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Clitunno punita dall'arbitro e dalle disattenzioni
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Clitunno punita dall'arbitro e dalle disattenzioni
SAN VENANZO – Contatto o simulazione, soprattutto in area di rigore, fa tutta la differenza del mondo. E per raccontare la sfida in salita tra San Venanzo e Clitunno, occorre cominciare proprio dall’episodio del rigore concesso con sfacciata generosità ai padroni di casa dall’ineffabile direttore di gara al 25’ della ripresa. Il tuffo carpiato di Cacciamano, che aveva al fianco Scarabottini, ha ingannato prima di tutti Geraldi, il quale ha indicato il dischetto del rigore.
Una gaffe arbitrale che, con il senno del poi, potrebbe incidere sul corso del campionato, visto che ora i biancazzurri di Giusti si trovano a ben cinque punti dalla vetta. Insomma, un episodio cruciale (2 a 0 San Venanzo) nell’economia di una partita che la Clitunno ha tenuto bene per tutto il primo tempo, nonostante le assenze pesanti di Cavadenti, Gjinai, Salvucci, Appolloni, Cuna, Stella e quella all’ultimo momento di Rossi, che avrebbe dovuto partire dalla panchina. Sotto di due gol, alla Clitunno si sono piegate le ginocchia ed ha subito anche l’onta del terzo gol ad un minuto dal termine con Liurni che ha infilato l’angolo alla sinistra di Cimarelli. Ad aprire la difesa campellina come una scatola di tonno è stato un corner letteralmente regalato dai difensori di Giusti al 18’ della ripresa. Sulla battuta di Cavalletti, svetta solitario Di Croce che di testa gonfia la rete senza alcun disturbo da parte dei biancazzurri. Topiche arbitrali a parte, la partita di San Venanzo ha detto che, senza un attaccante che può spaccare la partita come Gjinai e, soprattutto, senza la difesa tipo questa Clitunno è una Ferrari a tre cilindri. Eppure nel primo tempo la squadra ospite ha lottato alla pari ed ha avuto dalla sua almeno due occasioni per gonfiare la rete dei padroni di casa: la prima con Calamita che,(22’)lanciato da Kerjota solo davanti al portiere, ha telefonato la conclusione in faccia al suo avversario. Due minuti più tardi Cimarelli intinge i guanti nell’acqua benedetta e devia in corner una conclusione mefistofelica di Cacciamano. L’ultima finestra del primo tempo vede affacciarsi sul proscenio una sola squadra: la Clitunno. Ma prima Di Croce (33’) salva di testa deviando in angolo sulla conclusione ribattuta da Scarabottini e poi Kerjota vola come Peter Pan, seminando il panico tra gli avversari, e scarica il suo sinistro: bravo Taddei a respingere in tuffo. Poi, la metamorfosi della ripresa di una squadra che gioca, diverte ma non segna. Salvo poi crollare quando meno te l’aspetti. In una ripresa da dimenticare. Che fa tornare i biancazzurri da San Venanzo con tanti rimpianti e la preoccupazione incipiente di recuperare ad ogni costo i “lungodegenti”. Specie se si chiamano Gjinai.
SAN VENANZO: Taddei; Petrini, Sagrazzini; Arcioni, Di Croce, Polpetta; De Dominicis (29’st Liurni), Saravalle (45’st Pambianco), Cacciamano (35’st Libretti), Cavalletti, Alunni (35’st Mercanti). A disp.: Colonnelli, Spaccino, Pasquini, Carrara. All.: Ettore Turchi
CLITUNNO: Cimarelli; Lucentini, Campana; Rosi, Bucciarelli, Locci; Boraschini (25’st Conti), Paci, Calamita, Scarabottini (36’st Santoni), Kerjota. A disp.: Mariani, Mesca, Pinchi, Scavazza, Stella, Rossi, Gjinaj. All.: Fabrizio Giusti
ARBITRO: Pier Calogero Geraldi di Perugia. Assistenti: Marco Chiocchi e Mahamed Ben Boubaker di Foligno
RETI: 18’st Di Croce, 25’st (rig) Cacciamano, 44’st Liurni
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