società

Federcaccia Umbra, uniti verso nuovi traguardi

 

Insediato il nuovo gruppo dirigente, che rappresenta tutte le correnti di pensiero della più grande associazione venatoria

 

La Federcaccia Umbra ha insediato il nuovo gruppo dirigente regionale nella riunione del 17 luglio, ricomponendolo all'insegna dell'unità e della collaborazione fra tutte le correnti di pensiero con l'obiettivo, impegnativo, di rendere più concreto il contributo alle politiche venatorie in favore di una caccia corretta, sostenibile, possibile e utile.

Il neo eletto Presidente Giovanni Selvi, unitamente a tutto il consiglio regionale, dopo gli adempimenti statutari ha affrontato le questioni venatorie che hanno portato al  calendario venatorio 2020-21, nel quale Federcaccia con estremo disappunto e amarezza non ritrova alcune questioni affrontate durante l'audizione in terza Commissione, che sembravano concordate e acquisite. Tra queste il prolungamento del periodo dell'addestramento cani oppure la chiusura della caccia alla lepre. E' evidente come la delusione, se non ci fosse stata almeno l'unificazione dell'apertura della caccia al cinghiale in tutte le forme, sarebbe stata totale, senza trascurare l'ingiustificato ritardo della risposta di ISPRA che ha mortificato la caccia di selezione ai cervidi.

Oltre a quanto sopra è inaccettabile, da parte di Federcaccia, che per le specie opportuniste e ivasive quali gazza, ghiandaia e cornacchia grigia ci si ostini a non predisporre piani di contenimento particolari, che vadano ben al di là dei "canonici" tre mesi di prelievo venatorio, abbandonando di fatto al suo destino quella biodiversità così largamente evocata a parole ma mai, ad oggi, perseguita e tutelata con i fatti. A ciò si deve purtroppo aggiungere l'assurdo appiattimento, da parte della giunta e dell'assessore delegato, sull'invito del Ministero dell'Ambiente di escludere dalle specie cacciabili il Moriglione e la Pavoncella, due specie sulle quali abbiamo inviato una dettagliata relazione tecnica all'Assessorato e a tutti i consiglieri regionali, e che a breve divulgheremo sulla stampa.

Tutto ciò premesso, Federcaccia Umbra rilancia il proprio impegno per le partite ancora aperte relative alla gestione della caccia nella nostra regione, a cominciare dal regolamento per la caccia al cinghiale, la gestione della piccola selvaggina nobile stanziale, il piano faunistico venatorio regionale, i regolamenti per la gestione delle zone di ripopolamento e cattura, gli statuti dei tre Ambiti territoriali di caccia e molto altro.



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I commenti dei nostri lettori

totoini

6 anni fa

Specie opportuniste e invasive quali gazza, ghiandaia e cornacchia grigia. Bella frase, mi piace: un modo molto elegante e politicamente corretto per individuare quelle specie che una volta chiamavamo "nocive" perché questo sono. Ricordo che durante una riunione, alla quale partecipavano tutte le sigle delle associazioni venatorie di Spoleto, l'avvocato Mario Laureti che oltre ad essere stato sindaco di Spoleto è anche stato un appassionato cacciatore definiva le cornacchie "stuka" per come si precipitano sulle loro prede: uova e nidi di uccelli.

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