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Pericolo San Matteo ospedale Covid: la città è unita, la politica no AGGIORNAMENTO: le dichiarazioni di Frascarelli (SP)
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Pericolo San Matteo ospedale Covid: la città è unita, la politica no AGGIORNAMENTO: le dichiarazioni di Frascarelli (SP)
Neanche il rischio di perdere interi reparti di eccellenza mette tutti d'accordo: Fratelli d'Italia e Alleanza Civica si rifiutano di firmare il documento dell'amministrazione
Aggiornamento delle 22.16. "Non sono assolutamente inconsapevole del documento firmato dalla mia capogruppo Maria Elena Bececco, anzi conosco bene quella carta visto che, appena ieri, sono andata in Comune al pari di tutti gli altri consiglieri comunali, cui è stata chiesta la firma dal presidente Cretoni". Ilaria Frascarelli interviene sulla questione puntualizzando alcuni aspetti di fondamentale importanza. "Abbiamo chiesto di apportare alcune modifiche al testo del documento, per renderlo a nostro avviso più forte e inserirvi delle proposte da formulare alla Regione - prosegue il consigliere comunale di Spoleto Popolare - ma il presidente del consiglio Cretoni ci ha risposto seccamente che il documento era intoccabile e che era già stato inviato anche ai sindaci dei Comuni limitrofi e della Valnerina. Poi - aggiunge la Frascarelli - oggi è stata indetta una conferenza dei capigruppo, evidentemente per discutere sul testo. Un'altra conferenza capigruppo è stata indetta per domani mattina alle 10, il che vuol dire che il documento non è ancora definitivo e che il discorso è tutt'altro che chiuso. A onor del vero non so ancora se il mio capogruppo Bececco prenderà parte alla conferenza di domani, poiché non me l'ha comunicato. Tengo però a sottolineare - conclude il consigliere comunale - che le nostre proposte (quelle della stessa Frascarelli insieme ad Alleanza Civica, non ancora illustrate, ndr) sono per il bene della città".
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L'emergenza Covid e il pericolo di smantellamento che sta correndo l'ospedale di Spoleto hanno il merito, se non altro, di dare un verso alla politica cittadina e far emergere punti di vista, anime per così dire, profondamente differenti fra loro. E se l'opinione pubblica, trainata dal City Forum del portavoce Sergio Grifoni, concorda all'unanimità sull'urgenza di far fronte comune contro l'assalto al San Matteo degli Infermi - che verrebbe ulteriormente depotenziato in caso di conversione a Covid Hospital - chiedendo alla politica di mettere via steccati ideologici per concentrarsi sull'appartenenza al territorio, lo stesso non può dirsi per le forze che occupano l'emiciclo del consiglio comunale. Che invece di differenze ne presentano, eccome.
Andando con ordine, dopo il sit-in di domenica scorsa sotto la palazzina Micheli, chiamato dal City Forum e partecipato da centinaia di spoletini fra semplici cittadini e opinion leader, la città sta assistendo a una vera e propria mobilitazione. Il sindaco Umberto de Augustinis ha annunciato guerra senza quartiere contro i responsabili di una simile decisione, qualora dovesse essere confermata dalla firma della governatrice Donatella Tesei. La quale, per inciso, ha indetto una conferenza stampa per le 15.30 di domani, nel corso della quale si parlerà quasi certamente dell'emergenza Covid e dell'affaire Spoleto. Antenne dritte e tutte puntate su Palazzo Cesaroni, quindi, dove non si esclude che lo stesso primo cittadino si farà trovare fuori, in piazza Italia, insieme alla stragrande maggioranza dei consiglieri comunali di Spoleto, che proprio oggi in conferenza capigruppo hanno firmato il documento redatto dallo stesso de Augustinis. Nel testo, il consiglio comunale prende le distanze dal provvedimento in maniera drastica, esprimendo "il proprio totale e fermo dissenso" sulla trasformazione, in parte o del tutto, dell'ospedale di Spoleto in Covid Hospital, e riservandosi di ricorrere "a tutte le iniziative a tutela del territorio e della salute della Città di Spoleto".
