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Pista di atletica leggera devastata. La verita' del Coni sul mancato finanziamento del bando 'Sport e periferie'
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Pista di atletica leggera devastata. La verita' del Coni sul mancato finanziamento del bando 'Sport e periferie'
Progetto troppo esoso per le disponibilità del bando
Qualche giorno fa, immancabili, erano spuntati i soliti “bene informati” a puntare l’indice contro la nuova amministrazione per aver perso quella grande opportunità di riqualificare la pista di atletica leggera di Piazza d’Armi. Che, nelle condizioni in cui si trova attualmente, può essere utilizzata da motocross e mountain bike. Ma non da atleti della velocità e del mezzofondo. Il verdetto, impietoso, è arrivato da uno che di piste se ne intende: Salvatore Nicosia. Fra i suoi migliori risultati: una medaglia d'oro sulla maratona ai Campionati mondiali militari a Ostia (Roma) 1986, una medaglia d'oro alla Coppa del mondo di maratona a squadre del 1987 a Seul con la nazionale, e la medaglia d’argento nella maratona all’Universiade di Kobe nel 1985. Nicosia ha effettuato un sopralluogo con il dirigente nazionale dello Csen, Achille Di Spirito, per verificare la possibilità di organizzare un meeting giovanile. “Il contesto è bellissimo, la logistica perfetta, ma purtroppo la pista è impraticabile”, ha detto Nicosia, che era accompagnato dal presidente della Confcommercio, Tommaso Barbanera, con cui è nata una grande amicizia qualche anno fa. “Un'altra vergogna che dobbiamo mostrare allo sport nazionale", è stato l’amaro commento di Barbanera. "Eppure, se riqualificata, essendo una pista ad otto corsie, potrebbe portare enormi ricadute dal punto di vista economico”.
A dire il vero, la passata amministrazione, nel 2018, aveva presentato un progetto di riqualificazione attraverso il bando del Coni “Sport e periferie”. Costo? Un milione di euro. Solo che la dirigente all’urbanistica di allora, Barbara Gentilini, si era forse - per così dire - un po' troppo "ispirata" a quello presentato dal Comune di Udine. Secondo l’ex consigliere con delega allo sport Roberto Settimi, invece, il progetto “piacque. Avevamo a nostro favore anche il fatto di essere nel cratere! Uscita la graduatoria finale nell’ottobre del 2018, durante il passaggio fra Coni e Sport e Salute, il progetto che tanto piaceva non era in elenco e nessuno ha chiesto chiarimenti”.
Versione, però, smentita seccamente dal presidente regionale del Coni, Domenico Ignozza. “Non è vero che il progetto non era in elenco", dice Ignozza. "Gli organi tecnici del Coni hanno visionato tutti gli elaborati. Solo che non era tra quelli finanziabili perché, evidentemente, non rientrava in certi parametri. Poi, dopo il primo anno, è stata direttamente la Presidenza del Consiglio ad occuparsene con un proprio dipartimento, ma a quel punto il Coni era stato escluso da ogni valutazione di merito”.
Stando a qualche tecnico dell’Ente a cinque cerchi, il progetto era sovradimensionato anche per le risorse disponibili. Al massimo, il Coni avrebbe finanziato l’opera per circa 500 mila euro. Mentre il progetto presentato dal Comune prevedeva addirittura la realizzazione di una palestra, che ha lievitato inutilmente i costi facendolo così bocciare senza appello.
Ignozza, a riprova di ciò, conferma che solo sei o sette Comuni hanno ricevuto i finanziamenti di quel bando del 2018. “Ma si è trattato di interventi di piccola entità e non di opere di rilievo”.
Abituato, da buon militare, alla consegna del silenzio e a parlare con le carte sotto gli occhi, il generale evita di entrare in polemica con l’ex consigliere delegato allo sport. Una domanda resta: come mai il progetto, come avrebbe voluto bon ton istituzionale, non è stato fatto conoscere al Coni regionale prima di essere inviato a Roma? Mistero (Modificato alle 15.30 del 18.06.20).
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I commenti dei nostri lettori
Roberto Settimi
6 anni fa
Confermo tutto quello che è stato dichiarato nel post Facebook del quale si fa riferimento. In giornata spero di inviare la ricostruzione di tutto con tanto di allegati. Il presidente del CONI si chiama Domenico e non Salvatore! Cordiali saluti. Roberto Settimi
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