cronaca

Mancata ricostruzione dell'ospedale di Norcia, i cittadini scrivono a Mattarella e a Draghi

 

Le criticità, ancora esistenti a 5 anni dal sisma, segnalate in una lettera inviata anche al presidente della Regione Tesei

 

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che il gruppo di cittadini “A Gran Voce Norcia” ha voluto inviare al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi, al Commissario Straordinario alla Ricostruzione Giovanni Legnini, al presidente della Regione Donatella Tesei, al sindaco di Norcia Nicola Alemanno, all’Usl Umbria 2 e alla protezione civile nazionale avente come oggetto “Mancata ricostruzione dell'ospedale e delle strutture sanitarie nel Comune di Norcia a cinque anni dal sisma”

"Quando una popolazione viene colpita da un evento catastrofico come il terremoto del 2016 e da una successiva pandemia da Covid, uno dei motivi che induce la gente a restare in questo territorio martoriato e non ad emigrare, è la speranza di riavere presto una vita normale, ricostruire le proprie case, le proprie attività economiche ma soprattutto i servizi essenziali, per avere una civile e salutare esistenza. Come l’Ospedale, il Distretto Sanitario e i servizi sanitari territoriali, la casa di riposo, le scuole, le caserme, le sedi istituzionali, i luoghi della cultura e della fede ecc…

A distanza di cinque anni nessuna opera pubblica è stata ricostruita, né si conoscono i progetti e i tempi reali di ricostruzione. Solo chiacchiere e promesse che poi il tempo sconfessa. Come cittadini del Comune di Norcia, abbiamo posto come prioritaria la ricostruzione dell’Ospedale, dei servizi sanitari territoriali e della casa di riposo e in tal senso abbiamo sollecitato, con nota alle autorità competenti a darci delle risposte concrete. Ad oggi sul nostro indirizzo mail non abbiamo avuto nessuna comunicazione nel merito.

L’unica risposta in negativo l’ha data la Regione Umbria tramite i giornali del 03/03/2012, annunciando le linee guida del nuovo piano sanitario regionale, in cui si prevede la riduzione dei Distretti Sanitari da 12 a 6, eliminando quindi verosimilmante il nostro Distretto, quello della Valnerina. Una brutta risposta alla nostra domanda di reintegrare il personale medico andato in pensione o deceduto, visto che nel nostro Distretto Sanitario, la pandemia Covid, che presenta uno degli RT più alti dell’Umbria, è stata gestita con un solo medico, a fronte dei cinque medici presenti in organico prima della pandemia nei dieci comuni del Distretto. Allo stesso tempo la Regione ha richiesto al Ministro della Salute, la deroga ad avere due Aziende Ospedaliere, quella di Perugia e di Terni. Come sono state chieste in passato deroghe per avere 2 Specializzazioni Ospedaliere in Umbria (800 mila abitanti), quando la normativa ne prevede 1 ogni 2milioni di abitanti.

Si conferma il processo in atto da alcuni anni nella nostra Regione di accentrare tutte le Aziende Sanitarie nei due Capoluoghi di provincia, due a Perugia e due a Terni, svuotando il resto del territorio della gestione della sanità con i tagli passati e futuri che ne derivano. Eliminando di fatto quel benefico policentrismo nato con la nascita dell’Ente Regione con 12 comprensori e 12 Usl, che teneva conto della complessità etnico-territoriale di una Regione che di fatto è un’invenzione amministrativa e non ha radici storico-culturali comuni.

Di fronte a questa preoccupante situazione, dopo cinque anni di attesa, ci saremo aspettati che ci fosse, almeno da parte della Regione Umbria, un’adeguata comunicazione ai cittadini sui progetti e le iniziative annunciate. Per iscritto ancora o ancora meglio con incontri partecipativi (nel rispetto delle disposizioni anti Covid) in cui illustrare de visu, ciò che si è fatto e ciò che è in programma di fare. Come è stato fatto nelle regioni limitrofe come Marche e Lazio, quando negli anni scorsi è stato presentato il progetto di Ricostruzione degli Ospedali di Amandola ed Amatrice, nosocomi, per loro fortuna, in fase di ricostruzione. 

