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Il campione paralimpico di nuoto Federico Morlacchi: “La mia vita piena di normalità. Le vittorie e le medaglie fanno piacere ma il risultato non è tutto”
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Il campione paralimpico di nuoto Federico Morlacchi: “La mia vita piena di normalità. Le vittorie e le medaglie fanno piacere ma il risultato non è tutto”
L’atleta, oro all’Olimpiade di Rio, ha presentato il suo libro all’Istituto “Spagna” raccontando agli studenti alcuni aneddoti della sua carriera
Sono stati 49 gli studenti che ieri hanno accolto all’Istituto “Giovanni Spagna” il campione paralimpico di nuoto Federico Morlacchi. Durante l’incontro, inserito nel progetto “Leggere fra me e te per un ‘noi‘ che va oltre i campanili”, l’atleta ha raccontato ai ragazzi frequentanti l’indirizzo sportivo del plesso alcuni aneddoti della sua carriera sottolineando quanto sia importante impegnarsi tutti i giorni per raggiungere gli obiettivi prefissati.
“A 15 anni ho partecipato al mio primo Europeo vincendo 2 bronzi. Mi sono detto ‘bene, ora posso vivere di rendita’ e così a quello successivo sono incappato in alcune sconfitte che mi hanno fatto pensare di smettere. Grazie all’affetto di mia madre, della famiglia, degli amici e dei compagni di allenamento ho trovato la forza per andare avanti e ho capito che le delusioni fanno parte di questo mondo”.
Morlacchi, nonostante sia nato con un’ipoplasia congenita alla gamba sinistra, è riuscito ad ottenere un palmares di assoluto livello vincendo i Mondiali di Montreal nel 2013 (con record del mondo nei 100 delfino), l’oro agli Europei di Eindhoven nel 2014 e a quelli di Funchal nel 2016. L’esplosione poi all’Olimpiade 2016 di Rio, durante il quale si è aggiudicato un oro e tre argenti. “Ci sono arrivato pronto, allenandomi quotidianamente dalle 5 alle 6 ore in piscina e in palestra per 4 anni di fila. Amo lo sport tuttavia il successo non è tutto: in carriera ho vinto molto ma anche incassato diverse mazzate che aiutano a farti crescere. Ciò che conta davvero sono le esperienze: quelle sì che rimangono per sempre. Le medaglie fanno piacere, ma alla fine sono soltanto dei pezzi di metallo che lasciano il tempo che trovano. Guai a sentirsi sazi o appagati: bisogna pensare alla prossima gara o agli aspetti in cui bisogna migliorare”. All’orizzonte ora c’è l’Olimpiade 2020 di Tokyo: “Stanno venendo fuori molti millennials e sarà complicato ripetere i risultati conseguiti in passato. Con tutta probabilità per me sarà l’ultima e quindi voglio prepararmi al meglio e godermi al massimo questa esperienza, vedremo poi quello che accadrà. Cosa farò in futuro? Di certo non l’allenatore”.
L’atleta nel corso dell’incontro di ieri, organizzato nell’ambito della rassegna “Leggere fra me e te per un ‘noi‘ che va oltre i campanili”, ha inoltre presentato il suo libro “Nato per l’acqua”, i cui proventi andranno “alla mia società che li utilizzerà per finanziare attività sul sociale. Al suo interno troverete la storia di una persona con un femore più corto, che conduce una vita piena di normalità. Certo, alcune cose le faccio in maniera diversa, ad esempio non posso correre ma in fondo cosa significa essere normali? Tutti quanti siamo un po’ stravaganti ed unici”.
A fare gli onori di casa è stato il neo dirigente scolastico del plesso Raffaella Giovannetti: “E' un campione che ha rappresentato nel mondo l’Italia, dotato di altissime qualità morali e sportive e siamo molto felici di averlo qui con noi". Presenti all’incontro anche il vicesindaco Beatrice Montioni ed il consigliere comunale Massimiliano Montesi: “Morlacchi ha scelto di compiere grandi sacrifici per raggiungere i suoi sogni, è una figura d’esempio per i giovani”.
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