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Gianfranco Meriggioli, una vita per le bocce
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Gianfranco Meriggioli, una vita per le bocce
Ancora un titolo italiano, quello 'over 60' in coppia, per l'ex bancario spoletino
E ora? Gianfranco Meriggioli aveva già vinto il titolo italiano di bocce. Ma solo quando a contenderselo erano i bancari. Mai, invece, era riuscito a vincere il titolo assoluto, seppur nella categoria "over 60" ed in coppia con il compagno della Bocciofila Clitunno: il folignate Alfio Berrettoni. L'ultimo alloro di una vita
sportiva dedicata alle bocce è arrivato a Pieve a Nievole, in provincia di Pistoia. In finale la vittoria, sudatissima, contro Fernando Reali e Fabio Gazzaniga (Affrico Firenze) per 12-10.
Nel circus della raffa, lo chiamano "baffi di ghiaccio". Difficile che uno come lui si faccia catturare dall'emotività. Bocciare a volo è come centrare una buca a golf. Ci vuole senso della posizione, occhio goniometrico e una mano che non tradisca tremori di sorta. Le bocce, in questo senso, sono un po'un campanello d'allarme per le malattie degenerative della terza età. Non fosse altro perché l'età media dei praticanti supera i 50 anni. Il trionfo di Montecatini è come un elisir di lunga vita.
Meriggioli, è vero che le bocce per lei sono come la Nutella? "Indubbiamente, non riesco a stare più di un paio di giorni senza giocare. Da quando sono andato in pensione, poi, il mio tempo libero è molto di più. Dopo essermi dedicato alle incombenze di casa, nel pomeriggio vado sempre al bocciodromo di Campello sul Clitunno, dove mi alleno insieme agli altri giocatori di categoria A".
A Spoleto, invece, è diventato impossibile o quasi giocare a bocce. Non crede? "Purtroppo la mancanza di un impianto, idoneo ad ospitare manifestazioni nazionali, ci penalizza in maniera determinante. Montarello combatte per restare in piedi, e quello di San Giacomo è appena sufficiente per le esigenze dei giocatori locali. Qualche anno fa si parlava di trasformare il Pala Rota in bocciodromo, se fosse stato realizzato un impianto omologabile per il massimo campionato di volley. Poi, tutto è svanito in un bicchier d'acqua e le bocce sono rimaste nei loro spazi angusti".
Alla sua età si diverte ancora? "Assolutamente, e mi diverto quando batto avversari con venti o trent'anni di meno. La prossima stagione gareggerò insieme ad un giovane, perché credo che le bocce siano il giusto mix tra esperienza e condizione fisica. Il giorno in cui non mi divertirò più, non mi vedrete più in campo".
La domanda delle domande è: quanta benzina c'è ancora nel suo serbatoio? Difficile a dirsi pensando alle giunture delle ginocchia. Di certo, il pieno non è lo stesso di 10 anni fa, però quello visto ai campionati italiani tira ancora come un ragazzino. Gli avversari sono avvisati.
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