spoleto ed il Festival, che attraverso il Sindaco "sono" la stessa cosa, avessero la cognizione di quale patrimonio di richiamo ad attrattiva il solo nome "Spoleto" rappresenta, si getterebbero a capofitto nel tentativo di ripristinare quei legami che il tempo ha troppo allentato. Eh, certo, bisognerebbe conoscere a parlare l'inglese...
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