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Il sindaco de Augustinis alla Regione: 'Il futuro dell'ospedale va pianificato insieme alla collettività'
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Il sindaco de Augustinis alla Regione: 'Il futuro dell'ospedale va pianificato insieme alla collettività'
Il primo cittadino interviene dopo la proroga della riconversione del''San Matteo degli Infermi' in presidio Covid: 'Necessario che il ripristino dei servizi sanitari avvenga attraverso il coinvolgimento diretto della città'
“Non rinunciamo in alcun modo al ripristino di tutti i servizi dell’ospedale di Spoleto, perché si tratta di una battaglia di civiltà che coinvolge tutta la popolazione, senza differenze politiche e partitiche”. Dopo l’ordinanza regionale n. 12/2021 che proroga al 30 aprile l’utilizzo del San Matteo degli Infermi come Covid hospital e dove si spiega che “al termine dell’emergenza verrà ripristinata la situazione ex ante tenuto anche conto delle indicazioni del redigendo Piano Sanitario Regionale”, il sindaco Umberto de Augustinis interviene nuovamente sulle questioni riguardanti la sanità pubblica.
“Se la chiusura del nostro nosocomio è stata disposta senza alcuna condivisione e comunicazione preventiva, sarà assolutamente necessario che il ripristino dei servizi sanitari avvenga attraverso il coinvolgimento diretto della città e dei suoi rappresentanti istituzionali. Fin da subito deve essere coinvolta, come più volte ripetuto, la nostra comunità cittadina per quanto riguarda il redigendo Piano Sanitario Regionale, valorizzando le esigenze primarie per assicurare i Livelli essenziali di assistenza, le professionalità sanitarie che rischiano anche danni da forzata inattività e tenendo in debito conto le necessità che verranno manifestate. Tutte le scelte legate alla salute dovranno essere condivise. Non si può programmare diversamente il futuro assetto sanitario regionale: solo chi vive e conosce il territorio può rappresentarne e conoscerne le esigenze, soprattutto perché siamo in un ambito strettamente legato alla salute dei cittadini e ci troviamo a prendere decisioni importanti in un frangente quanto mai delicato. Allo stesso tempo ognuno può facilmente comprendere che nessun umbro potrebbe seriamente proporre un Psr, ad esempio, per la regione Veneto senza aver prima pienamente coinvolto le realtà locali nel processo decisionale”.
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I commenti dei nostri lettori
VERSO TERNI "STATE SERENI "
6 anni fa
NON CI SONO PIU'DUBBI , SI DOVRA' PARTIRE QUANTO PRIMA CON UNA PETIZIONE POPOLARE PER ANDARE CON TERNI . VEDREMO SE ANCORA POTRANNO CONSIDERARE LA POPOLAZIONE DEL TERRITORIO SPOLETINO DI 60.000 UTENTI PER RAGGIUNGERE I 140.000 PER IL TERZO POLO SOLO CON OSPEDAlE DI FOLIGNO. CI ORGANIZZEREMO ,STATE TRANQUILLI.LA PETIZIONE INIZIERA' A BREVE SE GLI IMPEGNI PRESI DALLA TESEI NON VERRANNO MANTENUTI COME SI DISSE " STATE SERENI "
...dopodiché il seguto lo scrivo io
6 anni fa
Bisognerebbe indire un'assemblea regionale con la presenza di tutti i sindaci delle città dove risiedono gli ospedali, il personale sanitario addetto agli stessi, e tutte le autorità politiche che si cimentano nella difesa della salute pubblica. Poi, per capirsi meglio, bisognerebbe essere capaci di parlarsi guardandosi negli occhi, esprimere i propri problemi, le proprie difficoltà, le proprie necessità, le proprie perplessità, le proprie carenze e le proprie esigenze. E per il riordino bisognerebbe partire proprio da lì! Considerando che tutti i cittadini sono uguali e che tutti devono avere lo stesso diritto di avere accesso alle cure per la difesa della propria salute. Possibilmente, questo deve avvenire facilitando gli aspetti più congeniali di ognuno, sia dal lato economico, sia dal lato affettivo. E non di complicargli la vita costringendo loro e i loro famigliari a delle onerose trasferte. Fatti, questi, che dovrebbero convincere i politici a non intervenire solo per interessi propri, ma per garantire a tutti i cittadini una certa equità.
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