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La Ducato fallisce la riscossa: troppi errori in avanti, la Trasimeno passa al 'Capitini'

 

“The last but non least”, dicono gli inglesi. L’ultimo, ma non di certo il meno importante. E’ l’adagio perfetto per descrivere quello che è successo tra Ducato e Trasimeno nei minuti finali. Da dove iniziare? Ma naturalmente dal 46’ della ripresa, quando il pari sembra già consegnato al referto di Oristanio, che ha


arbitrato con il bilancino negando, forse, un rigore a Kola. Sulla ripartenza fulminante della Ducato, Cavitolo indugia un secondo di troppo e perde l’attimo fuggente per servire su un piatto d’argento un pallone dorato a Kola e Cardarelli appostati sulla linea di tiro e pronti a far secco Rossi. Sul ribaltamento di fronte, Braccalenti fugge sulla corsia di sinistra e l’ingenuo Emili ci mette un amen per falciarlo: “Rigore è quando arbitro fischia”, diceva il mitico Boskov. E infatti Oristanio non ci ha pensato due volte a mettere il fischietto tra le labbra per assegnare il penalty al Trasimeno. Carsetti si muove in anticipo e l’ex bomber del Foligno lo manda per le terre consegnando ai suoi un successo che sta largo come le camice che indossavano i figli dei fiori.

L’impatto del tridente, cui è ricorso il tecnico Raggi per la prima volta facendo giocare insieme Cardarelli a sinistra, Kola più centrale e Tomassoni nel ruolo di fine dicitore, non è stato devastante come si aspettava la torcida del Capitini. Anzi, la convivenza di Cardarelli e Kola è sembrata forzata perché entrambi hanno bisogno della profondità per esprimersi al meglio. E, sullo stretto, si sono persino ostacolati come farebbe la suocera quando la nuora pretende di comandare in cucina. Un problema, e non da poco, per Reggi e Stella, che devono studiare altre soluzioni tattiche per far convivere i due. Kola, si sa, quando ha il pallone in area avversaria lo porterebbe a letto come fanno i bambini con l’orsacchiotto ricevuto in regalo. Di zampate da centravanti, Kola ne ha fatte vedere poche: una alla mezz’ora, quando pescato da Cavitolo, ha fatto tutto bene ma non ha trovato il tempo giusto calciando sul fondo.

La Ducato è di manica larga (quasi il 60% di possesso palla) e sbaglia palloni luculliani come quello servito da Cavitolo a Cardarelli al centro dell’area. Il ballerino di San Luca fa un passo che avrebbero applaudito anche all’Opera di Parigi, incrocia divinamente il piatto, ma Rossi ha lo scatto di un giaguaro nel deviare sulla traversa. L’arbitro manda tutti a prendere un tè caldo.

La Trasimeno, dopo aver studiato la preda, la colpisce. Prima, però, la Ducato reclama per un presunto atterramento di Kola in aerea: per tutta risposta l’arbitro sventola il cartellino sotto le narici dell’attaccante albanese. Così (12’) arriva il vantaggio ospite: Carsetti è mellifluo nella presa sulla bombarda di Ventanni. Il tapin è il gioco perfetto di Poli che gonfia la rete. La Ducato si dimostra tanto più squadra della Trasimeno: è tecnica abbondante, è intelligenza viva che, nonostante le assenze pesanti, emerge nel talento tra la metà campo e l’attacco. Così, Kola prepara il pari quando entra sulla sinistra e fa esplodere il suo tiro: Rossi respinge, ma Cavitolo ha ancora l’occhio lungo dello scugnizzo e, appostato sul secondo palo, mette la palla in rete.

Potrebbe essere il fiocchettino sulla partita della riscossa, ma il finale si trasforma in un incubo. E, come dirà Raggi a fine partita, “dopo certi errori di troppo, il nastro va per forza di cose resettato”.

DUCATO: Carsetti, Zeppadoro (47’st Sabatini), Piantoni, Emili, Romani, Raspa, Giuliacci, Cardarelli (33’st Donnola), Kola, Cavitolo, Tomassoni. A disp: Lillacci, Skana, Callegari, Bonacci, radici,Moretti, Msahel. All. Raggi

TRASIMENO: Rosi, Guasticchi, Silvestri (27’st Miccio), Vinagli (18’st Patrignani), Fiorucci, Moyano, Fattori, Poli, Braccalenti (48’st Antolini), Ventanni (44’st Sacco), Meattelli (1’st Battistelli). A disp: De Leo, Vignaroli, Schiavolini, Gioacchini. All. Farsi.

Arbitro: Oristanio di Perugia

Reti: 11’st Poli, 22’st Cavitolo, 47’st Baccalenti (rig)

Note: 49’ st. Espulso Patrignani (T).



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