E mentre la Fondazione Carispo, che di infinite donazioni a beneficio dell'ospedale si è fatta carico nel tempo - scongiurandone, spesso e volentieri, ulteriori depotenziamenti - tramite il presidente Sergio Zinni fa sapere di essere pronta a ricorrere alla magistratura ordinaria, nel caso in cui qualcuno tocchi anche uno soltanto dei macchinari presenti al San Matteo, frutto dei sacrifici di Spoleto e del suo territorio, è di oggi pomeriggio la nota del presidente dell'associazione Amici di Spoleto Dario Pompili, attuale vicepresidente della Fondazione Festival e già numero uno della Fondazione Carispo, che ammonisce: "L'emergenza Covid non diventi occasione per razionalizzare la sanità umbra sacrificando l'ospedale di Spoleto". E' un Pompili che non ti aspetti, quello che smette i panni del moderato diplomatico per sguainare gli artigli di chi, sull'ospedale, ha investito per anni e anni la propria politica e una fetta consistente delle risorse che era chiamato a gestire: "Già si comincia a giocare con le parole 'no ai campanilismi' ed altre fesserie del genere facendo finta di non sapere che il problema dell’emergenza Covid in Umbria non può essere risolto chiudendo in pratica l’Ospedale di una delle più importanti Città dell’Umbria". Sono parole che pesano come legnate quelle di Pompili, che prima di raggiungere la Tesei e il suo comitato tecnico-scientifico sferzano come frusta le forze politiche che, ancora oggi, si sono rifiutate di sottoscrivere il documento della città.
E quante sono queste forze? Poche, per la verità. Appena due, entrambe di minoranza. Una ci sta da sempre, ed è Alleanza Civica di Gianmarco Profili e Roberto Settimi; l'altra c'è appena approdata, ed è Fratelli d'Italia del capogruppo Stefano Polinori e dei medici Antonio Di Cintio e Paola Santirosi. Riguardo quest'ultimo gruppo, né il referente principale né uno degli altri due consiglieri si sono presentati in conferenza capigruppo per "impegni lavorativi effettivi e inderogabili", tra l'altro eccependo il fatto che nessuna convocazione ufficiale fosse giunta alla loro compagine e comunque definendo "impossibile da sottoscrivere" il documento in questione, a meno di modifiche sostanziali che però, ad oggi, gli uomini della Meloni si sono guardati bene dal proporre. Per quanto concerne Alleanza Civica, invece, il capogruppo Gianmarco Profili è intervenuto in conferenza in maniera forse troppo tecnica ma risultata comunque fumosa, e soprattutto priva di una controproposta concreta a fronte del rifiuto, confermato, di firmare il documento. Poco dopo l'ingresso del sindaco de Augustinis, ad ogni modo, lo stesso Profili ha lasciato la conferenza per impegni lavorativi.
In poche parole, a firmare il documento sono state tutte le forze di maggioranza e opposizione, compreso il Partito Democratico, fatta eccezione per Alleanza Civica e Fratelli d'Italia, che dunque a Spoleto si trova in aperto contrasto con la Lega. E a proposito di Lega, alle camice verdi va senza dubbio il merito di aver preso posizione contro la propria giunta regionale, a salvaguardia del territorio d'appartenenza.
Menzione a parte, infine, per il consigliere comunale Ilaria Frascarelli, componente del gruppo di Spoleto Popolare ma da mesi, ormai, vicina ad Alleanza Civica con la quale firma comunicati stampa e porta avanti azioni politiche distinte dalla linea della sua capogruppo, Maria Elena Bececco: in questo caso, forse inconsapevolmente, la Frascarelli si trova a sostenere il documento in questione, proprio per mezzo della firma dell'ex vicesindaco di Spoleto durante l'amministrazione Cardarelli. La quale, proprio ieri, ha dichiarato in maniera inequivocabile che "sull'ospedale è quella di Spoleto l'unica bandiera". Insomma, la situazione politica spoletina rasenta, e a tratti oltrepassa, il limite della schizofrenia.
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I commenti dei nostri lettori
spoletino verace
6 anni fa
Stiamo vedendo chi fa gli interessi di Spoleto e chi cerca solamente di apparire com FDI,gli stessi consiglieri della lega hanno votato contro la governatrice per difendere l'ospedale di Spoleto,spero che al momento opportuno ci si ricordi di questa situazione.
Rita Correnti
6 anni fa
Hic Rhodus hic salta! La Città è unita, così come dimostrato dalla manifestazione organizzata dal Cityforum. Ora vediamo questi brandelli di politica come si aggiustano per portare avanti gli interessi di bottega e come si giustificheranno davanti alla Città se l’interesse generale non verrà perseguito.
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