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Spoleto affondato dalla Narnese. Finisce 3-1 lo scontro al vertice

 

 

Sorpresa. In una settimana lo Spoleto si ritrova in apnea. Ce lo fa andare Paolone Quondam, che spinge la Narnese ad un successo rotondo (3 a 1), ma sul quale cu sarebbero due episodi da Var: un netto fallo di mano di Kola sul centro di Priorelli dopo appena cinque minuti del primo tempo, e un altro nella ripresa su


una conclusione di Labonia sporcata da una deviazione galeotta. Al terzo fallo in area narnese, su un atterramento solare di Bellini ai danni di Guatieri (34'), l'arbitro Gallorini non ha potuto fare a meno di concedere il penalty. Glaciale la realizzazione di Veneroso, che ha edulcorato la pillola della sconfitta. Ma, ad onor del vero, va detto che la Narnese poteva fare poker se il palo non avesse negato la gioia del gol a Raggi. Il tecnico della Narnese Sabatini ha incartato anche questa. Lo Spoleto non era un pacco facile da infiocchettare, ma di riffa o di raffa l'ha infilato dentro la sua scatola etichettata 4-4-2: bella compatta, solida, anche ruvida, appiccicosa se vogliamo. Questo è quanto si può permettere adesso la capolista, che ha resistito anche con un uomo in meno. Eppure lo Spoleto è partito con il piede a tavoletta, ma non ha trovato la forza per colpire l'avversaria dopo averla schiacciata. I biancorossi non sono apparsi stanchi di gambe, ma semmai un po' logori di testa dopo il poker di vittorie consecutive. E soprattutto hanno sentito la mancanza di un uomo come Tommaselli, che su un campo pesante come quello del "Palmieri" avrebbe dato maggior spessore alle ripartenze dei suoi. Sull'azione del primo fallo di mano della Narnese, lo Spoleto si è visto voltare le spalle dalla Dea Eupalla, quando Guatieri, sull'azione del primo fallo di mano, ha ripreso la palla e, con un sinistro a girare, ha colpito in pieno il palo. La nemesi del "gol mancato, gol subito" si abbatte (12') sullo Spoleto: punizione di Bagnato e Cosimetti si merita la palma del peggiore in campo non trattenendo la sfera. La spaccata di Quondam non è come quelle di Bolle, ma tanto basta per buttarla in fondo al sacco. Reazione furiosa dello Spoleto. Dapprima con Veneroso dalla distanza,ed ancora un tocco di mano di Ponti che fa infuriare i tantissimi tifosi spoletini assiepati sulla tribuna del Palmieri e, subito dopo, gran botta di Labonia sulla quale Cunzi dimostra di essere portiere di alta scuola. La Narnese danza al ritmo della pioggia e, non appena smette di scendere, Leonardi (41') ha sui piedi la palla giusta per raddoppiare sull'imbucata di Rocchi. Questa volta Cosimetti c'è e respinge in tuffo. Il tè dell'intervallo e le rampogne di Gagliarducci scuotono lo Spoleto, che inizia la ripresa a testa bassa. Prima, la palla smanacciata sul tiro di Labonia, poi è Guatieri (10') che dal vertice sinistro dell'area spedisce di poco sul fondo. Gagliarducci è furibondo. E lo sarà ancora di più quando due minuti più tardi, la gattopardesca Narnese trova il raddoppio su una ripartenza di Raggi, bravo a pescare Quondam in area. Il "bisonte" si muove a suo agio tra le pozzanghere e beffa Cosimetti da due passi. Il crash test dello Spoleto finisce male, perché i rossoblù fanno il tris (18'): centro di Raggi dalla destra per Rocchi, che è il più lesto di tutti a colpire di testa infilando un Cosimetti con i piombi alle caviglie. La difesa spoletina va in apnea e (25') rischia il naufragio regalando una occasione d'oro a Bellini che,da distanza siderale, chiama Cosimetti alla respinta. Poi, gli ultimi sussulti della partita per un risultato deciso, soprattutto, dagli episodi e dalle condizioni del terreno di gioco, che ha favorito l'attacco muscolare della Narnese piuttosto che i pesi piuma dello Spoleto. A questo punto, a Gagliarducci urge un attaccante alla Luiso. E subito.

SPOLETO( 4-3-3): Cosimetti, Labonia, Daleno, Scipioni, Coppola, Guatieri, Ferreira, Priorelli, De Paolis (6'st Luparini), Veneroso, Mariano. All. Gagliarducci.

NARNESE (4-4-2): Cunzi, Kola (20'st Leonardi P.), Ponti, Tancini, Petrini; Raggi, Silveri, Bagnato (22'st Bellini), Leonardi A. (16'st Tiberti), Rocchi (29'st Donati), Quondam (14'st Grifoni). All. Sabatini.

Arbitro: Gallorini di Arezzo.

Reti: 12'pt e 12'st Quondam, 16'st Rocchi, 34'st Veneroso (rig).

Note: 38'st espulso Tiberti.



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I commenti dei nostri lettori

La prudenza non è mai troppa a Renzo Berti

7 anni fa

Sará pur vero che io non ho assistito alla partita di calcio in questione, però mi baso sull'esperienza dei racconti fatti da molti tifosi che assistono ai derby delle squadre di calcio, (spesso di categoria superiore), delle loro cittá. Capita che, nonostante la partita giocata sia una sola e nonostante il risultato confermi i meriti di chi l'ha vinta, ognuno di essi sembra di aver assistito a una partita diversa. Quindi, spesso, più che al campo si dá spazio alla fantasia, e ognuno vede e immagina quello che vuole. Ed è giusto che sia così! Quando non ci riescono le squadre in campo a far divertire i propri tifosi è giusto che a farlo siano i cronisti. Questo per dire che la cronaca del derby mi è piaciuta e mi ha divertito come se avessi visto la partita. Peccato che, come prevedevo, nella partita successiva c'è stata una caduta dolorosa. Molto dolorosa perché troppo esaltante è stata la descrizione della partita precedente Comunque, per le vostre cronache meritate un complimento: Ben fatte! E anche divertenti! Un cordiale saluto anche da parte mia.

Renzo Berti

7 anni fa

Gentile lettore, la ringraziamo innanzitutto per il consiglio. Però ci permetta di dissentire sull'esaltazione dei vincitori del derby che, purtroppo, non è più tale per le note vicende legate allo stadio. Non c'è stato bisogno di esaltare lo Spoleto, perché la differente cifra tecnica tra le due squadre (almeno quella che si è vista sul campo) non lo rendeva necessario. Ci sorge, quindi, il dubbio che lei non abbia visto la partita. Un cordiale saluto. Renzo Berti.

La prudenza non è mai troppa

7 anni fa

Il precedente articolo, che parlava della vittoria dello Spoleto nel derby con la Ducato, (non si può dire derby casalingo perché la partita è sta giocata a Bevagna), sembrava la descrizione della finale del Campionato del Mondo per nazioni giocata tra Brasile e Germania (2014) finita 1-7.. Credo che esaltare troppo una compagine per il risultato ottenuto in una partita non giovi ne alla squadra, ne ai giocatori e, aggiungerei io, nemmeno al cronista. Rimanere con i piedi per terra vuol dire non volare troppo in alto e, cadendo, non farsi troppo del male!

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