politica

Il Pd striglia il presidente della Regione Tesei: 'Riaprire un ospedale non è come riaprire un supermercato'

Negativo il commento dopo la conferenza della scorsa settimana. 'Volevano il modello lombardo. Il Covid e il Pnrr chiariscono che l’Umbria del centrosinistra aveva ragione'

 

Il Partito Democratico di Spoleto, all’indomani dell’ordinanza di chiusura degli ospedali Covid, a firma della Presidente della Regione, Donatella Tesei, ribadisce il concetto che "riaprire un ospedale non è come rialzare la saracinesca di un supermercato. I nostri consiglieri comunali, in particolare Marco Trippetti che ben conosce l’argomento, lo avevano ben messo in luce chiedendo all’ormai ex sindaco di adoperarsi perché quella scellerata decisione di smantellare, anche fisicamente, i reparti del San Matteo degli Infermi fosse subito riconsiderata".
 
A poco, secondo il Pd, "valgono quindi le parole sciorinate dalla Presidente Tesei durante la conferenza stampa con la quale ha annunciato la imminente riapertura degli ospedali di Spoleto e Pantalla quando, dopo la chiusura, mancano all’appello una trentina di medici che hanno preso altre strade. Il risultato della decisione di convertire interamente a ospedale Covid il San Matteo, per ben 8 mesi, comporterà conseguenze difficilmente sanabili".
 
L'attacco del Pd prosegue: "E’ bene che questo si sappia smontando i toni trionfalistici dei parlamentari Caparvi e Zaffini che, neanche fossero i controllori della Tesei, hanno preso parte alla conferenza stampa di cui sopra trasformando quello che doveva essere un incontro istituzionale con i giornalisti in una passerella politica a senso unico. Una propaganda boomerang perché non ha nemmeno il sostegno degli investimenti in programma per il nostro ospedale. Dei tre milioni di euro sbandierati, due e mezzo appartengono agli impegni di spesa del 2016, quando al governo della Regione c’era il centrosinistra. Non si è nemmeno pensato quindi di risarcire i cittadini di Spoleto del terribile danno che hanno subito e stanno subendo".
 
Il quadro è più che preoccupante. "La pianta organica di tutte le strutture è in sofferenza. Molto critica è la situazione del settore materno infantile che da settembre non potrà contare su alcun pediatra. Infatti i due attualmente in forze a quel reparto hanno vinto un concorso all’ospedale di Terni dove entreranno in pianta stabile. La mancanza di pediatri, ovviamente, creerà anche problemi al ripristino del punto nascita. Ma medici mancano anche tra gli anestesisti, cardiologi, internisti, chirurghi e via dicendo".
 
Ad aprire uno spiraglio di luce "stanno intervenendo le linee guida nazionali del PNRR che costringeranno la Giunta Tesei a fare dietrofront rispetto al progetto, anche questo scellerato, di fotocopiare in Umbria il modello lombardo. Un modello che si è rivelato disastroso avendo praticamente azzerato la medicina territoriale concentrando negli ospedali e in mani private la gestione dei servizi. Se l’Umbria ha retto è perché la rete territoriale ha saputo far fronte alla pandemia. Anche in questo caso i numeri non lasciano spazio a commenti: ospedalizzando tutto in Lombardia hanno contato un morto su 200 persone, in Umbria uno su 800".
 
E quindi, fa notare il Partito, il modello umbro del centro sinistra di capillarizzazione dei servizi sanitari, di medicina territoriale si è rivelato vincente. La riforma del sistema sanitario nazionale andrà proprio nella direzione del potenziamento della sanità del territorio con gli ospedali che dovranno occuparsi unicamente di patologie gravi e interventi chirurgici. Sappiamo che i 7 miliardi messi a disposizione dal Recovery Fund da spendere in cinque anni, si baserà su 5 punti salienti: Case Comunità; Ospedali Comunità; Cure a domicilio; Centrali Operative Territoriali (COT); Riorganizzazione del sistema dei medici di famiglia".
 
