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Sanità, il consiglio comunale vota una mozione 'contro la normativa Europea'
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Sanità, il consiglio comunale vota una mozione 'contro la normativa Europea'
Braccio di ferro dei gruppi di minoranza contro una maggioranza che non è più tale. Il sindaco: "Mozione assurda cui non darò minimamente considerazione". Gaffe sui down della Morelli. Giunta ancora in piedi per responsabilità ma senza più senso politico
In un consiglio comunale autoconvocato dalla quarta commissione consiliare, la maggioranza incassa e vota, obtorto collo, la mozione sulla Sanità che impegna il sindaco "ad adoperarsi e mettere in campo azioni mirate" per assicurare "le operazioni di tracciamento indispensabili", giungendo perfino qualora necessario - ad avvalersi "della disponibilità dei consiglieri comunali" disponibili ad integrare eventuali carenze negli uffici preposti". La mozione impegna altresì il sindaco a "mettere in campo ovvero ad attivare un sostegno psicologico" per le fasce più deboli, "effettuare una puntuale informazione ai cittadini dei dati riguardanti la città di Spoleto anche attraverso il sito del Comune" e a "sollecitare la popolazione ad un necessario rispetto delle norme di igiene sia in ambito privato che pubblico, sottolineando la fondamentale regola del distanziamento e dell'uso delle mascherine", oltre a ribadire la necessità di un comportamento responsabile in caso di sintomi influenzali. Infine, la mozione chiede al sindaco di attivare un servizio di sussidio agli insegnanti tramite personale volontario, protezione civile, Auser, vigili urbani o ancora consiglieri comunali eventualmente disponibili, affinché vengano rispettate le norme anti covid anche durante l'uscita dalle scuole e sui mezzi pubblici.
Una mozione, per tre quarti del testo, che pareva scritta per provocare il sindaco de Augustinis, il quale non ha mai preso parte ai lavori della commissione Sanità salvo poi, di fronte alla prepotenza democratica dei numeri, doversi piegare al documento. Un documento che, per dirla com'è, di fatto schiaffeggia l'amministrazione accusandola di aver tenuto il polso troppo tenero in occasione della seconda ondata della pandemia, che si sta già trasformando in terza.
Ovviamente il voto unanime è stato preceduto da un serrato dibattito dai toni anche molto aspri, con il sindaco impegnato a ribadire che sta già facendo la stragrande maggioranza delle cose che gli vengono chieste nella mozione, come del resto previsto dalla legge, non senza far notare alcuni aspetti a dir poco imbarazzanti relativi al contenuto del testo presentato. "Ritengo offesa la comunità spoletina dal modo in cui è stata gestita questa storia dalla Regione", ha detto de Augustinis. "Dopodiché esiste la direttiva europea sulla privacy che vieta di far girare le notizie concernenti chi è stato colpito dal Covid. La scheda predisposta dalla Asl contiene tutto il resoconto sanitario, sia delle persone messe in isolamento sia di chi è stato colpito dal Covid. Non può essere oggetto di discussione o di collaborazione: è un'attività tecnica, non politica. Le linee guida dell'Unione Europea parlano chiaro, la mozione chiede di violare una norma europea. Ecco il livello cui siamo arrivati. Informo la cittadinanza quotidianamente, e costantemente informo quest'aula. Poi fate quel che vi pare ha concluso il sindaco -, dopodiché se volete scrivere mozioni assurde e contro la legge io non ci sarò, né a votarle né dar loro minimamente considerazione".
Ed è proprio rispondendo al duro intervento del sindaco che la prima firmataria Marina Morelli - Forza Italia, dissidente - si è resa protagonista di una gaffe assolutamente da stigmatizzare, un'uscita davvero fuori luogo per chiunque, a maggior ragione per un consigliere comunale nel pieno svolgimento del proprio ruolo. "Riguardo il tracciamento, lo spirito della mozione è quello di dire 'ci siamo e stiamo facendo qualcosa'. Sappiamo tutti che c'è la privacy, nessuno vuole andare contro la legge o l'Europa, non si può sentire neanche tutta l'arrabbiatura del sindaco, non siamo 14 down che firmiamo una cosa".
L'espressione, inaudita quanto assurda - tanto più se si considera che la Morelli è generalmente uno dei consiglieri comunali più pacati del consesso -, ha lasciato esterrefatti molti dei presenti, e la dice lunga circa lo stato d'animo che ha caratterizzato lo svolgimento dei lavori dell'assise. E' stata la vicesindaco Beatrice Montioni, giustamente, a stigmatizzarla poco dopo: "Mi dispiace sentire la consigliera Morelli nominare i down, perché lo trovo davvero un paragone molto, molto sconveniente, che poteva decisamente risparmiarsi. Essere incapaci è una cosa, non essere in grado di scrivere ciò che si voleva dire è una cosa, oppure aver detto una cosa sbagliata e ammetterlo è ancora diverso, fare paragoni del genere è decisamente sconveniente".
"Chi mi conosce sa qual è il mio rapporto con le persone affette da handicap - chiosa la Morelli raggiunta telefonicamente da Spoletonline -, qui il dato politico è che il sindaco e la maggioranza, da oggi, dovranno dare seguito alla mozione. Il punto qui non è la forma o un'espressione piuttosto che un'altra: il punto è che la gente muore e occorre maggiore controllo sui comportamenti".
Parole decise e molto dure, quelle dell'esponente di Forza Italia, che sulla Sanità ha incentrato la propria attività anche durante la precedente sindacatura. Parole che, dette da un rappresentante istituzionale eletto in quota maggioranza non più di due anni e mezzo fa, rendono chiara l'idea di quanto sia urgente che questa amministrazione comunale, come si dice a Spoleto, "prenda verso". Con appena 8 consiglieri comunali fedeli più il proprio voto, infatti, de Augustinis si trova ostaggio del consiglio comunale, che gli è ostile con 16 effettivi su 25. La giunta è ancora in piedi per senso di responsabilità nei confronti della città in un momento così delicato dal punto di vista sanitario: responsabilità da parte dell'amministrazione, certamente, ma anche da parte di chi ancora non la sfiducia in maniera definitiva, con un atto formale. Il che, in parole povere, sottintende che ci sono forze alla finestra, in attesa di un segnale da parte del sindaco stesso.
In altre parole, per non capitolare entro breve la giunta de Augustinis dovrà trovare una nuova maggioranza, un nuovo senso politico: quello originale, vale a dire la coalizione dei tre partiti di centrodestra più le due liste civiche, è andato da tempo smarrito.
(Modificato alle 8.19 del 5.1.21)
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