'Sono pronto a continuare il mio lavoro come ho sempre fatto, vale a dire in maniera super partes'
Riceviamo e pubblichiamo la nota del presidente del consiglio comunale Sandro Cretoni, riguardante gli avvenimenti accaduti in occasione dell'ultima seduta del massimo consesso cittadino:
"Nei momenti concitati della conclusione del consiglio comunale, come Presidente del Consiglio, ho avuto la "sensazione" che qualche consigliere avesse anteposto i propri interessi al bene della città e dell'amministrazione consegnando Spoleto (in vista di chissà quali successi alle future, eventuali, elezioni amministrative) al commissariamento. L'adrenalina ha fatto il resto facendomi rispondere di pancia. È palese che la parola "idioti" è collegata alla frase "vogliono andare a casa" ed era comunque riferita all'ambito politico e non certo a quello personale. Del resto, commissariare un Comune come quello di Spoleto in una fase così delicata e strategica vorrebbe dire condannare la città alla recessione. Sarebbe disastroso. Trovo inaccettabile un'ipotesi del genere. Ecco perché ho perso la mia proverbiale calma. Dopodiché, il giorno successivo, un giro di telefonate e contatti con i consiglieri stessi che compongono la maggioranza ha fatto emergere la realtà, vale a dire che si è trattato di un segnale, per quanto forte, inviato all'amministrazione da alcune forze che la sostengono.
Però, appurato il fatto che non c'è la volontà da parte delle forze che sostengono la giunta di far mancare il loro appoggio, è giusto assumersi le proprie responsabilità e tornare a lavorare.
Sono pronto, pertanto, a continuare il mio lavoro come ho sempre fatto, vale a dire in maniera super partes, garantendo i tempi democratici di confronto a tutte le forze politiche, nel rispetto della pluralità delle opinioni, della disponibilità degli strumenti del dibattito e, soprattutto, di tutti i consiglieri comunali, che rappresento in qualità di Presidente. Mi rendo altresì da subito disponibile a chiedere scusa a chi si sia sentito ingiustamente offeso dalle mie parole".
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