In Umbria dovranno essere realizzate 23 Case Comunità (una ogni 20mila abitanti). Nella struttura, operativa dalle 8 alle 20, saranno riuniti i medici di famiglia, gli specialisti, gli infermieri e gli assistenti sociali. Saranno attrezzate anche per prelievi ed esami diagnostici. Sarà la Regione a decidere dove collocarle. Il Partito Democratico di Spoleto si aspetta che la città ne abbia almeno due. "Entro il 2026 l’Umbria dovrà realizzare 6 Ospedali di Comunità (uno ogni 50mila abitanti). Sono destinati a ricoveri e patologie a bassa intensità di cura.
Considerato che su Spoleto orbitano anche i territori limitrofi e la Valnerina il PD chiede che uno venga assegnato alla nostra città. Per le cure a domicilio è previsto un incremento soprattutto nei confronti della popolazione anziana e bisognosa. Il COT sarà il punto di riferimento per medici e caregiver. Ce ne sarà uno ogni 100mila abitanti. Considerato il bacino d’utenza Spoleto-Foligno-Valnerina, tale centrale operativa territoriale potrà tranquillamente essere ubicata a Spoleto".
 
Di certo il Partito Democratico vigilerà "a tutti i livelli, regionale, provinciale e locale. Non permetteremo che sulla salute dei cittadini si continui il gioco al massacro e l’umiliazione di interi territori. Un messaggio lo mandiamo chiaro all’attuale esecutivo regionale: a Spoleto abbiamo competenze, anche politiche, per smantellare qualsiasi progetto che voglia penalizzare la città. Il PD di Spoleto andrà avanti con la coerenza e le modalità finora adottate, senza schiamazzi, ma con la capacità di coinvolgere i nostri rappresentanti istituzionali nel Consiglio Regionale, in Parlamento, nel Governo di cui siamo parte determinante e attiva".



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I commenti dei nostri lettori

Luig cintioli

5 anni fa

Moschettieri del pd , per il vostro bene e della città date le dimissioni e ritiratevi dalla vita pubblica Camilla pensaci tu . Ps poi liberaci anche della tua presenza Commento politico nulla di personale Luigi cintioli

Miriam Carletti

5 anni fa

Nel leggere l’esordio del comunicato stampa del PD mi sono venute in mente “ Le favole a rovescio “ di Rodari . Quanto piacevano ai ragazzi ! Se ne erano innamorati quando gli avevo letto questa: “C’era una volta un povero lupacchiotto che portava alla nonna la cena in un fagotto. E in mezzo al bosco, dov’è più fosco, incappò nel terribile Cappuccetto rosso.... Qualche volta le favole succedono all’incontrario: Biancaneve bastona sulla testa i nani della foresta..... il Principe sposa una brutta sorellastra.... e la povera Cenerentola resta zitella....”. Insomma, in queste favole il lupo si traveste da agnello e viceversa. “Intelligenti pauca” , ma soprattutto “A chi ha buona memoria, poche parole”. La parte iniziale del comunicato stampa del PD racconta una vicenda alla rovescia, stravolta nei fatti , tutti dimostrabili attraverso le prese di posizione che a suo tempo sono state ufficialmente assunte in sede istituzionale sia dal Sindaco , sia dal PD (Consiglio Comunale 11 marzo 2021). Un esempio di ciò che affermo: aver imputato al Sindaco la temerarietà del ricorso al TAR per la chiusura del S.Matteo, accusandolo nel contempo di aver contribuito a smantellarlo . Non parliamo di storia , ma di cronaca recente , di cui tutti conserviamo memoria.E se questa dovesse venir meno ,ci soccorre quella informatica che rimane indelebile. Il PD non può interpretare diverse parti in commedia , ne va della sua credibilità.