Da noi, a Norcia,  è un problema non solo ricostruire le nostre strutture sanitarie, ma anche per delocalizzarle. Sono anni che ci è stato promesso di delocalizzare e togliere dalle baracche i nostri servizi sanitari e di riportare a Norcia i nostri anziani confinati da 5 anni in quel di Foligno ( 70 km da Norcia), ma anche in questo caso non si è potuto applicare la soluzione della delocalizzazione in attesa della sede definitiva.

Di fronte a questi ingiustificati ritardi, auspichiamo che per la ricostruzione dell’Ospedale, del distretto sanitario e della casa di riposo, come per le altre opere pubbliche vengano adottate procedure semplificate per non perdere ulteriore e prezioso tempo.

Su questo tema non si può non evidensiare la mancata applicazione delle precedenze sia territoriali (interno del cratere) sia locali (priorità ai servizi ai cittadini e ai cittadini residenti) come avvenne dopo il sisma del 1997. L’assenza di queste priorità nei confronti delle zone dell’epicentro sismico ha consentito che le scuole di Perugia e Foligno (fuori dal cratere) con i fondi del terremoto siano già state ricostruite ex novo da 2 anni, mentre le nostre non sono state  neanche progettate.

In attesa di risposte concrete e di puntuali informative sui problemi posti, vogliamo esprimere la nostra ferma protesta per l’ipotesi ventilata di sopprimere il nostro Distretto Sanitario della Valnerina. Una presenza che è una garanzia per non avere ulteriori spoliazioni di servizi sanitari, di personale e attrezzature necessarie. Ma soprattutto per garantire meglio la salute dei nostri cittadini, che vogliamo ricordare, hanno gli stessi diritti di quelli residenti nelle città più grandi.

Come esprimiamo la nostra preoccupazione per le dichiarazioni rese dalla Regione, su giornali di venerdì 07/05/2021, dalle quali non emerge alcuna definizione dei servizi che verranno ospitati presso l'ospedale di Norcia, una volta ricostruito, in quanto viene detto che bisogna attendere il prossimo “P.R.S.” (Piano Regionale Sanitario). Riteniamo che, sui servizi da attribuire all'ospedale di Norcia, non bisogna attendere alcun Piano, in quanto basta ripristinare i servizi presenti nel nostro nosocomio prima del sisma.

Se il P.R.S. non dovesse confermare tali servizi, ci troveremo difronte a un atteggiamento di “sciacallaggio”, in quanto ci si approfitta di una disgrazia per depauperare la popolazione terremotata dei servizi essenziali.

A tale proposito vogliamo ricordare che lo Stato già prevede, nel D.M. n. 70/2015, quali sono i servizi da garantire in un presidio ospedaliero per le zone disagiate. 

Pensavamo che la pandemia covid aveva insegnato che prima dei grandi ospedali, magari privati, c’è bisogno di una sanità pubblica dislocata capillarmente sul territorio. Pensare che le Regioni sono nate in Italia per decentrare le funzioni amministrative, un decentramento però che si è fermato nei capoluoghi di provincia, diventando accentramento. Dobbiamo pretendere più visibilità sui tempi e sui costi. La popolazione deve essere coinvolta. Aspettando risposte sui temi sanitari posti porgiamo i nostri cari saluti".



Fai una donazione a Spoletonline per aiutare il nostro progetto




I commenti dei nostri lettori

Non è presente alcun commento. Commenta per primo questo articolo!

Dì la tua! Inserisci un commento.







Disclaimer
Ogni commento rappresenta il personale punto di vista del rispettivo autore, il quale è responsabile del suo contenuto.
Spoletonline confida nel senso di civiltà dei lettori per autoregolamentare i propri comportamenti e si riserva il diritto di modificare o non pubblicare qualsivoglia contenuto che manifesti toni o espressioni volgari, o l'esplicita intenzione di offendere e/o diffamare l'autore dell'articolo o terzi.
I commenti scritti su Spoletonline vengono registrati e mantenuti per un periodo indeterminato, comprensivi dei dettagli dell'utente che ha scritto (Ip, email ecc ecc). In caso di indagini giudiziarie, la proprietà di Spoletonline non potrà esimersi dal fornire i dettagli del caso all'autorità competente che ne faccia richiesta.