cronaca
Spoleto piange la scomparsa di Patrizia Badiali, deceduta a causa del Covid
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Spoleto piange la scomparsa di Patrizia Badiali, deceduta a causa del Covid
L'ex insegnante della scuola di Beroide aveva contratto il virus a novembre e di recente era stata ricoverata nella terapia intensiva dell'ospedale 'San Matteo degli Infermi'. Tanti i messaggi di cordoglio
Aggiornamento del 31 dicembre: Riceviamo e pubblichiamo il messaggio della figlia di Patrizia. "Vorrei esprimere un ringraziamento pubblico, ma immenso, a tutto il reparto di terapia intensiva dell’ospedale di spoleto, dai medici agli oss, per la professionalità e per tutto quello che hanno fatto per tentare di salvare la vita a mia madre".
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Altra grave perdita per la città. Patrizia Badiali, ex insegnante della scuola di Beroide (era andata in pensione a settembre), è infatti deceduta a causa del Covid a 65 anni. Patrizia aveva contratto il virus a fine novembre: le sue condizioni, inizialmente buone, sono poi progressivamente peggiorate al punto da richiedere il ricovero nella terapia intensiva dell’ospedale “San Matteo degli Infermi”, dove purtroppo è morta nelle scorse ore.
La notizia della scomparsa di Patrizia, molto amata da chi la conosceva per le sue qualità umane e professionali, ha fatto presto il giro della città. Tanti i messaggi di cordoglio apparsi su Facebook tra cui quello della Fondazione Giulio Loreti Onlus che “si stringe alla nostra fondatrice Mariella Badiali Loreti e ai parenti, per la perdita dell'amata sorella. Tutto ciò ci lascia un grande vuoto ed un profondo dolore, difficili da sopportare. Il ricordo di Patrizia, insegnante sempre appassionata e entusiasta fino al recente pensionamento, amatissima da chiunque l'abbia conosciuta, resterà sempre vivo in noi. Addio Patrizia, veglia sui tuoi cari, da lassù”.
La redazione di Spoletonline si unisce al dolore dei familiari.
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I commenti dei nostri lettori
silvano coggiola
6 anni fa
Rispondendo a "Nanna": chiedo scusa, non volevo offendere nessuno, tanto meno la memoria della signora Patrizia. Mi sono spiegato veramente molto male, come a volte capita. Intendevo dire che forse non c'era bisogno di "additare" pubblicamente, in un certo senso, la persona che avrebbe contagiato la signora e proprio per questo probabilmente bisognosa di aiuto. Tutto qui.
Nanna
6 anni fa
Per rispondere al Sig. Silvano: Mi sembra assurdo di fronte a qest'assurda pandemia e a comportamenti sconsiderato scrivere parole come le sue. Sì, è vero, c'è tanta gente che si è trovata in gravi, gravissime difficoltà dall'oggi al domani, soprattutto per la totale incapacità dei nostri politici di gestire un tale enorme problema ma questo non può giustificare un comportamento totalmente contrario alle norme che va a discapito di tutta la collettività. È come dire giustifico chi è povero e ruba. Un reato è reato comunque e soprattutto se va a ledere l'incolumità degli altri. Non credo che comportarsi in modo prudente e responsabile cambi molto per chi magari domani quelle 50 euro le potrà comunque guadagnare. Hanno significato molto invece per chi quelle 50 euro non le potrà mai più spendere. In questo caso per una Grande Donna che ha dato tanto alla comunità.
silvano coggiola
6 anni fa
Il fatto è che quei miseri 50 euro a quella persona forse servivano e servono proprio, per sbarcare il lunario per sè e forse per qualcun altro. Questa è un'altra delle gravissime storture che stiamo vivendo in questo assurdo periodo, non solo per la malattia, ma anche proprio per il fatto che si fa appello a regole che non possono valere per tutti, vista la disparità sociale e lavorativa che siamo stati capaci di creare in decenni di liberismo sfrenato. Forse quella persona ha anche lei bisogno di aiuto.
un' amica
6 anni fa
Spiace molto per una morte e il dolore dei parenti e amici ma vorrei spiegare all'amica della Patrizia che conosco casi di persone, anche più 'anziane', che avevano contratto il virus influenzale covid 19 già in Ottobre 2019, non ancora 'riconosciuto' dai medici, curate, a casa, con le solite medicine a disposizione, dall'antibiotico al cortisone, sciroppi, e imbottite della classica aspirina o tachipirina per abbassare la febbre quando troppo alta. Sperimentato questo e quello, le suddette persone, dopo un mese circa, sono, nonostante le cure non proprio mirate, guarite completamente. E in quel periodo la 'carica virale' di cui dice l'amica era sì, molto forte! Il virus circolava 'liberamente' e tanti di noi lo hanno avuto, chi in forma leggera, chi non se ne è accorto nemmeno perché senza nessun sintomo. Dipende dalle difese immunitarie personali. Puntare il dito contro altri, anche loro nelle stesse nostre condizioni e difficoltà, scusi, non mi sembra molto etico o cristiano. Se in più teniamo presente che i tamponi cui diamo tanta importanza, tanto sicuri non sono.... 'positività' o 'negatività' o 'esito incerto' (anche quello classificato come positivo) sono valori affidabili? Basta ricordare che i test non sono MAI stati validati e NON hanno esito diagnostico e che, addirittura, sono state fatte delle prove di test rapido anche su materiale organico non umano, come la frutta, e hanno dato anche questi esiti positivi o negativi o incerti...a cosa, non si sa... avranno mica il covid 19 anche i kiwi o i frutti di bosco? Insomma, non puntiamo il dito uno contro l'altro, ma piuttosto cerchiamo, tutti insieme, di farci delle domande, chiedendo chiarezza, per esempio, sulla validità dei protocolli terapeutici e il comportamento della classe politica e medica. Troppa opacità e segretezza anche nel nostro ospedale. Non le sembra che si muoia più facilmente in ospedale che a casa? Ogni anno, se non ricordo male, ci sono più o meno 50.000 decessi per infezioni ospedaliere. Le sembra poco? E perché, quindi, non attuare opportune e poco costose terapie domiciliari? Così magari potremmo riaprire l'ospedale per tutte le altre patologie! Sono tanti, troppi, gli spoletini e non che, aspettando diagnosi, terapie e interventi, rischiano ogni giorno in più di seguire la signora Patrizia, e non per covid.
Un’amica che non si dà pace
6 anni fa
Purtroppo, cara Patrizia, anche tu vittima della superficialità e dell’incoscienza di chi non ha rispettato le regole, di chi ha preferito contagiare i propri clienti per quei miseri 50 euro, piuttosto che autoisolarsi fino al risultato del tampone. Non sei stata nemmeno informata da chi ti aveva contagiato ma, come succede spesso a Spoleto, dove tutti sanno tutto in pochi minuti, ne sei venuta a conoscenza da un’amica solerte. Il tuo rigore, il tuo rispetto per gli altri, i tuoi rigidi principi, hanno fatto sì che ti mettessi subito in autoisolamento per proteggere chi ti stava vicino, pur non sapendo se fossi stata contagiata. Da quel momento il precipitare degli eventi forse dovuto ad una carica virale imponente? O a cure iniziali troppo blande e poco tempestive? O solo un destino beffardo e malvagio? Chi può dirlo? Ciao, cara amica mia!
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