Pierfrancesco Graniti

5 anni fa

Le Frattocchie L’istituto di studi comunisti, più noto come Scuola delle Frattocchie, fondato nel 1944, insegnava ai giovani stagisti, futuri dirigenti del PCI, ad utilizzare, in chiave propagandistica, ogni argomento utile, MA SENZA PERDERE MAI DI VISTA LA VEROSIMIGLIANZA, per non deprimere la credibilità e rischiare di volgere la propaganda in un ordigno controproducente ed autoesplosivo. La linea delle Frattocchie innovava molto rispetto ai dettami puri degli agit-prop leninisti, che invece consideravano valido ogni argomento , anche non vero, che mettesse in difficoltà l’avversario e servisse alla causa del Partito. L’Istituto ha purtroppo chiuso nel 1993 e quindi, gli esponenti contemporanei del PD, in buona parte eredi di quella tradizione politica, non hanno avuto modo di assimilarne gli illuminati principi. Si spiega quindi il motivo per cui oggi dobbiamo leggere un comunicato PD che viola apertamente il principio di non contraddizione (di Aristotele, che non veniva dalle Frattocchie), per cui non si può affermare una cosa e poi il suo contrario. In pillole : - Come si può asserire che l’ex-Sindaco (la definizione di ex dà per scontato l’esito del TAR, chissà come mai) non ha fatto nulla per impedire lo SMANTELLAMENTO del San Matteo, quando gli si è votata contro la sfiducia, anche perché gli si imputava la temerarietà del ricorso al TAR (difatti nel comunicato PD la parola TAR è cassata)? - Come si può affermare che la presenza di Zaff e Capa alla conferenza stampa è risultata impropria e non corretta , quasi fossero i commissari politici (alla Zdanov, per tornare alle Frattocchie) della Governatrice , quando sono stati i grandi promotori della mozione di sfiducia, poi fatta propria dal PD con giubilo e sollevazione? Di fatto i mandanti hanno trovato, lungo la strada, molti esecutori. - L’attacco alla Giunta Tesei, sul tema Ospedale di Spoleto, può essere ritenuto anche giustificato (non a caso ripete pedissequamente gli argomenti del Comitato Lenzuoli Bianchi, alle cui manifestazioni non è apparso nessun piddino o esponente left, salvo forse la civica di sinistra Luigina Renzi), ma presta il fianco al fatto che i sodali nel voto sfiduciante , Lega e FDI, rivelatisi preziosi per il PD, sostengono l’Amministrazione TESEI-COLETTO-BRAGANTI-DE FINO. - Asserire poi che la Tesei ha rovinato una sanità umbra semi-perfetta, come era quella della MARINI, significa aver risparmiato i soldi all’edicola dei giornali, e non aver letto che ci sono 32 rinvii a giudizio (tra cui MARINI,BOCCI;BARBERINI ed altri dirigenti) che, tra qualche settimana dovrebbero ricevere il giusto riconoscimento per le loro azioni, per una serie di addebiti di variegato spessore. Infatti , colti da angoscioso dilemma, gli estensori del comunicato , per togliersi d’impaccio ,la buttano in politica nazionale ed europea, spendendo ampio spazio per le linee guida del Next Generation EU, che , detto tra noi, non ci azzeccano per niente o, perlomeno, sono lontane dalle loro capacità di intervento come Marte dalla Terra. Infine ,il comunicato non reca alcuna firma , neanche del Segretario, strano ma vero. In sostanza, rientra in un anonimato collettivo.

Fuoretti Guerrino

5 anni fa

Scusate se mi permetto, ma se il consigliere Trippetti aveva chiesto al sindaco di adoperarsi per l ospedale, coma mai lo ha sfiduciato, mettendo in mano al commissario prefettizio il destino dell'ospedale?

Gianni Angelini

5 anni fa

Mi viene spontaneo dire ,chi è senza peccato scagli la prima pietra

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